Il grappaiol’angelico intenta causa a Bonilli. Ma perché diavolo ricorrere ai giudici ?

La grappa di Romano Levi
Sul suo sempre interessante blog, il Papero giallo, blog, lo confermo, interessante (anche se qualche "fenomeno" magari troverà ulteriori motivi per scrivermi, come ha già fatto, che "ultimamente si nota chiaramente che c’é un continuo allineamento delle sue posizioni con quelle di Bonilli su molti argomenti…pensando a come invece ai tempi del Franco Tiratore si esprimeva qualche dubbio viene…") Stefano Bonilli direttore del Gambero rosso, ha raccontato di uno spiacevole incidente di percorso accadutogli con il grappaiol’angelico come lo chiamava Veronelli.

Romano Levi, notissimo produttore di grappa a Neive "ha chiesto al Tribunale di alba di obbligarmi a togliere una critica alla sua grappa apparsa sul mio blog Papero giallo il 26/11/2005.
Per evitare ulteriori problemi ho tolto subito, e senza intimidazioni del Tribunale, il testo in questione. Qui espongo a chi legge una serie di considerazioni.
a) preferisco auto censurarmi perché Romano Levi ha fatto un ricorso d’urgenza ex art. 700 C.P.C. che verrà discusso davanti al Tribunale di Alba il 6 aprile prossimo.
b) l’uso della magistratura contro la critica di un giornalista professionista mi sembra un fatto grave.
c) l’uso della censura contro un blog mi sembra altrettanto grave.
d) come giornalista rimango colpito da questa reazione che denota una mentalità gravemente censoria".
Fin qui quanto ha scritto Bonilli, ovvero la "notizia".

Da parte mia esprimo solidarietà a Bonilli, a proposito dell’azione decisa dal grappaiol’angelico (sull’effettiva qualità delle cui grappe, ho sempre avuto seri dubbi: ho visitato un paio di volte, per curiosità, Levi e a casa ho un paio delle sue bottiglie, ancora chiuse…), perché di fronte ad un comportamento del genere non si può che esprimere, a prescindere, e non per spirito corporativo, da giornalista nei confronti di un giornalista, solidarietà.
Ricorrere alla magistratura contro la critica di un giornalista professionista mi sembra un fatto grave e ancora più grave (non siamo mica in Cina per fortuna!) l’uso della censura contro un blog.
Pur rivendicando il libero esercizio di critica e la piena libertà di esprimere, senza la paura di essere portati davanti ad un tribunale, le nostre opinioni, e facendo a Bonilli i migliori auguri per l’udienza del 6 aprile, mi corre però obbligo rilevare, per onestà intellettuale, come un’espressione bonilliana, ovvero quando Bonilli ha affermato testualmente “che bere un sorso della grappa di Romano Levi vuol dire bere un sorso di alcol metilico”, sia stata forse eccessiva, al di là della volontà del suo autore.
Affermazione un po’ forte, caro Bonilli, che presuppone, quando si fa un rilievo del genere, che si sia poi in grado di dimostrarlo, avvalendosi di prove, in questo caso di analisi delle grappe di Romano Levi, che attestino quanto si afferma. Questo se davvero volevi istillare (non distillare), ed escludo tu volessi farlo, il dubbio che le grappe di Levi non fossero impeccabili…
Credo però che la tua non brillantissima affermazione non volesse in alcun modo ledere
“gravemente non solo la reputazione del prodotto e l’immagine della distilleria che lo confeziona e commercializza, ma anche l’onore e il decoro del conchiudente quale persona fisica”, bensì, molto più semplicemente, criticare, esprimendo un legittimo parere soggettivo, la qualità delle grappe (che se le producesse qualcuno molto meno “personaggio” di Levi non otterrebbero un decimo dell’attenzione che riscuotono) del grappaiol’angelico.
Ma, accidentaccio, invece di procedere a passare la parola agli avvocati, considerato che Bonilli aveva eliminato e senza l’intimazione del Tribunale, il testo in oggetto, Romano Levi non poteva accontentarsi di chiedere a Bonilli, soprattutto dopo la spontanea eliminazione del passo “incriminato” dal blog, solo una rettifica o la pubblicazione di una precisazione, invece di rivolgersi alla magistratura e intentare una causa ?
Se Bonilli si era espresso impropriamente, ad opinione di Levi, non bastava ottenere la pubblicazione, con grande evidenza, sul suo blog Papero giallo e sul Gambero rosso cartaceo, di una presa di posizione del grappaiolo di Neive, per ottenere soddisfazione e quindi riparare al danno fatto ?
Dimentichiamo poi un aspetto non trascurabile, ovvero l’azione di qualcuno che ha oggettivamente “imbeccato” Levi. Poiché è impensabile, conoscendo Levi, ritenere che il “grappaiol’angelico” si destreggi con Internet e blog vari, si deve invece pensare a qualcuno che ha letto quanto Bonilli aveva scritto e che ha informato Levi, spingendolo ad intervenire.
Un “cattivo consigliere” in ogni caso…

p.s. segnalo il diverso parere, rispetto a questo post, del mio editore, il caro amico Antonio Tombolini, che sul suo blog Simplicissimus
afferma che Stefano Bonilli ha sbagliato e di grosso. Mi piace questo libero confronto di idee che é il sale della democrazia e manifestazione di quella libertà di esprimere le nostre opinioni di cui, per fortuna, godiamo…

0 pensieri su “Il grappaiol’angelico intenta causa a Bonilli. Ma perché diavolo ricorrere ai giudici ?

  1. Mi colpisce e sorprende questa notizia.
    Ho conosciuto il sig.Levi perché è un amico di famiglia dei miei suoceri e ho visitato qualche volta la sua “azienda”. Lo ricordo come un uomo schivo e per nulla abituato al clamore, ma anzi tanto affacendato in un duro lavoro e sempre preoccupato per i malanni della sorella e suoi(purtroppo sempre più persistenti). Quindi mi colpisce che abbia perso tempo ed energia per rivolgersi alla magistratura per uno stupido commento (che, me lo ricordo bene, anch’io lessi quel “fatidico” giorno). Devo dire che sorrido invece all’idea che il sig.Levi possa averlo letto di persona direttamente da un Person Computer!! 🙂
    Un saluto a tutti.

  2. Caro Franco,
    comunque avrebbe potuto risparmiarsi di scrivere alcool metilico, va bene tutto ma alcool metilico proprio no, è troppo grave scriverlo anche se non è da prendere alla lettera (come spero).
    Ciao
    Gregorio

  3. Caro Franco,
    è esattamente quello che penso anch’io. E aggiungo che qui c’è lo zampino di una terza persona che ha forse approfittato dell’occasione, ben oltre gli interessi del grappaiol’angelico.
    Sarebbe interessante sapere proprio da lui, se ha davvero sentito il bisogno dell’intervento della magistratura.

  4. Ma l’alcol metilico non ha un sapore dolce e gradevole?
    Semmai, al di là del limite di legge, avrebbe solo “migliorato” la palatalità della grappa.
    Ma non ho letto l’intero testo delle affermazioni di Stefano Bonilli.
    Per me basta così.
    Così

  5. Nei miei ricordi di bambino ci sono i sabati con mio padre, nelle Langhe alla ricerca di vini e grappe e salumi.
    E ricordo le trattative estenuanti col signor Levi per un paio di bottiglie di Grappa della Donna Selvatica o chissà cosa…
    Rimanevo incantato di fronte a quelle etichette colorate e sotto sotto ridevo di quel signore burbero e ben più selvatico delle sue bottiglie !

  6. Caro Ziliani,
    ricordiamoci i morti per l’alcol metilico, prima di dire che è stata una metafora innocua, e male interpretata.

    Lai lo sà meglio di me di quali altre centinaia di termini dispregiativi poteva benissimo usare il Sig. Bonilli per criticare detta grappa.
    Quindi i casi sono due:
    o non conosceva bene la differenza tra “etilico” e “metilico”
    oppure la sua è stata una precisa denuncia.
    In ogni caso dovrà giustamente risponderne davati a un giudice.

  7. Cari Signori che scrivete cosi belle parole a favore del rubicondo dott. Bonilli facendovi garanti della democrazia e della libertà di stampa…..e pure a lei egregio curatore del Papero giallo….ma cosa c’è in quella testolina che non funziona mai…?
    In questi ultimi due mesi mi sono divertito moltissimo a vedere i commenti nel fantastico mondo del web su Levi, su Bonilli, sulla libertà di dire quello che si vuole….
    BASTA! NON CI STO, e visto che per i più, tutti possiamo dire un quel cazzo che vogliamo, in fede io vi dico questo:
    “Cari lettori, Bonilli non è certo Antonella Clerici, insomma, lui lavora al Grande Gambero Rosso, che fra riviste, radio, televisione e internet, raggiunge parecchie persone e come si suol dire FA TENDENZA. Questo cosa sta a significare….? Molto semplice…. Parecchie persone fanno propri i principi di questi onesti giornalisti senza sapere un emerito Cazzo (e mi scuso ancora per la brutta parolaa)ne di grappa ne tanto meno di Levi.
    La colpa non è certo della massa di pecoroni sprovveduti che si “bevono” tutto quello che gli propina il gambero rosso…..La colpa, perchè cari lettorucci miei, qui è di COLPA che si tratta, e proprio del Bonilli e di quelle persone che pur “SAPENDO” (e con questo mi riferisco a collaborazionisti e lecca-culo del mondo del San G. Rosso, i peggiori, perchè loro lo sanno che Bonilli ha detto un GRAN CAZZATA)hanno taciuto, anzi qualcuno ha avuto persino la faccia tosta di eprimere solidarità giornalistica al povero e sventurato direttore…
    Ora mi rivolgo a quelli che di grappa ne sanno poco e a quelli che credono di saperne…
    Signori miei io lavoro nel campo della gastronomia da 15 anni e ho fatto analizzare migliaia di campioni di grappa italiana,compresa quella di Romano Levi e sorpresa sorpresuccia, che cosa mi succede se rielaboro tutte queste misurazioni scientifiche?
    INCREDIBILE….LA GRAPPA DI LEVI E’ QUELLA CHE IN ASSOLUTO, FRA TUTTE LE GRAPPE ITALIANE IN COMMERCIO ANALIZZATE,HA UN CONTENNUTO DI ALCOL METILICO INFERIORE A TUTTE LE ALTRE!

    SVEGLIA POPOLO DI INTERNET, SVEGLIA ENO-GIORNALISTI, SVEGLIA OPINIONISTI IMPROVVISATI!

    vI STANNO PRENDENDO TUTTI PER IL CULO!

    Mr. Bonilli lo sa quello che ha scritto, lo sa molto bene “…bere un sorso di grappa levi è come bere un sorso di metilico…” …..
    Ma bonilluccio mio, questa è una gran cazzata, forse dovresti mettere sul tuo Blog le analisi delle grappe che il tuo bel Gambero Rosso promuove in tutte le direzioni, allora si che sarebbero risate grasse!
    I casi sono 2: 1) Bonilli era sotto l’effetto di qualche droga allucinogena
    2) Bonilli era sotto l’effetto di qualche vinaccio che pubblicizza
    …si, perchè, cari lettori, il Bonilli lo sa che la sua affermazione non ha ne capo ne coda, il Bonilli lo sa che tacciare il prodotto in quel modo equivale a screditarlo e quel che peggio, ad equiparalo ad un veleno mortale….
    Quindi, signori miei, la libertà di stampa e di pensiero è una cosa, l’IDIOZIA è tutta un’altra….
    Le conclusioni siete capaci da soli di trarle….?
    Grazie per il vostro tempo
    Dott. B. Scott

  8. “Signor” Scott, é molto difficile provare a dialogare con chi, trincerandosi dietro ad uno pseudonimo ragiona come lei a suon di parolacce e d’insulti…
    Ma ognuno ha il suo stile e non ci si può proprio fare nulla…

  9. Signor Ziliani, devo chiederle scusa perche’ ho da poco postato dei commenti su un paio di blog (Vinotecaonline e Papero Giallo, forse anche Manteblog) in cui mi riferisco al precedente Gambero Rosso vs Guelfo Magrini.
    In alcuni di questi commenti affermo di non essere riuscito fino a quel momento a trovare nessun altro riferimento a tale precedente fra i commenti dedicati a questa piu’ recente querela Levi-Bonilli. Mi sbagliavo, come ho avuto modo di rendermi conto rileggendo i commenti su Simplicissimus, in particolare il suo.

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