Risposta a Teobaldo Cappellano

Caro Baldo, ho cercato di non venire soffocato dall’avvolgente abbraccio (un po’ verboso, ne converrai) delle tue parole a commento di quanto ho scritto, e riscriverei, sulle differenze “pratiche”, più che filosofiche, tra le due belle manifestazioni di Villa Favorita e di Villa Mattarana.

Ho faticato, perché il tuo talento di affabulatore e di incantatore di serpenti é grandioso, ma anche dopo aver letto il tuo appassionato intervento, resto dell’idea di dover fare solo una piccola correzione a quanto ho scritto, ovvero ricordare che a Villa Favorita anche un altro gruppo di aziende, ovvero:

Francia

Larmandier Bernier
Dirler Cadé
C & C Marechal
Amiot Servelle
Ch. Pierre Bise
Vieux Télégraphe

Italia

Nusserhof
Montesecondo

sono distribuite in Italia e precisamente da Teatro del Vino di Calenzano (FI)



A Fabrizio Niccolaini, che é sua volta intervenuto, voglio ricordare che ho scritto quel che ho scritto non per fare "il paladino dei nobili ideali di purezza altrui", ma semplicemente perché é quello che penso.
E la stessa cosa dico a te che, poco, nobilmente, consentimelo, e soprattutto andando clamorosamente fuori strada, mi hai accusato di essere stato in qualche modo "imbeccato" da qualche "mandante".
"Molto facilmente qualcuno che sparla di noi esiste e anche con te Franco ha fatto "centro".
Sbagli e di grosso, Teobaldo, e ancora di più sbagli ben conoscendomi e sapendo che non mi presto a fare il "killer" per nessuno.

Nessuno ha "sparlato" con me né durante la mia presenza a Villa Favorita, né tantomeno nei giorni seguenti, nessuno mi ha "imbeccato".
Invece sia su Vino al vino che altrove si é assistito ad una serie di commenti, alquanto velenosi, che hanno cercato, secondo me ottenendo l’effetto opposto (e lo dico da semplice osservatore ed in totale indipendenza di giudizio, avendo conosciuto di persona Angiolino Maule solo domenica 9 aprile e non essendo il suo portavoce o avvocato difensore..), di mettere in cattiva luce (chissà perché e con quali intenti…) la manifestazione, riuscitissima, di Villa Favorita.

Non nascondiamoci dietro ad un dito: se voi ottimi produttori presenti a Villa Mattarana non volete vederla, siete liberi di farlo, ma la presenza, anzi, il marchio di una realtà commerciale come la Velier alla vostra manifestazione é indubitabile.

Massimo rispetto per il lavoro del Signor Gargano (che a sua volta non conosco di persona), e del suo collaboratore Fabio Luglio, di cui alcuni amici, uno tra tutti, Gilles Grigliatti, mi hanno parlato benissimo, ma non dimentichiamo che quello che fa non lo fa solo per pura poesia, perché é un "missionario" in terra italiana del vino biologico, biodinamico, naturale, come diavolo vogliamo chiamarlo, perché ambisce diffonderne il "Vangelo", ma anche e soprattutto, perché lui molti di quegli ottimi vini presenti a Villa Mattarana li distribuisce e li vende.

A Villa Favorita questa forte presenza e "ipoteca" commerciale (anche se credo che larga parte dei produttori lì presenti non disdegnassero affatto l’idea di trovare una distribuzione in Italia e di vendere, com’é giusto e doveroso e logico che ogni produttore faccia) che esisteva a Villa Mattarana io (e non credo di essere né miope, ne tanto ingenuo da non riuscire a scorgerla, se fosse esistita) non l’ho vista.

Ecco spiegati, quindi, i miei commenti. Che non sono, come scrivi, "sbarellando" e di brutto anche in questo caso, un "attacco" alla vostra manifestazione, per la quale nutro il massimo rispetto, o che avrei fatto, con un preciso calcolo, perché, come affermi "conoscendomi da anni sai che "rispondo e tante più "polemiche" alimentano un blog tanto più viene letto ed apprezzato", ma, molto più semplicemente, perché, e tu dovresti ben saperlo, intendo così il mio mestiere di giornalista e di commentare delle vinicole cose.

Da "cane sciolto" indipendente, senza padrini e senza padroni, senza arrières pensées ed etichette, che scrive quello che pensa (e che molti pensano senza poi avere il coraggio di scrivere…), anche se, così facendo, rischio di polemizzare e contrappormi ad un amico quale, nonostante tutto, soprattutto qualche tua uscita davvero ingenerosa (e un po’ gratuita) nei miei confronti, continuo a considerarti.
Amico per amore del Barolo, quello vero, di cui tu sei uno degli interpreti più veri…
Franco

0 pensieri su “Risposta a Teobaldo Cappellano

  1. Caro Ziliani,

    Sono l’ importatore di Baldo Cappellano e quindi – forse – parte in causa.
    Se causa c’é. Infatti mi vengono alla mente alcune domande basilari :

    (1) nel tuo post di qualche tempo fa comunicavi che per tuoi motivi personali non avresti presenziato alla fiera di Villa Mattarrana. Se questi motivi sopportano la luce del sole credo sia interessante per tutti conoscerli in quanto
    esprimi riserve -dal tuo punto di vista sicuramente legittime – su una manifestazione cui non hai partecipato di persona.

    (2) che c’é di nuovo nel fatto che un produttore cerchi di vendere il suo vino e che scelga le strade che piu´preferisce e/o gli convengono ?

    Ciao,

    Carlo

  2. Signor Merolli, visto che é l’importatore di Cappellano i motivi della mia mancata partecipazione li chieda lei a Baldo. A lei, come a Cappellano e Niccolaini sfugge una cosa, che io non esprimo riserve sullo svolgimento della manifestazione, sui vini e sui produttori presenti, ma sull’impostazione, sul ruolo di una realtà come la Velier.
    Questo tipo di critiche, che sono legittime, le può fare chiunque, che sia stato fisicamente presente, oppure no, com’é stato nel mio caso (per i motivi, poco importanti, che chiederà a Baldo Cappellano se ne ha voglia).
    O devo chiedere il permesso (a chi, a Baldo, a Gargano, a chi altro ?) per dire quello che penso ?
    Sa cosa mi viene in mente ? Di aver toccato un nervo scoperto e ben precisi interessi, con quello che ho scritto e sono ben felice di avere scritto…
    Franco Ziliani

  3. Caro Ziliani,

    Forse per un errore di impostazione, ricevo sulla mia mail questa tua risposta:

    “Signor Merolli, visto che lei e’ l’importatore di Cappellano in DK i motivi della mia mancata partecipazione li chieda lei a Baldo. A lei, come a Cappellano e Niccolaini sfugge una cosa, che io non esprimo riserve sullo svolgimento della manifestazione, sui vini e sui produttori presenti, ma sull’impostazione, sul ruolo che una realtà come la Velier ha innegabilmente avuto nella rassegna di Villa Mattarana.
    Questo tipo di critiche, che sono legittime, le puo’ fare chiunque, che sia stato fisicamente presente, oppure no, com’e’ stato nel mio caso (per i motivi, ben poco importanti, che chiedera’ a Baldo Cappellano se ne ha voglia).
    O devo chiedere il permesso (a chi, a Baldo, a Gargano, a chi altro ?) per dire quello che penso ?
    Sa cosa mi viene in mente ? Di aver toccato un nervo scoperto e ben precisi interessi, con quello che ho scritto e sono ben felice di avere scritto…”
    Franco Ziliani

    Non mi sembra una risposta pertinente. Comunque ho telefonato a Baldo Cappellano e ho posto la domanda che mi viene suggerita. Cappellano non ha spiegazioni valide ma accenna ad una mancata riservazione di stanza d’albergo che ti avrebbe fatto preferire l’ una localitá all’altra. Per me tutto OK.
    Da qualche parte uno deve pure dormire e le ore sono solo ventiquattro in una giornata. Se questa della mancata riservazione della stanza d’albergo fosse la vera ragione si aprirebbe tutto un altro discorso sul giornalismo enogastronomico italiano e le ragioni ed i modi della sua sopravvivenza. ma andremmo fuori dal seminato.

    Invece – ripeto – mi manca una risposta concreta alla mia seconda domanda:
    cosa c’é di criticabile che uno o piu´soggetti si facciano agenti o tramiti commerciali per una gruppo di produttori. Il mondo del vino é pieno di questi esempi e mi sembra che anche qui piu´che la forma debba contare la sostanza. La funzione anche fosse da protagonista di Velier – che non conosco e con cui non sono in rapporti commerciali – mi sembra
    possa essere vista sotto una luce positiva oltre che negativa: questioni di punti di vista . No ?

    Sulla tua supposizione di aver toccato nervi scoprti: a pensare male é peccato
    ma spesso ci si azzecca. Spesso. Altre volte si sbaglia.

    Ciao,

    Carlo

  4. Signor Merolli, lei scrive “se questa della mancata riservazione della stanza d’albergo fosse la vera ragione (della mia mancata partecipazione al dibattito con l’amico Sangiorgi previsto per venerdì 7 a Villa Mattarana – ndr) si aprirebbe tutto un altro discorso sul giornalismo enogastronomico italiano e le ragioni ed i modi della sua sopravvivenza. ma andremmo fuori dal seminato”.
    Confermo che questa é la vera e sola ragione della mia rinuncia, maturata giovedì 6 aprile, ma questo non apre, come lei invece dice, alcun tipo di discorso “sul giornalismo enogastronomico italiano”, dei cui “limiti” (eufemismo) parlo con chiarezza da anni, bensì sulla scarsa capacità organizzativa e sulla “pasticcioneria” di taluni eccellenti vignaioli…
    Ma non voglio aggiungere altro, così come Cappellano non ha detto altro a lei…

  5. Caro Ziliani,

    Puntini di sospensione ed “omertá”, non credo appartengano a questo blog.
    Baldo Cappellano mi ha detto quello che ho riferito. Per me la questione della
    tua no-show finisce qui. Non ho ricevuto risposta invece alla mia seconda domanda, ma non é che la posso pretendere, se non me la vuoi dare.

    Della scarsa capacitá e pasticcioneria di certi vignaiuoli eccellenti : quisque faber e Buona Pasqua. Come poi ognuno di noi si comporta davanti a questo
    dato di fatto – se dato di fatto é – dipende certo molto dalla propria filosofia di vita, dalla propria professione, dalla pazienza, dalla prioritá che uno da alle
    stanze d’albergo o al sacco a pelo all’ addiaccio. Con rispetto per ognuna delle scelte di ognuno.

    Ciao,

    Carlo

  6. Signor Merolli,
    non c’è niente di criticabile, come dice lei, “che uno o più soggetti si facciano agenti o tramiti commerciali per una gruppo di produttori. Il mondo del vino é pieno di questi esempi e mi sembra che anche qui più che la forma debba contare la sostanza”.
    Condivido, ma, inevitabilmente, si diventa anche “commerciali” poi, con tutti i pro ed i contro che la cosa comporta, anche se dietro l’azienda che commercia e distribuisce, c’è passione e competenza, cosa rara all’interno della categoria, per altro.
    Il produttore vende al distributore, a cui ovviamente viene corrisposto un margine di vendita, altrimenti non ci campa, dato che non si fa il distributore per missione divina e mi fermo qui, perché penso che lei ne sappia abbondantemente più di me di logiche commerciali e distributive.
    Si entra nella classica e legittima logica commerciale con i vantaggi e gli svantaggi del caso.
    Bene: ammetterlo non è sacrilegio. Ma a quel punto, si è identici a qualsiasi altra azienda che fa vino industriale e che vende vino con le stesse logiche.
    Il tutto va bene ai vignaioli del gruppo di Villa Mattarana? Benissimo, ma che non lo si voglia ammettere, questo no, non si fa una grande figura.
    Diffondere la cultura del vino vero, biodinamico o biologico che dir si voglia, è una cosa lodevole, che serve a scardinare un tipo di informazione che va sempre verso una sola direzione e che spesso demonizza chi non è schierato, tacciandolo per stregone o mago. Convegni, conferenze, degustazioni mirate, eventi come quello di Villa Mattarana, tutto lodevole e condivisibile, anche fosse tutto questo solo un sasso lanciato nello stagno.
    Ma se, chi diffonde cultura ha anche interessi commerciali, allora si entra in un altro ambito, che probabilmente, se fatto con competenza e passione, può portare ugualmente benefici, ma sempre altro ambito è.
    Non sono certo io l’avvocato difensore di Franco Ziliani, non ne ha certo bisogno, ma basta leggere queste frasi che ha scritto nel pezzo che ha scatenato tutto questo putiferio, là dove dice: “A Villa Mattarana, invece, si è pensato a realizzare una manifestazione che abbinasse occasione di conoscenza a dichiarati e rispettabilissimi scopi commerciali.”
    Piuttosto che ancora : “la rassegna di Villa Mattarana ha privilegiato, già nella scelta delle aziende chiamate a partecipare, fattori come la reperibilità dei vini e l’attenzione agli aspetti commerciali che non vanno in alcun modo demonizzati e costituiscono un plus per il visitatore – appassionato.”
    Non mi sembra che abbia criticato, anche, l’aspetto commerciale della manifestazione, che volenti o nolenti c’è, è sotto gli occhi di tutti, anzi, lo ha addirittura definito un plus per il visitatore.
    Cosa che io per altro condivido, perché si possono lanciare tutti i sassi che si vogliono nello stagno, ma se, una volta scaturito l’interesse, magari anche genuino e filosoficamente in linea con i principi cha animano questi vignaioli, i vini sono poi impossibili da trovare, allora si è fallito l’obbiettivo. Allora ben vengano anche le Velier di turno, ma ammettetelo che la manifestazione aveva, anche se secondariamente, anche un obbiettivo commerciale, non c’è niente di male!
    Altrimenti fate la figura di quelli che fanno, ma si vergognano a dirlo, quando non c’è niente di cui vergognarsi. Non viene intaccata la purezza d’animo e di intenti dei vignaioli se si dichiara tranquillamente che dall’essere rappresentati e distribuiti da un unico attore commerciale si hanno anche benifici di diffusione dell’immagine ed, anche se modesti, visti i numeri delle bottiglie prodotte, anche economici.
    Villa Mattarana serviva sia ai produttori per continuare a far conoscere il loro verbo, sia a Velier per incontrare operatori di settore che, piaciuti i vini, potevano finalmente trovare da chi e dove acquistarli, attraverso un listino che ne raggruppa un bel po’ insieme.
    C’è qualcosa di male? No, ma evidentemente invece sembra invece di si, se ve la siete presa a tal punto.

  7. Caro Franco,
    dopo la lunga telefonata scrivo, nonostante tu mi abbia detto che non devo farlo, perché la nostra lunga amicizia me lo impone.
    Non ho mai pensato che tu possa essere il “portaborse” di nessuno, la tua storia è li a dimostrarcelo. Nel mio precedente scritto questo a te traspariva, così non voleva essere, ma fra di noi le cose le abbiamo chiarite telefonicamente, no nei confronti dei tuoi lettori, quindi è mio dovere farlo.
    Non parlo di suggeritori, ma di un “aria” che aleggia, forse creata da persone che non conoscono la nostra realtà ma che alimenta una serie di “interessamenti” che credimi è pesante.
    Voci su matrimoni rotti cercandone la causa, matrimoni che non avranno forse mai ricongiungimenti perché questi sarebbero più traumatici del “divorzio” avvenuto. Noi italiani siamo in questo profondamente “bigotti” non ammettiamo che ci si può separare mantenendo stima verso l’altro, come è inconcepibile che all’altro si possa augurare il migliore futuro possibile.
    Tutto questo “clima” pseudo buonista crea ancor maggiore frattura ed ha creato un clima pesante che ha scoperto ancor più un nervo che speravo fosse in via di guarigione.
    Ecco del perché di questa mia risposta, che non era e non è a te rivolta perché ti so integerrimo e battagliero, ma a quel substrato che non vuole farsi i c…… suoi. Le tue critiche, credimi alcune le ritengo centrate, ma io presiedo, chi governa è il voto dei soci di Vini Veri.
    Può darsi che anche noi si sia alimentato questo clima lasciando a volte correre per amicizia, per onestà intellettuale, per paura di rotture “traumatiche”, posizioni che avrebbero dovute essere chiaramente chiuse o risanante e basta.
    Forse l’ho fatto anche io, sicuramente ho avuto nei confronti del tuo scritto ragioni “emotive” o peggio di rabbia indotta da un nervo scoperto che mi hanno portato a leggere cose che, per telefono ce lo siamo detto, ora “vedo” in maniera diversa. Scusami non ho certezze e pur quanto cerchi di non farmi trascinare anch’io purtroppo ho pregiudizi, sono umano e faccio, viva Dio, cose umane.

    Anni di amicizia questo mi imponevano nei tuoi confronti, non essere frainteso e non creare fratture in un gruppo ove la sola ricchezza è l’anima è l’onestà è l’altro mio compito, per questo sono disposto a ridimensionare il mio a volte smisurato orgoglio e le mie, non volute, “brame” di protagonismo, ma anche questo è umano.
    un abbraccio
    Baldo
    Cappellano Teobaldo
    Non il Presidente ma l’amico di tante battaglie

  8. Per Alececco, un breve post.

    Mi sembra siamo d’accordo e diciamo la stessa cosa, no ?
    L’ unica differenza che trovo é nella tua frase “ma ammettetelo che la manifestazione aveva, anche se secondariamente, anche un obbiettivo commerciale, non c’è niente di male!”

    Secondariamente ? una fiera-mostra in occasione del Vinitaly, in parallelo,
    ha l’ obiettivo commerciale solo come secondario ? no, a me perlomeno, non e´mai sorto il dubbio che Villa Mattarana fosse la sede di una manifestazione
    il cui scopo fosse quello di far conoscere e vendere i vini.

  9. RICEVO UNA MAIL DA FRANCO ZILIANI : Egregio Signore, non capisco perche’ lei si sia interessato tanto, non essendo ne’ un organizzatore ne’ Cappellano, che non credo abbia bisogno di difensori ne’ procuratori, dei motivi della mia mancata partecipazione al dibattito con Sangiorgi previsto a Villa Mattarana.
    E’ una cosa che non la riguarda, tantomeno io devo giustificarmi con lei per come intenda la mia “filosofia di vita”,la mia professione, o se dia priorita’ o meno ad una sistemazione alberghiera o ad altro.
    Capisco la sua amicizia per Cappellano, ma credo sarebbe opportuno che ognuno si occupasse di quello che gli compete (a lei, credo, distribuire e vendere i vini di Cappellano in Danimarca, a me scrivere di Villa Mattarana, Villa Favorita, ecc e di vino) senza inopportune invasioni di campo…
    distinti saluti
    Franco Ziliani

    Caro Franco Ziliani,
    Ho capito qualcosa male io o questo é un blog libero ed indipendente cui tutti possono partecipare ? Non mi sembra che ci sia altro da rispondere. Piuttosto continua ad usare il blog per risposte sul blog e non indirizzare solo su posta privata, altrimenti mi fai pensare che quello che scrivi a me non é blogcompatibile. E magari usa pure il “tu” come fanno generalmente tutti su i blog senza continuare in questo distanziante “Lei” che sa molto di superioritá ed un tantino di arroganza. E comunque va scritto con la elle maiuscola.

    Poi, permettendomi “invasioni di campo” cercheró di spiegare i miei posts in quanto é vero non sono né tra gli organizzatori della fiera, né difensore di nessuno. O forse si: difensore di me stesso dacché non mi piace essere preso per i fondelli senza capirne le ragioni. Tu, nel tuo post scrivevi che per tuoi motivi del tutto personali, che non volevi spiegare in questa sede , magari in altra sede (cito a braccio) non saresti andato a Villa Mattarana. Conoscendo
    gli sforzi che Cappellano & co stanno facendo per farsi conoscere la cosa mi e´un po´dispiaciuta – un giornalista in meno, un articolo in meno – ma mi ha anche incuriosito il tono vagamente alludente della tua motivazione. Cosi´ ho chiamato Baldo Cappellano che non ha saputo darmi altra spiegazione che una probabile confusione organizzativa per cui la tua stanza d’albergo non era stata confermata. Bene. Conoscendo Baldo ed il suo saluberrimo approccio non ortodosso ai fatti logistici della vita, la cosa non mi ha sorpreso ed anzi
    ho detto “certo che uno che gira per lavoro, dopo essersi fatto chilometri in macchina e assaggiato icsmila vini, la sicurezza di una prenotazione la vuole
    anche garantita”. Finito li´. Poi nel tuo post successivo leggo peró, un distinguo, amichevole, velato finche´vuoi, ma distinguo, in cui in sostanza evidenziavi il carattere commerciale ed i pericoli che ne potevano seguire della manifestazione di Villa Mattarrana. Insomma : un avvertimento e chi vuole capire la capisca. Chiarezza blogghiana ? meno venticinque.

    Insomma caro Franco a pensar male etc etc: quelli non ti hanno prenotato la stanza e tu te ne sei risentito. Di conseguenza hai scritto quello che hai scritto.
    Morale ? se ti prenotano la stanza e ti considerano sono efficienti ed idealisti ?
    se non te la prenotano sono pasticcioni e commerciali ? Mah!

    Alternative ? Si, certamente.
    (1) o ti tenevi tutta la cosa per te con corrispondenza privata tra te e chi di dovere

    (2) dicevi tutto subito sul blog (internet = trasparenza) senza allusioni e vaghe stelle dell’ Orsa.

    (3) sfruttando i mezzi di comunicazione moderni e la tua indipendenza di giornalista, ti prenotavi da solo la stanza che il tuo amico si era dimenticato di prenotare o fare prenotare, te la pagavi da solo e poi andavi dal tuo amico che essendo tuo amico ti avrebbe naturalmente chiesto scusa e rimborsato della spesa. Cosí come si fa tra amici.

    (4) Altro di positivo, costruttivo e soprattutto chiaro

    Ciao,

    Carlo

  10. Lo “stile” del Signor Merolli si commenta da sé.
    Pubblicare, sia pure come commento, una mail privata, che ho ritenuto opportuno inviargli, non avendo capito perché s’interessasse tanto a questioni che non lo riguardano, é prassi unanimemente considerata scorretta e inopportuna nel mondo dei blog, dei forum e di Internet.
    Potrei risolvere il “problema” eliminando il commento di questo signore e rischiando di beccarmi le accuse di censore e d’intollerante (ma visto che il blog é mio sarò libero di ospitare chi voglio ?) ma preferisco lasciarlo in evidenza, per dimostrare come non sempre si riesca ad avere il tipo di lettore e di interlocutore che si desidera e come certe persone preferiscano, in base alla loro educazione e al loro modo di essere, comportarsi…

  11. Caro Ziliani,

    Quando tu rispondi in privato ad un post pubblico, scegli di non dare soddisfazione o importanza non solo a me – passi pure – ma soprattutto
    a tutti quelli che hanno seguito il blog fino a quel punto. Logico, no ?

    Stai spostando l’ attenzione dal nocciolo della questione ( la tua irritazione per
    la non prenotazione della camera d’albergo) a questioni di stile, prassi quando sei stato tu il primo cambiare le regole del giuoco “saltando” dal blog al privato. Chiedi lumi a chi ti ospita su quali siano le prassi. Forse sei tu a non aver recepito l’ istanza di chiarezza che distingue SBF da altri siti.

    Anche questo tuo modo di vedere il blog come “tuo” mi sembra indice di poca chiarezza di cosa sia un blog . Se poi chi scrive e risponde ai tuoi post deve vivere sotto la minaccia di essere censurato, beh , la cosa si commenta da sola.

    Comunque quello che dovevo scrivere l’ ho scritto e mi sembra, per parlare di prassi corrette, che o si risponde in modo pertinente o non si risponde.

    Ciao,

    Carlo

  12. Caro Franco

    Insisti in questo giuoco a nascondino e mi scrivi sul mail privato :

    “la informo di aver ovviamente risposto a quanto Lei ha ritenuto scrivere sul mio blog. E con questo considero chiuso il “dialogo” con Lei. Con la elle maiuscola, come Ella desidera.
    Franco Ziliani ”

    Io, veramente, sarei contentissimo del “tu” e mi sembra di averlo usato con una certa conseguenza: non sono io a desiderare la elle maiuscola ma la grammatica italiana ai fini della comprensione di un testo. Sono d’accordo anche io di chiudere la cosa e qui e lasciare al parer e giudizio dei tuoi lettori
    una valutazione del tuo raro senso del dibattito, della libertá di opinione, della censura e del rimanere nel seminato. Per non parlare delle preferenze alberghiere. (Quest’ ultima é un po´cattiva, ma non sono riuscito a trattenermi la battuta: scusa) .

    Ciao,

    Carlo

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