Malinconico andante stop: Darmagi…

Visto come sono andate, come stanno andando, come andranno le cose, se proprio avessi ancora voglia, stasera, di occuparmi di vino, e fossi politicamente corretto e avessi intenzione di passare, come tanti hanno già fatto e faranno molto velocemente, sul carro del vincitore, dovrei urgentemente progettare una serie di articoli dedicati ai vini più adatti per l’abbinamento alla… Mortadella.

Un ruspante Lambrusco di Reggio Emilia naturalmente, ma pensando a certe forze presenti nella coalizione vincente, dei Rossi di antico stampo, rossi che più rossi non si può…

Stasera però non ho certo voglia di stappare nessuna bottiglia, fosse pure Champagne o Barolo, o i magnifici Vins du Jura assaggiati ieri a Villa Favorita, perché questa è una sera da acqua minerale, da brodino caldo o da camomilla, indispensabile per digerire certi bocconi amari…

Se però fossi proprio costretto a stappare un vino (e se ne avessi ancora una bottiglia nella mia cantina…), non avrei dubbi su cosa scegliere per essere in sintonia con il mio baudelairiano spleen e la mia malinconia.
E’ un vino di un produttore che non amo, ma che ha un nome perfetto per questa sera: Darmagi (what a pity, che peccato, quel dommage !)…

0 pensieri su “Malinconico andante stop: Darmagi…

  1. Esagerato!
    Sono solo elezioni. E comunque al senato ci potrebbe essere una sorpresa (al momento scarto di 7 seggi).
    La verità è che avremo un paese ingovernabile, grazie a una certa legge elettorale (che qualcuno ha definito “porcata”).
    Ad ogni buon conto, meglio parlare di vino…

  2. Caro Franco,
    non vedo cosa ci sia da essere tristi. La differenza, come prevedibile, è minima e la maggioranza non riuscirà a governare. Ci saranno nuove elezioni, altri soldi che se ne andranno in un’inutile pantomima che evidenzierà ancora una volta come i cittadini abbiano il terrore dei cambiamenti.
    A meno che la tua tristezza non sia tanto per quella minima differenza quanto per la consapevolezza che comunque vada siamo nella merda.

  3. Caro Franco . condivido la tristezza di questo momento
    (anche se i giochi non sono fatti e ne vedremo ancora
    delle belle) ma al contrario di te sono riuscito a stapparmi una buona bottiglia (una barbara di Matteo Correggia)che dopo la sbornia biologico/biodinamica di Villa Mattarana mi ha riconciliato con i vini “normali”…,a tal proposito mi ha un po’ infastidito l’atmosfera eccessivamente schierata di alcuni produttori.
    Vuoi vedere che il vino biologico e’ di sinistra ? E quello “normale” da che parte sta’?

  4. In risposta alla provocazione di Tatixis.
    Se i vini biologici sono di sinistra quelli biodinadimici potrebbere essere vicini alle idee di Bertinotti.
    In fondo è lo stesso quesito che si pone Gad Lerner nel fortunato spot: ma i Crumiri sono di destra o di sinistra?
    A parte scherzi credo che vada seguito con molto interesse lo sforzo e l’impegno di quei vignerons (per dirla alla francese)che si sono convertiti al “naturale”. Senza però mitizzarli.
    Il vino non è di destra, centro o sinistra, è solo buono, normale o cattivo.
    Stando in tema (non è uno scherzo) ho avuto l’occasione di abbinare una mortadella naturale con un ottimo champagne di Boulard (presente a Villa Favorita): in politica sarebbe la grande coalizione alla tedesca?
    Luciano

  5. Caro Franco,
    io invece penso che stapperò un Barricadiero di Offida mentre ti posso consigliare un Nero dei Conti Zecca.

    E mi piace pensare che se da una parte abbiamo la parola Barricadiero (ah come la Francia ci insegna oggi, nei vini come nei movimenti!) dall’altra abbiamo Nero, Conti e Zecca.

    Sarà poco governabile ma almeno onesta, come tanti vini di Villa Mattarana.

    Salute !

  6. L’unica cosa da festeggiare è che se Dio vuole sentiremo un po’ meno berciare Berlusconi che francamente utltimamente era diventato ridicolo (per usare un eufemismo). credo che anche Franco ne converrà.

  7. Quello che sconcerta è che ci sia metà di questo povero e caricaturale paese ancora disposta a votare un uomo che, come si prevedeva e come è stato confermato, di buono ha saputo fare solo i propri interessi. Ma questo, al nostro popolino incolto (siamo gli ultimi in Europa per lettura di libri pro-capite)ed oramai lobotomizzato da decenni di tele-nutrizione (le tv le mette il capo…)questo, evidentemente, piace…!

  8. E adesso una bella legge sul conflitto di interessi coma quella di quei comunisti di americani. Brindo con una bottiglia di Monfortino 1988 tenuta da parte per l’occasione.

  9. Quello che socnterta invece è che si sia arrivati a questo, ad un paese spaccato, che non ci ha capito una mazza nè da una parte nè dall’altra, vista la pochezza di entrambi i leader, un clown da una parte, un ex democristiano reclicato dall’altra.
    E tutti a turarsi il naso ed a votare, sia a destra che a sinistra o per odio viscerale da stadio contro la parte avversa o per fede ideologica dall’altra, ma senza trovare un collocazione perfetta e programmi condivisibili e chiari….e dire che di tempo ne hanno avuto a disposizione per dire cosa avrebbero voluto fare.

  10. Alececco:

    1) QUASI tutti
    2) Il paese non è spaccato, è di centro. Il voto lo dimostra.

    Vedrai che tra un po (medio termine) si riformerà il centro di stampo catto-conservatore e lo scenario politico cambierà da un finto bipolarismo (di stile calcistico- estetico, qui hai ragione) ad una coalizione di centro con due rompi co****ni, uno a dx e uno a sx.

  11. La battuta è vecchia ed abusata, però ci sta bene: la buona notizia è che Berlusconi ha perso, quella cattiva è che ha vinto Prodi. egidiocalloni

  12. Mi viene naturale pensare una cosa: la realtà è che tutti (o quasi tutti se preferite) si sono trovati a dover scegliere fra due coalizioni per le quali non c’è alcuna fiducia. Pertanto, mediamente, ognuno è rimasto nella posizione ideologica a lui tradizionalmente più idonea, ben sapendo di non esserne minimamente rappresentato.
    E’ certo che, tenendo conto della media intellettuale degli italiani, hanno comunque più presa idiomi semplici e d’effetto come Forza Italia (che emula senza nasconderlo il tifo calcistico a cui la maggior parte degli uomini sono avvezzi) o Casa delle libertà, piuttosto che pesantezze come Rifondazione comunista o Democratici di sinistra. Come fa più presa parlare di riduzione di tasse che di miglioramento dei servizi, aumento dei salari piuttosto che controllo oculato dei prezzi ecc.
    E’ vecchia ma sempre valida: ogni popolo ha il governo che si merita.

  13. Quando apro una bottiglia, non penso ad altre cose. Tantomeno alla politica. Io festeggio l’evento di aprire una bottiglia. E festeggio spesso! Prosit!

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