Villa Favorita (e Villa Mattarana) e Vinitaly: alternativi o complementari ?

A pochi giorni dalla fine della kermesse veronese, la discussione sul rapporto tra il Vinitaly e le varie iniziative collaterali (leggi Villa Favorita e Villa Mattarana) che della rassegna madre si propongono come alternativa è partita vivacissima. Ecco tre interventi tutti da meditare.


Il primo è di un amico produttore di Barolo
"Franco, ho appena finito di leggere il tuo pezzo "Cuore puro ed entusiasmo per il popolo del vino di Villa Favorita" (la seconda parte me la leggerò oggi con calma) ed una volta tanto non sono al 100% d’accordo con quello che tu scrivi.  

Forse sarà perché forse questa è stata per noi una delle migliori edizioni del Vinitaly (a livello di soddisfazioni personali) e perché trovo che il Vinitaly stia piano piano risolvendo alcuni dei suoi annosi problemi ma vorrei fare alcune mie considerazioni.
Anche se non sono mai stato a Villa Favorita (o a Villa Mattarana) causa Vinitaly penso che le manifestazioni abbiano due scopi ben diversi.

Il Vinitaly non ha mai nascosto la sua finalità commerciale; dall’inizio è sempre stato un momento di incontro tra cantine ed acquirenti. Discorso diverso penso sia Villa Favorita manifestazione apertamente fatta anche per gli appassionati e per diffondere un pensiero di produzione di vino. Vinitaly senza "marketing ed enfatizzazione degli aspetti commerciali" non sarebbe Vinitaly. Non lo nego anche io vado al Vinitaly per cercare nuovi sbocchi commerciali, è necessario, è lavoro. Anzi per esperienza mi viene difficile nello stesso ambiente parlare con professionisti e con appassionati. Forse è proprio questo il principale attuale problema del Vinitaly, per speculazione dell’ente fiera voler essere una manifestazione ibrida.

E se Villa Favorita (o Villa Mattarana) non fosse lei una trovata commerciale?? Sai come la pensiamo in famiglia in fatto di vino, sai come lavoriamo e come produciamo i nostri vini. Penso di non esagerare a dire che produciamo uno dei Barolo più nature che si possano trovare in circolazione.

Ma lo facciamo ormai da più di vent’anni quando andava di moda tutt’altro stile di vino. Nessuno però ci ha mai chiesto di partecipare ed anche noi per la verità non ci siamo mai interessati alla manifestazione. Qual’è il criterio di selezione delle aziende? Quali sono i canoni per definirsi aziende che producono vini veri?  

Esistono delle regole di produzione ? Esistono regole di selezione? Potrebbe trattarsi di un club di amici ?
Adesso che al Vinitaly non sento più parlare di bicchieri e punteggi non vorrei che domani si parlasse solo più di biodinamico o naturale. Forse non dovrei scrivere io queste cose e forse il vino ha bisogno di tutto ciò perché comunque bisogna sempre trovare qualcosa di diverso, ma in tutto questo trovo un po’ poco di “vero” e qualcosa di molto commerciale.
E giusto alla fine il vino si deve vendere per poter continuare a produrre, ma allora non critichiamo troppo il Vinitaly posto in cui la gente lavora seriamente. Il Vinitaly è business dichiarato mentre Villa Favorita e Villa Mattarana mi sembrano (ti rubo la definizione) un imbastardimento commerciale".

Il secondo intervento è di un amico sommelier di Milano.
"Bello il tuo pezzo su Vini Veri, un’attenta analisi che mi fa scaturire analisi che mi fa scaturire altre perplessità e pensieri. Concetualmente l’aspetto commerciale e la filosofia di fondo che anima i due movimenti possono trovare un giusto connubio ed equilibrio che non snaturi l’essenza stessa dei Vini Veri ? Penso di sì, ma non é semplice, bisogna agire con attenzione e trovare le persone giuste.
Gargano, il proprietario della Velier, é un uomo molto ricco, si mostra un po’ naif, con sventole al seguito di livello devastante. Quando l’ho conosciuto, per modo di parlare, comunicare, vestire, atteggiarsi, sai chi mi ha ricordato ? Flavio Briatore…

Lui non ci campa con i vini Triple A, credo proprio che lo faccia per passione e per sport. Mi hanno detto che gli operatori che vogliono andare a Genova a fare una degustazione presso la sede Velier dei vini Triple A non hanno problemi, chiunque essi siano.

Detto questo mi chiedo: ma io produttore biodinamico, piccolo, che  mi faccio un mazzo per fare vini di un certo tipo perché ci credo, se incontro i responsabili della Velier che sono competenti ed appassionati anche se sembrano i figli naif di un armatore greco e a vederli ci si chiede cosa c’azzecchino con il mondo delle vigne biodinamiche piuttosto che con quello dei casinò monegaschi, cosa faccio, mi fido di loro che m’inseriscono in un catalogo che forse é il più bello in circolazione per completezza d’informazioni, scelta grafica, stile ?

Veniamo al Vinitaly e al rapporto tra la fiera veronese e le varie manifestazioni collaterali che stanno proliferando. A Verona ha conosciuto Isabella Pelizzatti Perego della Arpepe di Sondrio che chiacchierando mi ha raccontato che ha ricevutyo la proposta di aderire a Villa Mattarana il prossimo anno. Mi ha chiesto cosa ne pensassi e le ho detto che, filosoficamente, per lei andare a Villa Mattarana sarebbe giustissimo, ma commercialmente no, meglio Vinitaly per farsi conoscere e trovare i buyer.

Anzi, secondo me la cosa migliore per i Vini Veri sarebbe aderire al Vinitaly e andarci in massa in un apposito padiglione o mega stand. Questo perché il "nemico" lo si combatte dall’interno, se si intende farlo, e non facendo la nicchia nella nicchia… Poi sei libero di farti la tua manifestazione annuale durante l’anno, ma nei giorni di Vinitaly meglio essere lì, con un nutrito gruppo di rappresentanti e fare conferenze e degustazioni e dare filo da torcere al resto dei vini finti presenti…

Ed infine rimando all’acuto commento su Vinitaly e dintorni proposto dall’amico e collega Roberto Giuliani su LaVINIum 

0 pensieri su “Villa Favorita (e Villa Mattarana) e Vinitaly: alternativi o complementari ?

  1. Spero che le due rassegne di vinibio si rimettano insieme al piu’ presto in quanto veramente difficile essere presenti su tutti i fronti,in piu’ col Vinitaly concomitante.E’ chiaro che le persone poi fanno delle scelte e tagliano qualche sortita.Mi sembra in questo caso che VillaFavorita abbia sofferto,rispetto a VillaMattarana,un minor affluenza, almeno domenica che pero’ era la giornata clou.

  2. Secondo me non è stata una scelta felicissima (anche se la comprendo per certi versi) quella di fare le due “Ville” in concomitanza con il Vinitaly. Ciao. Gregorio

  3. Se lo scopo delle due “Ville” era quello di far parlare dei vini naturali, biologici e biodinamici, mi sembra che sia stato pienamente raggiunto.
    Personalmente credo che da parte del consumatore/appassionato (ma ancor più da parte di chi si occupa per professione di vini: giornalisti, produttori, distributori, enotecari etc.) si debba considerare ed approfondire la filosofia di questi vini.
    Non credo che molti di noi sappiano, per esempio, che differenza esiste tra il “biologico” e il “biodinamico”.
    Esiste già una buona (e seria) letteratura al riguardo.
    Senza questa attenzione si rischia di fare una grande confusione e ritenere simili prodotti che sono completamente diversi.
    Luciano

  4. Augurandomi che le rassegne alternative a Verona, nel tempo possano trovare una sede unica e rappresentativa.
    Mi permetto solo di sottolineare, in una ottica di espositore presente a Villa Favorità, con un prodotto alimentare, l’estrema qualità del visitatore con una competenza e conoscenza fuori dal comune.
    I visitatori non devono essere solo contati numericamente.

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