Ma sui trucioli Gaja ha perfettamente ragione !

Accidenti che palle (scusatemi la franchezza) la discussione in atto sulla possibilità di utilizzare i famigerati trucioli di legno, o chips come li si preferisca chiamare, anche in Italia !
Se ne sono sentite e soprattutto lette di tutti i colori su questo semaforo verde riservato ai vini da tavola, allarmi, incazzature, indignazioni, come se nessuno prima di oggi, in questa furbesca Italia del vino, dove anche quello che è proibito spesso trova il modo di diventare se non lecito meno illecito di quanto il buon senso ed il rispetto dello spirito delle leggi richiederebbero, avesse mai utilizzato, ovviamente in via sperimentale e su vini rigorosamente non posti in commercio, i chips.

Eppure le cose più interessanti erano già state dette da tempo e da parte di un esperto e di un uomo profondamente libero come il professor Mario Fregoni, che aveva fatto capire chiaramente, ben prima dell’uscita di qualche furbo e mediatico dietologo – tuttologo, che sull’uso dei chips nel vino esistessero riserve non solo di tipo filosofico (il vino fatto in bustina, con l’aggiunta dei chips, come se si trattasse di una tisana…), ma di carattere salutistico, perché probabilmente i trucioli, con i loro residui da bruciatura e tostatura spinta, fanno male…

Nel dibattito che si è sollevato è mancata purtroppo, sino ad ora, l’unica voce che sarebbe stato veramente interessante ascoltare, quella di qualche produttore che rivelasse di essere dichiaratamente a favore dei chips, di aver intenzione di utilizzarli, o di averli già testati, nel segreto della sua cantina, tanto per provare… Tutti in silenzio i produttori, un silenzio che fa pensare che, compattamente, siano tutti contrari alla loro introduzione anche in casa nostra, proprio come avviene e da anni nel Nuovo Mondo.

L’unico produttore che si è sinora pronunciato sull’argomento, ed in maniera chiara, è stato il re del Langhe Nebbiolo, alias Angelo Gaja, che con un intervento inviato a vari organi di stampa, su carta e su Internet, ha detto cose di grande intelligenza e buon senso. Talmente condivisibili che nonostante io non sia generalmente d’accordo con quello che l’Angelo del Barbaresco fa e dice, ho pensato di rilanciare, proponendole all’attenzione dei dodici manzoniani lettori di questo blog…
f.z.

Trucioli nel vino: il punto di vista di Angelo Gaja

“Abbiamo letto commenti di viva  indignazione nei confronti del  Comitato di Gestione dei vini di Bruxelles per avere autorizzato la pratica dei trucioli di legno in enologia anche per i vini europei inclusi quelli prodotti in Italia.

Bruxelles non ha fatto altro che accogliere la richiesta che era giunta dai paesi produttori membri di autorizzare anche per il vino europeo quelle pratiche già largamente usate in Australia e negli altri paesi del Nuovo Mondo; pratiche caldeggiate anche da esponenti di primo piano del mondo industriale e cooperativistico italiano ed ovviamente dalle rispettive associazioni di categoria e da altre ad esse equiparate le quali tutte  godevano del largo consenso dei loro associati.

Ora il pericolo e’ quello di un ennesimo inciucio all’italiana.
Non e’ ammissibile autorizzare in Italia l’uso dei trucioli per i Vini da Tavola se non e’ stato PRIMA individuato e riconosciuto il metodo ufficiale di analisi  che consenta a chi dovrà POI operare i controlli di rilevare se il vino sia maturato in barrique, se abbia invece ricevuto l’aggiunta di trucioli di legno oppure ancora se il produttore abbia utilizzato le une e gli altri.  Perchè autorizzare i vini da tavola all’uso dei trucioli significa anche che occorrerà porre sotto controllo i vini IGT, DOC e DOCG, ma il metodo ufficiale di analisi per riconoscere se sono stati utilizzati i trucioli anziché la barrique  va ancora individuato, poi testato ed infine approvato ufficialmente. E non saranno certamente tempi brevi.

Potrebbe anche succedere che gli inesperti che abusino/o semplicemente usino la barrique con scarsa maestria per dei vini che non siano Vini da Tavola corrano il rischio di venire perseguiti. Altroché Bruxelles, e’ tutta farina del nostro sacco”.
Angelo Gaja

0 pensieri su “Ma sui trucioli Gaja ha perfettamente ragione !

  1. sto sorseggiando dello shiraz australiano e lo credevo di un sapore super-barrique e invece si presenta con una stoffa assai competente. Mi sto chiedendo a cosa servono i trucioli! Per fare un buon vino? No! Per coprire i fastidi? Avremo un bicchiere poco apprezzabile. Al posto della barrique? No! Niente può sostituirne l’impiego.
    Ho con molto piacere cambiato bocca (se si può dire) dapprima che disprezzavo i vini onorati di questa vinificazione, il profumo è divino e anche di vino.Ho letto dell’azienda che pur ritardando l’uscita tiene coccolato il suo prodotto nella botte grande…..lui è anziano, ma non sembra. Il saggio è maturo!
    Era una moda la barrique ed è diventata una saggezza di vinificazione. I consumatori hanno diminuito il consumo di questa bevanda e ci chiedono le etichette adatte al piatto o adatte a un regalo. Risponderemo con la solita galanteria e magari elogiando a testa alta (lasciatemelo dire) i nostri collieuganei. Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *