Questa é la globalizzazione, bellezza !

Due giorni trascorsi in Valle d’Aosta per seguire i lavori del primo Congresso internazionale sulla viticoltura di montagna ed in forte pendenza organizzato dal Cervim, mi offronto l’ennesima conferma che la globalizzazione nel mondo del vino sia ormai una prassi diffusa e, temo, inarrestabile.
Un esempio semplice semplice.


Una relazione ci ha informato sulla nascita, in Brasile, delle prime codificazioni di zone di produzione , o Indicazioni Geografiche (IG),  Vale dos Vinhedos e Pinto Bandeira. Poste nella regione della Serra Gaucha.
Zone con altezze intorno ai cinquecento metri, con forti pendenze, con condizioni di coltivazione, su terrazzi, degne di una viticoltura di montagna.
Bene, cosa hanno piantato in queste zone ? J. Tonietto del Centro Nacional de Pesquisa de Uva e Vinho di Bento Golçalves ci ha informato che le varietà più diffuse sono le seguenti:
in rosso Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Tannat
In bianco Chardonnay e.. tenetevi forte, Riesling italico. Roba da Oltrepò pavese…
Siamo in Brasile, in zona tropicale, ma i vini rischiano fortemente di essere gli stessi, noiosi, ripetitivi, senza esprit e génie du terroir, che troviamo ormai in tutto il mondo.
Questa é la globalizzazione del vino, amici miei…

0 pensieri su “Questa é la globalizzazione, bellezza !

  1. … beh , li sono andati sul sicuro , se vogliono in qualche modo vender del vino … non conosco le loro uve locali , ma penso che un Nebbiolo o un Pinot Nero , ai confini della foresta equatoriale , sarebbe stato un piccolo azzardo …

  2. E’ una questione di globalismo sfrenato, che vuole un sistema neoliberista del mercato, cioè senza regole, in modo tale da abbattere i costi. Tanto poi ci pensa il marketing a rimettere a posto una notta troppo acidula o una struttura incosistente.
    E poi gli acquirenti di questo vino globalizzato sono sostanzialmente i nuovi ricchi e gli americani, cioè persone prive di papille gustative, che affidano la sceta del loro vino a wine spectator(che ha dato 91 all’ornellaia…)

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