Sempre più franco (Ziliani) e un po’ meno “franco tiratore”. Benvenuti su Vino al vino

Due mesi fa l’avevo anticipato: “per il futuro di questo blog, il taccuino del Franco tiratore http://blog.virgilio.it/franco_tiratore (e del suo sviluppo, di cui presto vi parlerò), aspettatevi di trovarmi un pò meno nei panni del “franco tiratore“ ad ogni costo e a prescindere, di quello che deve comunque tener fede, qualsiasi cosa scriva, di questa “fama” di bastian contrario e di polemista, che mi ritrovo, e sempre di più nei panni di un Franco Ziliani, giornalista e libero pensatore, se mi consentite questa espressione, che di volta in volta interverrà per dire la sua, con lo stesso identico spirito critico e l’identica libertà d’espressione, sul vino ovviamente, e sulla cucina.
Ma che, nel contempo, e con pari dignità, vuole rivendicare la libertà di intervenire, con la stessa vis polemica, senza mordacchie, anche su qualsiasi altro tema, culturale, politico, sociale, di costume, sia dettato dall’attualità”.

Nessuna abiura al ruolo di “franco tiratore”, che è stato mio per anni, nessun pentimento, nessuna presa di distanza da quello che sono stato e ancora, intimamente, sono.
Molto più semplicemente una volontà precisa di andare oltre, restando battitori liberi, ma senza farne più una ragione sociale, un’insegna di “bottega”, o un titolo, fosse pure quello di un blog, di una rubrica su uno sfortunato giornale, o su un sito Web, che fu grande, ma appartiene, ormai, al passato…

Dopo sei mesi di onorata attività del mio primo blog, molto essenziale nel suo aspetto grafico, ma perfetto per farmi prendere le misure dell’universo blog e per assicurarmi una presenza continuativa nella Rete, dopo l’abbandono di Wine Report, ho deciso di chiudere il “taccuino del franco tiratore” e di voltare pagina, abbandonando questo nick name, che da simbolo di un modo di scrivere e d’intendere il mio lavoro di comunicatore del vino rischiava di diventare una specie di camicia di forza.

Un pò quello che accade a certi attori, che magari dopo aver sostenuto con efficacia in un film la parte del “cattivo”, si vedono “condannati” a dover sostenere la stessa parte, ad essere visti come l’essenza del “cattivo”, anche se magari desidererebbero sostenere altri ruoli o sentono di avere, nelle loro corde, altre possibilità interpretative.

Non mando in soffitta, o rinnego (perché “chi rinnega è rinnegato” diceva un grande uomo) il “franco tiratore”, ma, molto più semplicemente, la persona Franco Ziliani, ed il giornalista, si riprendono il loro spazio e rivendicano quella personalità che era stata in qualche modo fagocitata da quella del castigamatti, del bastian contrario, del picconatore, di quel “franco tiratore”, insomma, che doveva comunque essere contro, come una sorta di Don Chisciotte lancia in resta in guerra con il mondo.

Altrimenti non sarebbe stato fedele alla sua fama, al suo nome, a quel cliché, esaltante per certi versi, ma che stava cominciando ad essere riduttivo e opprimente.

Pur rimanendo "franco tiratore" nello spirito, perché una sensibilità, un modo di vedere le cose e di descriverle, non é semplicemente uno stile, ma una way of life, ho chiuso il taccuino e accogliendo il cordialissimo invito di un decano di Internet, Antonio Tombolini, che saluto e ringrazio, a sua volta blogger con il suo Simplicissimus, approdo, con le mie riflessioni su vino e dintorni, su questa piattaforma che già accoglie molti interessanti blog che si occupano di cibi, cucina, alimentazione, da diverse angolazioni. Ma anche di quegli aspetti legati alla nostra società sui quali, ogni tanto, farò sentire la mia voce.

Alle persone che in questi sei mesi hanno avuto la cortesia, e la pazienza, di leggermi sul taccuino del Franco tiratore, auguro dunque il benvenuto su questo mio nuovo blog.

Il titolo, Vino al Vino, non è solo una promessa, quella di continuare ad affermare le cose come stanno con franchezza, dicendo pane al pano e vino al vino appunto, ma vuol essere un omaggio ad uno dei più bei libri sul vino che io conosca, Vino al Vino, e ad un grande scrittore e giornalista e gourmet sopraffino, Mario Soldati, che sotto questo titolo raccolse i suoi tre viaggi “alla ricerca dei vini genuini” compiuti in giro per l’Italia nel 1968, nel 1970 e nel 1975.

Ad oltre trent’anni di distanza dagli itinerari di Soldati in un’Italia del vino che non c’è più, e che è stata stravolta e trasformata in un’inedita Enotria tellus (quella che in questo 2006 ricorda i primi 40 anni di storia delle Doc ed i vent’anni dal terribile scandalo del metanolo) dove accanto agli aspetti di cui essere orgogliosi ce ne sono altri (ne parleremo) di cui ci si deve invece vergognare, ritengo ci sia ancora bisogno di ricercare, e proporre, una genuinità e verità del vino che sono minacciate da mistificazioni e “furbate” di ogni tipo.

Scriveva Soldati licenziando la sua prima edizione mondadoriana di Vino al Vino nel 1977: “Non possiamo che compiacerci del benessere e degli enormi progressi che la rivoluzione industriale ha portato all’Italia nell’ultimo ventennio. Ma, questo progresso, lo abbiamo pagato, lo paghiamo e lo pagheremo con una quantità di inevitabili guai minori, tra cui uno dei maggiori consiste appunto nella decadenza del vino”.

E ancora: “Quando è che gli italiani (gli italiani del nord più degli italiani del sud e gli italiani che vivono nelle grandi città più degli italiani che vivono nelle piccole o nei paesi) hanno incominciato a tagliare i legami con la campagna ? Da quel momento, con velocità fulminea e catastrofica, gli italiani hanno dimenticato tutto ciò che, sul vino, conoscevano perfettamente. Oggi non sanno più riconoscere quando è buono e quando non lo é. Trangugiano con paurosa disinvoltura e talvolta con tragico entusiasmo il contenuto di bottiglie che i nostri nonni non avrebbero esitato un istante a vuotare nel lavandino”…

Parole forti, ma vere oggi come lo erano trent’anni fa.

Su Vino al Vino blog parlerò, come ho fatto per sei mesi su quel taccuino che ho appena chiuso e come sono solito fare sulle molte riviste cui collaboro (e sono 23 anni, in questo 2006, che scrivo di cose vinicole) di vino e di tutto quanto circonda il variopinto mondo del vino italiano (ma con divagazioni anche negli altri Paesi vinicoli).

Prometto pensieri, anzi “enoriflessioni”, opinioni, commenti, notizie, “incazzature” (difficile non arrabbiarsi di fronte a tante cose assurde cui ci tocca assistere) emozioni, confessioni, suggerimenti, ma anche complimenti e applausi.

Un riflesso, spero il più fedele, del mio modo di essere, e di vivere e raccontare l’anima di quel meraviglioso dono degli dei, della creatività e della civiltà umana che siamo soliti chiamare vino.

Benvenuti su Vino al Vino dunque e buon viaggio a tutti !

Franco Ziliani  

27 pensieri su “Sempre più franco (Ziliani) e un po’ meno “franco tiratore”. Benvenuti su Vino al vino

  1. Caro Franco,
    come sempre accade, ogni argomento è intimamente legato ad altri. Sconfinare dall’enogastronomia è secondo me un fatto naturale, avviene già e si legge perfettamente nei tuoi scritti. Quando si mettono in evidenza le contraddizioni, le mancanze, le falsità, il campo si allarga a comportamenti e filosofie assai simili in altre realtà quotidiane, da quella squisitamente politica a quella artistica, musicale, letteraria, culturale e, perché no, religiosa.
    Ed è logico che sia così, perché quando si parla di vino, si parla anche di media, televisione, giornali, pubblicità.
    Quindi il confine è sottile, e sarebbe quantomai ingenuo pensare di poter rimanere all’interno di un tema come quello enogastronomico, puntando o meno il dito su comportamenti scorretti o faziosi di questo o di quello.
    Ben venga quindi un libero pensiero, non condizionato da limiti apparenti e ingiustificati, sebbene molti vorrebbero imporli.

  2. Che palle la rete: uno si gira un attimo e sparisce Massimo Bernardi da Peperosso, si volta un secondo e- zac! – tu cambi casa, nome, vestito… Sarà la globalizzazione, sarà la nanoeditoria, sarà che tra un po’ mi viene mal di testa… Sto scherzando: in bocca al lupo, di cuore;-)

  3. Caro Franco,
    ti ho ritrovato anche qui, ne sono proprio contento. Siamo dei pellegrini (omeglio: peregrini), specialmente se nerazzurri. Ma con la nostra Benemerita che ricomincia a vincere, anche tu raccogli la tua parte di vittorie, tra cui questo nuovo blog, e questo mi fa sperare in un prossimo tuo e nostro scudetto. Non sei mai stato un Don Chisciotte, hai sempre parlato con il cuore in mano, parli sempre direttamente ai cuori, questo è il tuo modo di scrivere che mi è sempre tanto piaciuto. Non lo cambierai mai, ne sono certo, perchè la coerenza è una delle tue virtù più belle. La tua verve emergerà sempre e divertirai ancora tutto il mondo del vino, almeno quello degli onesti. Degli altri, come scriveva l’Alighieri, non ti curar di lor, ma guarda e passa. “E più non dimandare”…
    Un abbraccio, come sempre, da Mario

  4. Ma guarda un po’ dov’è finito il nostro eroe… Hei! Non avresti mica una nuova trappola per il mio Beep Beep? Ne ho le palle piene di finire sempre in una buca!!!! Ciao a te e al Troglo del Garda

  5. Troppo buonismo porta un blog o un forum alla inevitabile decadenza . Ho deciso di darle una mano perchè ho sempre apprezzato ciò che in questo momento ha la tentazione di abiurare ,almeno nei titoli d’apertura ,cioè la sua verve polemica . Vediamo se si può , civilmente , polemizzare senza mai scadere nel triviale o nell’offesa personale come in tanti (forse tutti) i forums o blog . Non sopportando i cloni o chi si nasconde dietro nick sconosciuti , sono Vinogodi da Parma e le auguro buon proseguimento in questa interessante iniziativa . Prossimamente su “questo schermo” , quindi …

  6. Ciao Franco,
    in bocca al lupo per questa nuova avventura, sono felice per questa piccola svolta moderata, l’importante è che tu resti sempre te stesso, non è di polemiche a tutti i costi che abbiamo bisogno ma della tua penna libera, sapiente e …….. perchè no, qualche volta anche pungente.
    spero di leggerti sempre più spesso e in sempre maggiori testate perchè lo meriti più di ogni altro.
    un Salutone
    Valentino

  7. E’ logico, è auspicabile cercare di migliorarsi, di evolvere . Maggiormente giustificato in un mondo sempre più affollato ed in crisi (di soldi) come quello del giornalismo eno-gastronomico.Il giornalista, l’uomo, ha valore al di là delle etichette, soprannomi, pseudonimi: è quello che dice e, soprattutto, quello che fa. Ritengo che auguri in campo professionale non si debbano fare (menano rogna, a meno di ricorrere a formule particolarmente colorite), ma promesse sì: particolarmente quella di seguire e leggere assiduamente Franco Ziliani e , compatibilmente con gli impegni lavorativi, di partecipare al suo blog.
    Piccola conclusione: generalmente in un trasloco si gettano le cose inutili e si sistemano i problemi irrisolti. Ho ricevuto la seguente notizia,non freschissima, la fonte è del corriere.it e ripresa da C@c@o di Jacopo Fo: “Lo spot pubblicitario con protagonista Rocco Siffredi e’ stato bloccato. Viola gli articoli 1 (lealta’ pubblicitaria), 9 (Violenza, volgarita’, indecenza) e 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignita’ della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria”. Tanto per definire il passato.
    egidiocalloni

  8. E’ logico, è auspicabile cercare di migliorarsi, di evolvere . Maggiormente giustificato in un mondo sempre più affollato ed in crisi (di soldi) come quello del giornalismo eno-gastronomico.Il giornalista, l’uomo, ha valore al di là delle etichette, soprannomi, pseudonimi: è quello che dice e, soprattutto, quello che fa. Ritengo che auguri in campo professionale non si debbano fare (menano rogna, a meno di ricorrere a formule particolarmente colorite), ma promesse sì: particolarmente quella di seguire e leggere assiduamente Franco Ziliani e , compatibilmente con gli impegni lavorativi, di partecipare al suo blog.
    Piccola conclusione: generalmente in un trasloco si gettano le cose inutili e si sistemano i problemi irrisolti. Ho ricevuto la seguente notizia,non freschissima, la fonte è del corriere.it e ripresa da C@c@o di Jacopo Fo: “Lo spot pubblicitario con protagonista Rocco Siffredi e’ stato bloccato. Viola gli articoli 1 (lealta’ pubblicitaria), 9 (Violenza, volgarita’, indecenza) e 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignita’ della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria”. Tanto per definire il passato.
    egidiocalloni

  9. …E’ logico, è auspicabile cercare di migliorarsi, di evolvere . Maggiormente giustificato in un mondo sempre più affollato ed in crisi (di soldi) come quello del giornalismo eno-gastronomico.Il giornalista, l’uomo, ha valore al di là delle etichette, soprannomi, pseudonimi: è quello che dice e, soprattutto, quello che fa. Ritengo che auguri in campo professionale non si debbano fare (menano rogna, a meno di ricorrere a formule particolarmente colorite), ma promesse sì: particolarmente quella di seguire e leggere assiduamente Franco Ziliani e , compatibilmente con gli impegni lavorativi, di partecipare al suo blog.
    Piccola conclusione: generalmente in un trasloco si gettano le cose inutili e si sistemano i problemi irrisolti. Ho ricevuto la seguente notizia,non freschissima, la fonte è del corriere.it e ripresa da C@c@o di Jacopo Fo: “Lo spot pubblicitario con protagonista Rocco Siffredi e’ stato bloccato. Viola gli articoli 1 (lealta’ pubblicitaria), 9 (Violenza, volgarita’, indecenza) e 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignita’ della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria”. Tanto per definire il passato..
    … così , per ribadire il concetto … si vede che qui una sola volta non basta …scherzo , ma mi fa ridere che tutti ripetano due volte , si vede che ancora non si è preso possesso dello strumento
    Marco Tiratore

  10. auguri Ziliani, l’ho “conosciuta” sul forum del GR e ho apprezzato la verve polemica, ed anche l’ho criticata quando a mio parere era eccessiva, quindi..in bocca al lupo!!

  11. Auspico grande fortuna a questa tua nuova
    avventura metagiornalistica.
    E vitalità, indipendenza, sagacia, fantasia e ironia.
    Auguri Franco.

    Fabrizio

  12. Pingback: Vino al vino parte seconda: nuova grafica e identico stile | Blog di Vino al Vino

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