Rosso di Valtellina Malaroggia 2004

Interessanti novità dalla Valtellina, la più settentrionale delle zone vinicole lombarde e splendido esempio, con i suoi ripidi terrazzamenti amorevolmente accuditi, di una viticoltura di montagna che non si accontenta di perpetuare un’antica tradizione ma vuole assicurarsi, con intelligenza e lucidità, un futuro.

Piccole realtà produttive crescono si potrebbe dire e accanto alle Strie (che si sono riproposte con un ottimo Valtellina Superiore 2002, merita attenzione e prende quota una particolarissima cantina, La Maroggia, che si configura come Consorzio di produttori di uve e di vino, di una zona posta nell’area ovest del comune di Berbenno di Valtellina al confine con il comune di Buglio, comprendente la frazione, che conta su vigneti posti dai 200 ai 500 metri di altezza, di Maroggia.

Un’area dalla storica vocazione viticola che stranamente, poiché decentrata rispetto al fulcro dell’area vitata valtellinese, ha subito nel corso di questi ultimi decenni l’isolamento ambientale tanto da rischiare di scomparire quale entità enologica della valle.

Oggi il suo recupero, anche se di soli 25 ettari vitati complessivi si tratta, é stato sancito, nel 2002, dal riconoscimento della sottozona della Maroggia nell’ambito del Valtellina Superiore DOCG.

Cosa sta dunque facendo il Consorzio Produttori del vino Maroggia ? Assiste tecnicamente i viticoltori, detta le linee produttive, protegge la denominazione e svolge attività promozionale, cerca di recuperare, ogni anno, e lo fa con assoluta difficoltà, data le loro pendenze e la dislocazione in siti impervi, 3000 metri di vigneto e di non perdere superfici.

E, infine, cerca di produrre vini (che trovandovi in zona potrete gustare, abbinati ad una buona cucina, presso l’ampio ma curato Ristorante Hotel La Brace di Forcola tel. 0342 660408) affidandosi per la vinificazione e l’affinamento ad un’ente di assoluta garanzia come la Fondazione Fojanini di Sondrio, che presentino il vino di Maroggia, ottenuto da uve Nebbiolo (Chiavennasca) più piccole percentuali di uve autoctone, nel modo piu’ fedele alla storia e all’identità dei vini valtellinesi.

Tre i vini sinora prodotti, il Valtellina Superiore Maroggia e lo Sforzato di Valtellina San Bello, entrambi Docg ed il Rosso di Valtellina Malaroggia Doc.

Tutti buoni, autentici, nebbiolosamente impeccabili, ma il mio preferito, soprattutto nell’annata 2004 (4500 bottiglie prodotte) é il Rosso di Valtellina, affinato per un anno in botti di rovere da 25 ettolitri. 

Squillante color rosso rubino luminoso, naso vivacissimo, fragrante, fresco, con un bel gioco tra il fruttato succoso del lampone e del ribes, il floreale della rosa ed il sapido, questo Rosso di Valtellina proveniente dai vigneti di Maroggia mi é piaciuto, tantissimo, per il suo piglio nervoso, “petroso”, vivo, intensamente minerale, per il perfetto equilibrio tra frutto, tannini e acidità, per la sua assoluta piacevolezza.
Da bottiglia che, quando la stappi, rischi di bere sino all’ultima goccia.

Un’idea del vino valtellinese, basata sulla finezza, l’eleganza dei profumi, la freschezza ed il nerbo, quella testimoniata da questo Rosso, che credo trovi nell’areale di Maroggia, con i suoi incredibili vigneti su piede franco sopravvissuti alla fillossera, un luogo magico, di assoluto fascino.

La Maroggia Consorzio Vino Maroggia
Via Panoramica 29   23010 Berbenno SO
Tel e fax 0342 598148 349 8526340
e-mail

prezzo in cantina 7,30 euro

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