Wine Blog Association, un progetto, non un’utopia…

Prima di raccontare cosa si è detto nel corso della tavola rotonda sul tema Blog & Vino: business, storie, opportunità, nuove forme di relazione con il consumatore finale e gli operatori che si è svolta sabato 8 aprile presso la Sala Bellini del Vinitaly (resoconto breve e filmato) penso sia utile riportare l’estratto di un’intervista di Anna Masera a Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, pubblicata sulla Stampa del 29 marzo.

Internet e blog secondo Paolo Mieli

La bravissima intervistatrice ha esordito ricordando a Mieli un giudizio (molto frettoloso) su Internet espresso alcuni anni orsono: “Internet? Una moda che passa, come il borsello”.
Direttore, la pensa ancora così ?

”Era una frase rivolta solo contro l’Internet-mania degli anni Novanta, quella degli entusiasmi troppo facili, ma ovviamente nel frattempo le cose sono cambiate e me ne sono accorto. Ormai Internet è uno strumento indispensabile”.

L’intervista è però entrata nel vivo con questa domanda – e con le conseguenti osservazioni di Mieli: "come considera i blog, i siti dedicati all’informazione che anche chi non é giornalista può pubblicare grazie a Internet: una sfida, una minaccia o un’altra moda passeggera ?"

Mieli ha risposto: Sono un pungolo e una miniera per noi giornalisti sempre a caccia di notizie e fonti plurime. Ma osservo che fino adesso non hanno trovato una dimensione economicamente produttiva. O si crea un mercato, oppure restano realtà felicemente anarchiche ma gratuite, fatte di volontariato, che non sono in grado di sfidare i giornali tradizionali”.

Ha replicato la Masera:" ma anche i giornali distribuiti in metropolitana o per strada sono gratuiti: vino di pubblicità. E gli investimenti pubblicitari cominciano a diventare importanti anche su Internet".

La risposta di Mieli è chiarissima: “È vero. E se uniamo a questo anche l’esperienza dei blog aperti nei siti Internet di giornali tradizionali come il nostro, che stanno incominciando a dimostrare di saper produrre valore, questo mi fa pensare che anche i blog troveranno prima o poi la loro strada. Ma ci sono ancora troppe stupidaggini e troppi deliri, nei blog tutto si mescola e si fatica a trovare cose preziose”.

Blog, pungolo dell’informazione

Istruiti da queste osservazioni del mega direttore del Corrierone ci siamo dunque presentati al nostro blog dibattito al Vinitaly ancora più convinti di due cose: la validità e la complementarietà dell’informazione (anche quella sul vino) che si può trovare su Internet rispetto all’informazione fornita dalla carta stampata ed il ruolo di stimolo, di “pungolo” come dice Mieli, che i blog possono esercitare.

Una carta, quella dei blog, che si potrà rivelare una carta vincente solo a due condizioni, che la qualità dell’informazione (e della scrittura) fornita sia eccellente e originale e che i blog sappiano configurarsi non come meri sfogatoi, come piccole tribune o speaker’s corner stile Hyde Park mediatiche, ma come autentici organi d’informazione, dallo stile, dal linguaggio, dall’agilità del tutto alternativi.

Cosa ho pensato dunque di fare, nel corso del mio intervento al dibattito al Vinitaly ? Innanzitutto rivendicare, come scrive Giampiero Nadali nel suo resoconto disponibile su Aristide il mio “ruolo di anti-conformista e polemista” che si confronta “con la comunicazione "ufficiale" del vino, spesso "ingessata, conformista, al cloroformio".

In seconda battuta ho dichiarato, apertis verbis, di vedere nel blog la piattaforma ideale attraverso la quale veicolare e modulare uno degli aspetti della mia attività di giornalista e comunicatore (che comunque prosegue sui normali canali su carta e su Internet): questo perché "Internet è sempre di più uno strumento di comunicazione rivoluzionario, e il blog è la sua fantastica evoluzione perché mette a disposizione di ciascuno di noi la possibilità di accedere ad un mezzo dove esprimere liberamente le proprie opinioni sul vino e sul cibo".

Sono persuaso che oggi su Internet e attorno ad Internet sia “cresciuta una generazione di comunicatori competenti, capaci, sia giornalisti a tempo pieno che persone che “nella vita fanno altro e la sera una volta a casa, davanti al computer, ci raccontano il loro rapporto ed esperienze con il vino e il cibo".

Perché comunicare con il blog? Perché questo strumento consente di raccontare in modo alternativo il vino, senza sudditanza, confrontando le nostre opinioni ed i nostri punti di vista sul vino con quelli dei nostri lettori.

Ma la grande informazione ci snobba ancora

In Italia il blog i grandi media guardano ai blog e ai wine blog in particolare in maniera molto diversa rispetto agli Stati Uniti.
L’Italia, grande paese del vino, ancora non si cimenta con questo fenomeno. Negli USA, Eric Asimov editorialista del New York Times, si è visto affidare il wine blog della prestigiosa testata dove racconta fantastiche storie sul mondo del vino e delle autentiche contro-verità rispetto alla vulgata diffusa. Non mi risulta che Paolo Mieli o Ezio Mauro (direttori del Corriere della Sera e Repubblica, ndr.) abbiano contattato nessun collega per aprire un blog sul vino. Quando succederà?
Aspetta e spera, a meno che… 

Una modesta proposta 

E qui è partita la mia modesta proposta. Potremo pesare, noi wine blogger, potremo fare opinione ancora di più di quel che riusciamo a fare attualmente, passando da una nicchia di addetti ai lavori e di appassionati al grande pubblico, potremo avere un ruolo preciso, nell’ambito del grande flusso dell’informazione sul vino, non solo se manterremo ed esalteremo la nostra differenza e la nostra diversità, ma se riusciremo a realizzare un piccolo miracolo.

Che tipo di miracolo ? Una semplice cosa che, pensando al nostro spiccato individualismo, sembra quasi impossibile: ragionare insieme, fare gruppo, unire le nostre professionalità e dare all’esterno un segnale forte di questa nostra volontà di unire forze e idee.

In altre parole pensare in grande (Think Big !) e lanciare e realizzare un progetto ambito, coraggioso e incosciente: dare vita alla Wine Blog Association, una syndication, un vero e proprio club dei blogger del vino operanti in Italia e all’estero.

Perché considerare un’utopia il pensare non di creare un mega o maxi blog, che non serve e non avrebbe senso, ma di unire in un piano di lavoro comune le professionalità di wine blog (altrettanto potranno fare creando la loro Food Blog Association le nostre amiche food blogger frettolosamente liquidate come stampiste da un giornalista professionista che si accinge a lanciare il suo… blog) come (cito solo i più importanti che mi vengono in mente) Aristide, Lav blog, Acqua blog, Diario enotecario, Divinoscrivere, Simplicissimus, Mondo di vino, Marketing del vino, Marketing di vino, Appunti di viaggio, Club di Papillon blog, Parlare di vino, Tastavino, Vino al vino e all’estero altri come Mondosapore, Vinography, Fermentation, Todovinoblog, Socrate et Dionysos, Blogovino ?

A breve, in un incontro che dovrà servire a realizzare una piattaforma d’intenti tra obiettivi e sensibilità analoghe, che poi renda possibile la fase costitutiva vera e propria, con tanto di statuto, regolamento e incarichi (candido già, come ho fatto a Verona, Giampiero Nadali come coordinatore e portavoce), decideremo quando e dove presentare ufficialmente la W.B.A.

Per ora, visto che l’idea della Wine Blog Association è nata a Verona, al Vinitaly, è ragionevole individuare come grande obiettivo un’idea forte.

Una volta creata l’associazione pensare di presentarci agli organizzatori del Vinitaly, che in questi anni hanno concesso (non si è mai capito bene con quali criteri) spazi del salone a riviste, guide, giornalisti, per dare vita ad iniziative collaterali (in genere degustazioni), per chiedere loro di concederci una giornata intera per una nostra iniziativa, dove noi wine blogger e “dilettanti” dell’informazione sul vino proporremo un calendario di incontri, presentazioni e degustazioni “a misura di appassionato di vino”, con competenza, capacità, fantasia, libertà e indipendenza di idee.

Nel fare questo non mancheremo di ricordare loro una grande evidenza: secondo dati della Forrester Research citati nel corso del nostro dibattito da Slawka G. Scarso, il blog, proprio come avviene con il passaparola, ha un grande potere di influenza sul consumatore e difatti il 90% dei consumatori afferma di fidarsi del consiglio degli altri consumatori, anche se blogger.

E se fossero i wine blog, tra loro collegati e coordinati, a svolgere per davvero quell’attività d’informazione, utile e attendibile, nei confronti dell’appassionato – consumatore, che avrebbe dovuto arrivare e non arriva dalle guide dei vini ?

0 pensieri su “Wine Blog Association, un progetto, non un’utopia…

  1. Da osservatrice esterna – almeno fino a quando non mi butterò anch’io nella mischia dei wine blog, come qualcuno mi sollecita a fare …- mi offro volontaria per i debiti contatti con l’Entefiere di Verona, in considerazione delle mie (attuali) buone entrature presso le alte sfere…
    Lizzy

  2. Simplicissimus è un blog troppo eterogeneo, e di vino non parlo quasi mai: sarebbe improprio ricomprenderlo nella Syndication degli wine blogger. Però (sempre che nessuno abbia nulla in contrario) potrei offrire gratuitamente alla nascente associazione una pagina di “aggregazione” di tutti i blog che ne faranno parte. In pratica l’idea è questa: una pagina come quella della Simplicissimus Blog Farm:
    http://blogs.simplicissimus.it

    Funziona così:
    – 1 blog “istituzionale” (l’equivalente del nostro “Perle ai Porci”) che compare nella colonna a sx, che potrebbe essere il blog dell’associazione come tale, che dà notizia di nuovi ingressi, eventi ecc.

    – la parte centrale, dove il sistema automaticamente fa vedere in testa i post più recenti, aggiornandosi ogni 15 minuti.

    Naturalmente la grafica potrebbe essere fatta da chiunque vogliate voi. Io sono a disposizione.

  3. Grazie Antonio per la tua squisita disponibilità. Giovedì sera mi troverò a cena con Aristide, alias Giampiero Nadali e parleremo anche di questo perché vorremmo rapidamente depositare un dominio e creare un blog/sito per la nascente Associazione (sempre che i vari wine blogger ritengano la nostra idea valida e scelgano di aderire…). Rapidamente prima che qualche “furbetto” ci copi, com’é sua prassi, l’idea…

  4. Caro Franco,
    l’idea come già detto a Verona mi sembra ottima, difficile ma ottima. Ma d’altronde se non si pensa “Think Big!” che ci stiamo a fare ;-))
    Ciao,
    max

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