Barolo riserva 2000: quante riserve su tanti vini finiti in riserva!…

Per quattro giorni, da lunedì 8 a giovedì 11 maggio, ho partecipato alle degustazioni di Alba Wines Exhibition, il grande banco d’assaggio per giornalisti specializzati provenienti da tutto il mondo organizzato dall’Unione Produttori Vini Albesi (inventori di quella bottiglia “Albeisa” che oggi viene utilizzata da circa 180 soci per circa 9 milioni di pezzi all’anno) con la collaborazione operativa dell’agenzia di comunicazione Wellcom.
Quest’anno, il numero dei produttori partecipanti e dei vini in degustazione è stato inferiore al solito (rispettivamente 144 le aziende e 270 i vini) e la manifestazione è durata un giorno di meno, e anche se all’attenzione e al giudizio della stampa erano i vini delle difficili e controverse annate 2002 e 2003, 49 Barolo nel primo caso, nonché 66 Barbaresco e 30 Roero nel secondo, accompagnati da 35 Nebbiolo d’Alba 2004, le giornate sono state molto interessanti.

Merito anche di una serie di istruttive degustazioni “retrospettive”, dedicate a 24 campioni di Barolo riserva 2000, a 15 Barbaresco riserva 2001, nonché ad una cinquantina di vini, 33 Barolo, 15 Barbaresco, 3 Roero ed un Nebbiolo d’Alba, della celeberrima, discussa annata 1996, messa alla prova esattamente a dieci anni dalla vendemmia.

Ai vini dell’annata 1996 dedicherò presto un’apposita riflessione, ma di fronte ai 24 campioni di cui, anche in un’annata calda e non certo da lunga gittata come il 2000, alcuni produttori hanno voluto ottenere una Riserva, che, non dimentichiamolo, ha senso solo quando prodotta in annate speciali da partite speciali che ti consentano di ottenere un risultato sensibilmente migliore alla normale versione “annata”, voglio dire alcune semplici cose.

Voglio dire che nutro molte riserve sull’opportunità di produrre dei Barolo riserva annata 2000, visto che molti vini, bevuti oggi, mostrano di aver esaurito le loro riserve, di vitalità e di piacevolezza, e di essere tristemente finiti… in riserva e di avere ancora ben poco da dire e da dare.

Ben pochi i vini che mi sono (abbastanza) piaciuti: il Vignolo di Cavallotto, il San Bernardo di Palladino, il Cannubi di Borgogno Serio & Battista, il Ceretta di Perno di Giovanni Sordo, il Pernanno di Francesco Sobrero, il Vigna del Mandorlo dei Fratelli Giacosa.
Gli altri in degustazione Download file decisamente molto meno.

Nessun vino, però, che con le proprie caratteristiche organolettiche giustificasse la scelta del produttore di sottoporlo ad un periodo di affinamento superiore in cantina ed il fregiarsi in etichetta di quella dizione di “riserva” che già poco diffusa e poco significativa, soprattutto per gli stranieri, se usata male, per vini che non lo meritano, se inflazionata, rischia di perdere la residua credibilità.

Non è casuale se al termine di questa degustazione di Barolo riserva 2000 tra noi assaggiatori si facesse strada un interrogativo calembour: ma non ci sono Barolo riserva… di riserva ?

0 pensieri su “Barolo riserva 2000: quante riserve su tanti vini finiti in riserva!…

  1. Caro Franco,
    capisco le tue perplessità per vini che hanno fatto un lungo invecchiameto in botte e sfidato le ingiurie del tempo. Nell’era moderna ci è rimasta poca tollenza per tutto ciò che non è assolutamente giovane e integro. Eppure ti posso assicurare che ci sono molti clienti che cercano questi vini e sono disposti a pagarli bene. Perchè lo fanno, per masochismo? Spero di no, per loro. Recentemente ho condotto varie degustazioni, soprattutto all’estero, nelle quali il Barolo 2000 Riserva è stato molto elogiato. A questo punto la domanda interessante da porsi, secondo me, è: cosa ci trovano questi consumatori nei vini maturi che tanti altri non trovano? Allora la discussione diventerebbe più interessante, aldilà del giudizio personale che naturalmente rispetto.
    Cari Saluti,
    Maurizio Rosso

  2. Caro Maurizio, conoscendomi sai bene che non ho nulla contro i vini maturi, contro i Barolo, anche ventennali e più ben invecchiati. Non riesco invece a capire la logica che porta a produrre, da un’annata assolutamente non da riserva come il 2000, dei Barolo riserva. Che assaggiati oggi, a soli sei anni, dalla loro epoca di vendemmia, sono già, in larga parte, stanchi, evoluti, privi di slancio, con ben poche cose da dire ed emozioni da regalare…
    Attenzione a non inflazionare una cosa preziosa com’é una riserva di Barolo, non di un qualsiasi vino, a non banalizzarla rendendola priva di senso !
    f.z.

  3. Saluti a tutti, vorrei proporre una mia personale risposta al quesito del sig. Ziliani.

    Il 2000 è stato così pompato dal Wine Spectator che sarebbe stato troppo “fesso” da parte di molti produttori non uscire con una riserva di vini (potenzialmente) già venduti: secondo me li hanno fatti proprio perchè sapevano che il mercato li avrebbe assorbiti.

    Il ragionamento opposto a quello che poi è stato fatto con i 2002, anno bistrattato da molti che non hanno fatto distinzione sulla maturazione di Barbera e Nebbiolo. Nel 2002 molti hanno preferito non uscire nemmeno con i Barolo base, non perchè non fossero buoni, ma perchè sapevano che il mercato non ne avrebbe voluto sapere. E’ un ragionamento da biasimare? Si? (il primo senz’altro). No? (sul secondo non me la sento). Sta di fatto che personalmente (egoisticamente) sono contento che molti Barolo 2002 rimangano in Italia, ce ne sarà di più per me!!

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