Misteri dell’Enoteca Regionale: un premio a Luca Maroni e non ai veri amanti del Barolo

Certo che sono forti a Barolo, intendendo con Barolo non tanto il paese, che seppur delizioso e a me carissimo presenta, come ogni paese che si rispetti, le sue belle “caratterialità”, bensì all’Enoteca Regionale del Barolo, sita nello storico Castello Falletti.

Enoteca che istituzionalmente, come ci ricorda il suo sito Internet, con il nome del dominio rigorosamente in inglese, baroloworld, è “prestigiosa vetrina della produzione vinicola degli undici Comuni che costituiscono la zona d’origine” del Barolo, ed “è finalizzata a promuovere e tutelare l’immagine del re dei vini e del suo specifico territorio attraverso l’attivazione di sezioni distinte: esposizione di una panoramica di bottiglie d’annata, degustazione, spazio di cessione promozionale, mostre d’arte ed allestimenti etnografici, avvenimenti promozionali e culturali legati alla zona d’origine ed al vino Barolo”.

Fedele a quanto programmaticamente affidatole, l’Enoteca svolge molteplici attività, la principale delle quali è la Presentazione ufficiale della nuova annata del Barolo, ospitata presso il Castello Comunale, un evento che ha sempre dedicato grande attenzioni all’abbinare al discorso sull’annata che viene presentata ed al vino che ne è risultato un particolare occhio ad aspetti spettacolari, mondani, promozional – divulgativi.

Elemento che l’ha portata, nel tempo, a scegliere un testimonial per l’annata, un personaggio di grande rilevanza, che dovrebbe rivestire il ruolo di “ambasciatore” del Barolo nel mondo, e di conseguenza a scegliere nei 24 anni della sua storia personaggi di svariata provenienza come attori, cantanti, presentatori televisivi, industriali, stilisti, giornalisti della televisione, sportivi, cuochi, e umanità varia.

Lo scorso anno il Testimonial prescelto era stato l’allora presidente della Confcommercio Sergio Billè, una scelta, così venne detto all’epoca, “fatta è in omaggio ai tanti ristoratori e albergatori italiani che si prodigano nel campo dell’accoglienza turistica”.

C’erano state alcune polemiche, prima e dopo questa scelta e dopo la premiazione del 5 giugno dello scorso anno, e ancora di più, quando sul finire del 2005 le cronache ci avevano informato di “un avviso di garanzia notificato dalla Procura della Repubblica di Roma a Sergio Billè, presidente della Confcommercio. Si ipotizza l’accusa di appropriazione indebita”…

Cosa è successo quest’anno ? Che dopo aver pensato, nelle discussioni che ci sono state per decidere chi premiare, addirittura di dichiarare testimonial del Barolo un vero e proprio “tipo italiano” come Flavio Briatore, nativo di Verzuolo nel cuneese, proprietario del celebre Billionaire in Costa Smeralda e manager in Formula Uno, quando un’ottima scelta (chissà perché non presa in considerazione) sarebbe stata quella di premiare lo scrittore Nico Orengo che con il suo bel romanzo Di viole e liquirizia ha denunciato la singolare evoluzione della cultura del vino in Langa, l’Enoteca Regionale ha deciso di voltare pagina.

Niente singolo testimonial quest’anno, per prudenza o visto che probabilmente non si è trovato l’accordo su un nome che andasse bene a tutti, ma domenica 11 giugno nell’ambito della XXIV edizione della Presentazione ufficiale della nuova annata del Barolo, il commento della controversa annata 2002 toccherà a Giuseppe Martelli, Direttore Generale Assoenologi, Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani, Président Union Internationale des Œnologues, e ci sarà solo la premiazione di una serie di personaggi, definiti Amici della Langa del Barolo, che secondo la motivazione ufficiale avrebbero “raccontato e vissuto le nostre colline”.

La scelta dei premiati (a scanso di equivoci: scrivo queste cose non per invidia per non essere stato premiato – ho ricevuto il mio bel premio e sono cavaliere della Ginestra da diversi anni – ma solo perché mi sembrerebbe ipocrita tacere) è, più che mai, testimone di un rigoroso uso del Manuale Cancelli da parte dell’Enoteca Regionale e di una costante attenzione nel premiare personaggi che potrebbero, di ritorno, portare in dote servizi televisivi e giornalistici e ricambiare, in qualche modo, per il riconoscimento ricevuto.

I personaggi premiati, in rigoroso ordine alfabetico, come recitava il comunicato stampa inviato dal solerte e attivo responsabile dell’Ufficio stampa dell’Enoteca, Roberto Rabachino, che sarà conduttore, con Claudia Ferraresi, della manifestazione, e che è presidente della delegazione di Torino della Fisar, nonché direttore responsabile della rivista della Fisar Il Sommelier, saranno i seguenti:

Vittorio Ama Cardaci, Presidente della FISAR
Armando Cordero, Presidente della Commissione Ministeriale DOCG Barbaresco e Barolo
Paolo Corbini, Direttore Responsabile Terre del Vino
Bruno Libralon, Direttore Generale ICIF
Luca Maroni, Giornalista e critico enologico
Giuseppe Martelli, Direttore Generale Assoenologi
Marcello Masi, Vicedirettore TG2 RAI, Direttore rubrica Eat Parade
Terenzio Medri, Presidente AIS
Attilio Romita, Caposervizio Tg1 RAI

Bene, niente da dire sulla scelta del carissimo Armando Cordero, storica figura di enologo consulente (serio e non invasivo) di aziende agricole di Langa, e naturalmente su Giuseppe Martelli e, visto che collaboro con l’A.I.S., del presidente Terenzio Medri, nonché del direttore dell’Icif Libralon, ma degli altri si può ragionevolmente affermare che abbiano “raccontato e vissuto le nostre colline” ?
Si può dire che si tratti di autentici innamorati e divulgatori e testimoni appassionati della grandezza del Barolo e dei vini di Langa ? Ho qualche dubbio.

In un caso, quello del mitico teorico del vino frutto, alias Luca Maroni, ci si trova di fronte ad un personaggio che il Barolo è ben noto non ami particolarmente (vedi), o lo “ama”, se lo ama, del tutto a modo suo, visto che quel “frutto” che lui ricerca, celebra, esalta con liriche post dadaiste e tardo dannunziane descrizioni, e che ritiene elemento indispensabile in ogni grande vino che si rispetti è solo uno degli elementi e non certo il fondamentale di un Barolo che si rispetti.

Eppure, ecco che mister Maroni, invece di tanti altri giornalisti che il Barolo conoscono, celebrano, amano, bevono e che le colline di Langa frequentano regolarmente e hanno raccontato in tanti articoli (sono a disposizione per segnalare all’Enoteca i loro nominativi) domenica 11 giugno sarà premiato come Amico della Langa

Che dire se non che nel mondo del Barolo, e della vasta comunità di villaggi, personaggi, sensibilità che al Barolo fa riferimento, l’originalità (eufemismo) impera ?

0 pensieri su “Misteri dell’Enoteca Regionale: un premio a Luca Maroni e non ai veri amanti del Barolo

  1. Gli affari sono affari. Tutto giusto quello che scrivi, mi viene in mente la facciata di un grande duomo, sontuosa e piena di icone attraenti, poi apri il grande portale e…stupore! La chiesa non è stata costruita!

  2. “Se l’hanno premiato il Maroni ci sarà un motivo e se non lo sapete ve lo dico io: è il migliore.”

    Questa è la barzelletta dell’anno.

  3. E’ vero Felpo, almeno lui, il Suckling, un formidabile lavoro di marketing a favore dei Barolo 2000 l’ha fatto negli States. Ma il vate del vino frutto cosa ha fatto per il Barolo ?
    Misteri baroleschi…

  4. ..mah, io credo si debba ricorrere ad una diversa chiave interpretativa per il criterio utilizzato dagli organizzatori per la premiazione. Si parla di “Amici” e si intende la definizione nell’accezione democristiana . Tutti i vecchi democristiani si auto proclamavano “amici” nei vari congressi per poi smentirsi prontamente piantandosi vicendevolmente paletti nel cuore (perdonate, l’istinto mi aveva suggerito un’immagine più cruda e volgare, ma ho appena revisionato le pastiglie dei freni inibitori). Forse gli organizzatori avevano bisogno di “Amici” per un giorno; poi, si vedrà.
    egidiocalloni

  5. Mi indigno sicuramente per il fatto che Maroni venga premiato.
    Come parere strerttamente personale ritengo di un’ indecenza incredibile che personaggi così scrivano ancora di vino.
    Buongiorno

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