Andare al Vinitaly ? Certo, ma “limitando i danni”…

Domani si aprirà il 40esimo Vinitaly e come tutti gli anni anche il sottoscritto, obtorto collo, con un sentimento misto di amore ed odio, considerandolo sia come un male necessario sia come qualcosa al quale vale comunque la pena partecipare, si rassegnerà a prendere la via di Verona.


Quest’anno però ho scelto di “limitare i danni”, restringendo la mia presenza in fiera alla sola giornata di sabato.
Avrei voluto andarci solo il primo giorno, giovedì, ma poi l’amichevole richiesta di Giampiero Nadali, alias Aristide, di partecipare al dibattito  previsto per sabato pomeriggio mi ha convinto a cambiare i programmi e ad essere a Verona l’8 aprile.

La mia, rispetto al Vinitaly, è una posizione particolare, da sempre critica verso queste manifestazioni che dovrebbero essere riservate agli operatori e agli addetti ai lavori (oltre che ad un numero ristretto e ben controllato di appassionati), ma si risolvono, basta pensare alla calca della domenica (ma anche sabato non scherza…) in allegre, confusionarie kermesse dove assaggiare in maniera razionale e riflessiva non è possibile. E dove ci si riduce a fare atto di presenza (farsi vedere necesse est !) a curare le pubbliche relazioni (è c’è, tra i colleghi, chi le cura per davvero…) a passare a salutare un po’ di amici produttori.

So benissimo che tanti altri miei colleghi guardano invece all’approssimarsi del Vinitaly con gioia, e se li osservaste attentamente, in questi giorni vedreste nei loro occhi apparire il simbolo dell’euro o del dollaro.
Per molti di loro il Vinitaly è un vero e proprio tour de force, scandito da un’agenda di appuntamenti e d’impegni super gremita.
Basta scorrere i programmi, gli inviti che arrivano, per posta o via mail, da aziende e Consorzi, per vedere i più politicamente corretti, gli amici dei potenti, quelli che le aziende sanno di poter considerare come amici, quelli che non disturbano il manovratore, non fanno polemiche e sono bravissimi nell’affermare, sempre e comunque, che tutto va bene, madama la marchesa, all’opera (con tanto di gettone di presenza) nel condurre degustazioni, presentare vini e libri, partecipare a dibattiti, tavole rotonde, ecc.

Colleghi bravissimi perbacco, insuperabili nel fiutare da quale direzione possa arrivare denaro, nel mettersi a disposizione, nell’animare iniziative collaterali varie che, non si sa bene perché, gli organizzatori del Vinitaly, che dovrebbero essere super partes, non hanno problemi ad appaltare sempre a loro.
Il Vinitaly e la partecipazione o meno dei vari giornalisti a questo tipo di iniziative, a pensarci bene, proprio come una splendida cartina di tornasole, offre validissimi elementi per tracciare una mappa del rapporto esistente tra noi comunicatori del vino e la controparte, ovvero organizzatori, enti pubblici (consorzi, associazioni varie), aziende.

Fa capire, proprio come la loro presenza (che alcuni ostentano nelle loro comunicazioni) “al pranzo inaugurale con il ministro e le autorità” previsto per domani, chi stia dalla parte del potere, chi sia a sua volta espressione del potere e chi invece no.
E’ per questo motivo, e per tanti altri che sarebbe lungo spiegare, che ho deciso di limitare la mia presenza in fiera ad un solo giorno e di non prestarmi a fare da testimonial in presentazioni e convegni vari.

L’unica eccezione, la mia brava e sola "marchetta", la farò ancora sabato partecipando alle 11 presso lo Spazio Eventi del Padiglione Puglia (Padiglione n°10) ad un “Focus tematico” dedicato alle Terre del Primitivo.
Si tratterà, così mi hanno detto gli amici del Movimento del Turismo del Vino della Puglia che mi hanno contattato e che conosco da anni, di una semplice presentazione del territorio, delle sue peculiarità e delle nuove tendenze in atto, di un piccolo dibattito (cui parteciperà anche il collega Francesco D’Agostino), cui farà seguito una degustazione di vini Doc e Igt dell’area interessata.

Un omaggio, da parte mia, a quella terra di Puglia, Enotria tellus vocata quant’altre poche, che amo profondamente ed un ricordo della mia nonna materna, nata proprio ad Erchie nel tarantino, in quelle Terre del Primitivo di cui parleremo.
Arrivederci a Verona ! 

0 pensieri su “Andare al Vinitaly ? Certo, ma “limitando i danni”…

  1. Salve a tutti! sono Marco Biotti della carlo cambi editore e ci tengo ad informarvi circa la nostra iniziativa, promossa anche al Vinitaly di quest’anno, che riguarda il breviario dei vini italiani 2006. Il nostro intento è quello di rendere i consumatori e gli appassionati di vino protagonisti, dando loro la possibilità di scegliere, attraverso il nostro sito internet, il vino preferito o di segnalarne altri meno noti ma di alto gradimento. L’iniziativa ha preso piano p iano la forma di un concorso e oltre a essere protagonisti, si rischia di vincere la fiat punto messa in palio….
    per maggiori informazioni: http://www.breviariodeivini.it

    arrivederci a Verona, marco.

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