La cucina napoletana di mare secondo Luigi Pignataro

Provo una grande ammirazione, e l’ho più volte espressa, per il giornalista napoletano Luciano Pignataro che, libro dopo libro, si é costruita una meritata fama di super esperto e appassionato divulgatore degli innumerevoli pregi dell’enogastronomia di quella terra felix che é la Campania.

Questa ammirazione e simpatia (virtuale, ci conosciamo solo via mail e telefono) per il collega, é confermata e rafforzata anche dalla lettura dell’ultima fatica di Pignataro, uno splendido ricettario dedicato a La cucina napoletana di mare (470 pagg. 9,90 euro Newton & Compton editori www.newtoncompton.com).

Un percorso che ci conduce, come recita il sottotitolo, da Gaeta a Maratea, passando per Napoli, le isole di Procida, Capri e Ischia, la Terra delle Sirene, Pompei, il Cilento.

Il pregio ulteriore del volume é rappresentato dal fatto che questo autentico corpus di ricette classiche e moderne espressione di un’arte culinaria secolare é frutto di un certosino lavoro di ricerca, perché le ricette raccolte (il libro fa venire l’acquolina in bocca al solo sfogliarlo) provengono dai menu di ristoranti campani (dai più noti a quelli ancora da scoprire) e testimonia la fedeltà della ristorazione campana alle tradizioni regionali e la sua capacità di rinnovarsi e di innovare.

Del tutto inutile pescare, fior da fiore, ovvero da sapori e gusti delicati a fragranze e ricchezze inusitate ma sempre equilibrate di gusto: questa summa gastronomica della terra di Pulcinella, del Vesuvio e di Eduardo (De Filippo), comprende e propone svariate versioni, d’autore, di tutti i grandi classici della cucina partenopea, con una particolare attenzione, come dice il titolo, ai piatti a base di pesce.

Ma non tralasciando però preparazioni che vedono protagoniste le verdure, le paste (dai mitici Paccheri di Gragnano a cavatelli, fusilli, tubetti, linguine e spaghetti) e le carni (come ad esempio il coniglio di fossa all’ischitana o il brasato di bufala all’Aglianico).

E senza dimenticare i dolci, (babà, pastiera, pasticciotti, le incredibili melanzane al cioccolato della Costiera Amalfitana, la torta caprese…), che non possono mai mancare in un pranzo napoletano che si rispetti.

Ricette spiegate benissimo, ognuna impreziosita dalla proposta di abbinamento ad un vino (principalmente campano) curata da Luciano, e illustrate da disegni e stampe dell’Ottocento.

Da sottolineare anche che l’autore ha previsto un indice alfabetico di tutte le ricette, oltre che il normale indice di tutti i piatti suddivisi per antipasti, primi, secondi.

E non manca nemmeno una sezione, con tutti i dati e gli indirizzi, di tutti i ristoranti e trattorie che hanno collaborato all’opera fornendo le ricette. 

E bravo Luciano !

0 pensieri su “La cucina napoletana di mare secondo Luigi Pignataro

  1. Concordo col Lei Franco,
    Luciano Pignataro, giornalista del Mattino di Napoli è un grandissimo esperto di enogastronomia partenopea. Anche io, sul mio sito, ho fatto pubblicità la suo ultimo libro. Con molto piacere, la sua firma è garanzia di qualità e di seria professionalità.
    Saluti, Barbara.

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