Paolo De Castro al Ministero delle Risorse agricole per dare voce all’agricoltura italiana

Chi mi ha seguito prima e dopo le recenti contrastate elezioni politiche può tranquillamente immaginare che avendo io espresso un voto assolutamente e chiaramente contrario alla coalizione che poi ha vinto, anche se di un’incollatura, non mi attenda nulla, se non danni (come danni avrebbe peraltro continuato a fare anche l’altra coalizione, se le fosse toccato di vincere), dal nascente governo Prodi.
Che agli esteri finisca Massimo D’Alema o la pasionaria di Castelnuovo Berardenga nota come Rosy Bindi all’Istruzione, non me ne può fregare di meno.

Essendo riusciti indenni, nonostante tutto, da ministeri targati Calderoli, Castelli, Buttiglione, Urbani, Landolfi o toccati ad altri carneadi, penso che potremo tranquillamente sopravvivere se qualche dicastero, quelli chiave o quelli minori, finirà ad altrettanti carneadi che figurano nella coalizione della Sinistra-Centro.

Da un Paese che per il grande ed importante incarico della seconda e terza carica dello Stato, della presidenza del Senato e della Camera non sa esprimere di meglio che due ex sindacalisti, uno bianco e uno rosso, cosa aspettarsi di buono ?

Per la nomina ad un solo ministero mi sento, come giornalista che si occupa di vino e di agricoltura da oltre vent’anni, di dover esprimere un auspicio.
Un augurio, sincero, riferito a quel dicastero dell’Agricoltura, anzi, delle Risorse agricole e forestali, che dopo cinque anni di gestione dell’aennino Gianni Alemanno (nonché del mitico, indimenticabile sottosegretario Delfino, protagonista di fantasmagoriche figuracce nelle puntate di Report dedicate al vino), e alcuni anni precedenti di gestione del leader dei verdi Alfonso Pecoraro Scanio, abbisogna, urgentemente, di un rilancio d’immagine e di una conduzione affidata ad un vero esperto.
Ad una persona seria, capace, rispettata a Bruxelles e nel mondo, che conosca davvero, e non per sentito dire, i problemi e le esigenze dell’agricoltura italiana.

Un ministro di peso, le cui credenziali siano decisamente superiori a quelle, piuttosto impalpabili e senza peso e valore, rappresentate dall’essere simpatico, anche se è un ex esponente di quel Movimento Sociale Italiano poi confluito in AN, ad una certa sinistra movimentista e radical chic nonché al capataz dello Slow Food Carlo Petrini.
Oppure, secondo una forma di trasversalismo perverso, oppure una logica bipartisan pasticciona e confusionaria, a movimenti iper confessionali e clericali molto influenti all’interno della Casa della Libertà tipo Comunione e Liberazione.

Nel toto nomine per il Ministero che per cinque lunghi anni ha visto Alemanno titolare (dov’è l’errore ?) e personaggi vari poi inquisiti ronzarci intorno, parlo del Ministero, non del suo titolare, oggi vengono fatti i nomi più disparati, che in alcuni casi, penso a Clemente Mastella, esperto sì, ma soprattutto di ribaltoni, diventano addirittura stravaganti e comici.

La coalizione di Sinistra-Centro ha però la possibilità di fare un figurone, mandando al Ministero che dovrà occuparsi di quell’agricoltura che è uno dei beni più preziosi e uno dei pochi tesori di cui l’Italia dispone, un uomo capace, un vero esperto, un professionista stimato in Italia e all’estero.

Un uomo che ha anche il vantaggio (o costituisce invece un problema ?) di essere legato, da sempre, al probabile presidente del Consiglio Romano Prodi e che é presidente di quell’istituto, Nomisma, fondato dal professore emiliano.

L’uomo, non un homo novus, visto che è già stato ministro, in un precedente governo Prodi, (ma poi assurdamente sacrificato, per esigenze di coalizione, per fare spazio al verde Pecoraro Scanio…) è il pugliese e salentino Paolo De Castro, che sarebbe, a mio modesto parere, la migliore scelta, l’uomo giusto al posto giusto.

Un ministro in grado di dare al mondo dell’agricoltura italiana tutta ed in particolare a quei viticoltori ai quali mi sento particolarmente vicino, quella voce forte e autorevole che meritano e di cui hanno assolutamente bisogno.

Ripeto, non mi attendo niente da Prodi e dalla sua armata Brancaleone, ma una nomina di Paolo De Castro a ministro sarebbe una bella sorpresa ed un gesto di grande saggezza ed intelligenza politica.

Post scriptum

Prima che qualche imbecille (in circolazione ce n’é in abbondanza e non escludo che qualcuno figuri anche tra i lettori di questo blog) salti su a dire che il sottoscritto, così scrivendo, e prendendo pubblicamente posizione a favore di De Castro cerchi in qualche modo di “arruffianarsi” un possibile ministro e di trovare, come hanno fatto, con grande pelo sullo stomaco, altri colleghi, una sorta di protezione, ritengo opportuno chiarire quanto segue.

Con il dottor Paolo De Castro ho avuto la fortuna ed il privilegio di parlare solo un paio di volte, dopo aver ascoltato suoi lucidissimi interventi nel corso di convegni che ho seguito o cui ho partecipato in Puglia, e ho parlato con lui al telefono in una sola occasione e scambiato un paio di mail.

C’è chi blandisce i politici, di un colore o dell’altro, per ricavare sinecure e vantaggi e c’è chi invece, come io cerco di fare, di rimanere giornalista e basta senza coltivare alcun tipo di amicizie o frequentazioni politiche.
Questione di sensibilità, ma, se mi è consentito, anche di stile…

0 pensieri su “Paolo De Castro al Ministero delle Risorse agricole per dare voce all’agricoltura italiana

  1. Percepisco tanto piglio – da chi si attende disastri da chi si accinge a governare (?) un paese razziato, derubato, mercificato, insultato e portato spesso alla legalizzazione delle delinquenze – ma che si stempera in un ‘mal comune delle due coalizioni’ ed in una sorta di anarchia. Ebbene tanto piglio sfugge alla mia razionalità.
    Criticare tutti non è come criticar nessuno?

    Tant’è. Non conosco il ministro auspicato dell’agricoltura, nè sparo sulla croce rossa dei predecessori ma voglio dare una parola di conforto, ai lettori.

    La classe politica forse, tra soubrette e facendieri, non è eccelsa ma credo che una tradizione sindacale possa solo far bene.
    Siamo nella banarepubblica dove da anni la mediazione tra le parti, l’arte politica han lasciato il posto a sub-contratti individuali (cioè tra tutti e lui, il Padrone, chiunque sia) e a spericolate manovre di nessun profilo se non quello comico.
    E allora ben venga chi oltre alla firma in calce ai pezzi di carta ci mette un valore, un idea, un progresso così come dovrebbe stare nelle carte costituenti del sindacato.

    E speriamo non lo si faccia mai più dal Vespa di turno, che di prese per il “mulo” ne abbiam già subite abbastanza.

  2. Apprezzo la tua sensibilità e il tuo stile. Più mi giro intorno e più vedo persone che guardano alla classe politica per avere esclusivamente vantaggi personali.
    Condivido l’auspicio che ad occuparsi di Agricoltura nel prossimo governo sia una persona competente e seria come Paolo De Castro, ma ho forti dubbi e credo che ad emergere sarà nuovamente la mediocrità della nostra classe politica e la pratica della spartizione delle poltrone.
    Da Agricoltore sono rassegnato e ne ho viste e sentite di tutti i colori in questi anni, se poi ci daranno Clemente Mastella……

  3. Concordo su De Castro, sicuramente sono spaventato dall’ipotesi Mastella o Pecoraro.
    L’importante sarebbe avere una persona di coraggio, capace di scelte anche drastiche ed impopolari. Quest’agricoltura ha bisogno di rialzare la testa e di smetterla di attaccarsi alla tossicodipendenza delle sovvenzioni, della chiusura al mondo esterno e alla modernità, del protezionismo ad oltranza e delle rendite di posizione antistoriche.
    Ancora più importante sarebbe che almeno, fosse qualcuno che dell’agricoltura gliene frega qualcosa.

  4. “Prima che qualche imbecille (in circolazione ce n’é in abbondanza e non escludo che qualcuno figuri anche tra i lettori di questo blog) salti su a dire che il sottoscritto, così scrivendo, e prendendo pubblicamente posizione a favore di De Castro cerchi in qualche modo di “arruffianarsi” un possibile ministro e di trovare, come hanno fatto, con grande pelo sullo stomaco, altri colleghi, una sorta di protezione, ritengo opportuno chiarire quanto segue….”
    uffaaa…
    ma perchè te la canti e te la suoni??
    giuro: sarò una candida ingenua – come una volta mi ha definito un altro illustre collega e amico – ma a me, di sospettarti di arrufianamenti vari non è mai, dico mai passato nemmeno per l’anticamera del cervello. E’ che proprio non riesco nemmeno a concepirle, queste cose. Davvero sono l’unica non-terrestre da queste parti? Tutti gli altri stanno sempre lì a pensare le peggiori cose del prossimo? quanto a Pecoraro Scanio, per la cronaca riferisco che solo a citarne il nome a molti agricoltori viene il “tremasso”, come dicono dalle mie parti. E svengono. Perciò, speriamo in De Castro.

  5. Pingback: Vino al vino

  6. Il prof. De castro è stato eletto ministro: una scelta competente è stata fatta! Bravo!… a Ziliani per la speranza avverata, e bravo anche a chi ha scelto De castro.
    Si può dire anche… bene talvolta, credo.

  7. … Diego, da giornalista che si occupa e continuerà ad occuparsi solo di vino non ho alcuna influenza, purtroppo, su Prodi (che non conosco e non mi piace) altrimenti al governo certi personaggi che ci sono andati e che Prodi ha scelto non ci sarebbero proprio…

  8. Ma certo lo immagino!
    Quello che intendevo è che magari qualcuno dei prodiani (a me non sembrano così male, soprattutto rispetto a quanto eravamo ahimè abituati) ha letto il tuo blog.

  9. Se De Castro è una rondine, non fa certo primavera in un cielo prevalentemente rosso,con turbolenze che non lasciano sperare nulla di buono per noi italiani!!

  10. Complimenti per la previsione e, per fortuna, ci siamo evitati almeno alle risorse agricole Pecoraro Scanio che, purtroppo, farà danni all’ambiente

  11. Sig.Ministro
    la riforma O.C.M. olio di oliva fatta di Alemanno e una
    vera INGIUSTIZIA e FINI durante la campagna elettorale sui
    manifesti scrive ITALIA ONESTA,si dovrebbero vergognare.
    Con tanti sacrifici,con mutui ipotecari sulla casa abbiamo
    acqistato oliveti dopo il 2002,dopo 2 anni che li lavoriamo e prendiamo l’aiuto,dal 2006 secondo Alemanno
    dobbiamo venderci la casa.Cercate di AIUTARCI GRAZIE

  12. De Castro sta facendo un ottimo lavoro sia dal punto di vista tecnico che come prospettiva politica.Basti notare come non gli sia mancato il coraggio di mettere mano a quella matassa ingarbugliata dei contributi previdenziali inps dell’agricoltura e regolarizzarli. Bravo questo Sampietrano!

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