MiWine: andarci o girare accuratamente alla larga ?

Visto che all’appuntamento manca ormai poco meno di un mese credo sia ormai tempo di chiedersi: MiWine (12-14 giugno), andarci o girare accuratamente alla larga ?

Ricordando l’esito, clamorosamente fallimentare, della prima edizione, tenutasi a Milano nel giugno 2004, e ragionando su quante rassegne, saloni, fiere, manifestazioni, degustazioni, banchi d’assaggio, laboratori del gusto et similia vengano oggi organizzati, con un formidabile rischio di discorso inflazionistico sul vino, non avrei dubbi.

Per quanto venga strombazzata, pubblicizzata, reclamizzata e presentata come un “appuntamento imprescindibile per produttori e distributori nazionali ed internazionali, volto a confrontare esperienze, a consolidare relazioni d’affari, a garantire l’aggiornamento sulle tendenze e sulle novità del settore”, a mio modesto avviso MiWine sulla carta non offre grandi attrattive e particolari motivi per farle visita.

Eccezion fatta per la curiosità di visitare il nuovo quartiere espositivo “fieramilano” di Rho, di vedere come sia stati organizzati gli spazi ed i servizi, personalmente non mi punge particolare vaghezza di immergermi, avendo limitato ad un solo giorno quest’anno la mia presenza al Vinitaly, nell’ennesima Esposizione Professionale specializzata nel settore del vino e dei distillati.

Questo anche se ci viene detto che MiWine verrà riservata al “business to business”, anche se avrà cadenza biennale e si proporrà come “una vetrina altamente qualificata del panorama enologico italiano ed estero”.

Anche se a tutt’oggi non è ancora disponibile on line sul sito Internet ufficiale della manifestazione, e siamo già al 22 maggio, “il catalogo completo dell’edizione 2006”, che, ci viene dettosarà presto disponibile e consultabile prima dell’evento fieristico” (sperem!), conoscendo i personaggi che sono coinvolti nell’organizzazione, che hanno parlato e annunciato mirabilie e accordi e sinergie nelle varie conferenze stampa, capisco bene, a pelle, che non è roba che fa per me.

Capisco che le aziende che esporranno non saranno di certo quelle che propongono vini in grado di regalare emozioni, che la loro presenza sarà solo uno dei tanti investimenti di marketing e pubbliche relazioni, che ci saranno perché fanno parte di un mondo compatto che si muove insieme, che ha bisogno di mostrarsi unito e forte per non rivelare invece la propria debolezza, la propria lontananza dai reali desiderata e dagli orientamenti dei consumatori.

Anche il programma dei vari eventi e delle iniziative previste in calendario non è di certo tale da indurmi, anche se Bergamo dove vivo non è di certo lontana da Rho, ad accreditarmi e fare un salto, a ripetere lo stanco rito del pellegrinaggio stando dopo stand, del farsi vedere, del salutare e chiedere e sentirsi dire le solite cose, del raccogliere, sullo stato attuale di salute del mondo del vino, un ottimismo forzato che è solo di facciata ed è lontano dalla realtà delle cose.  

Più ci penso e più mi viene da concludere che dal 12 al 14 maggio me ne starò tranquillamente a casa a scrivere e che così come MiWine farà brillantemente a meno della mia presenza e diffonderà, come aveva del resto fatto anche dopo il super flop di due anni fa, bollettini trionfalistici, io potrò tranquillamente dare forfait.
Senza il rimpianto di essermi perso alcunché, di aver mancato quell’“appuntamento imprescindibile” che le veline di regime ci assicurano sarà MiWine

0 pensieri su “MiWine: andarci o girare accuratamente alla larga ?

  1. Una manifestaziomne che nasce con l’ambizioso progetto di essere l’alternativa alla Fiera di Bordeaux ed i prezzi decisamenti alti, mi avevano tenuto lontano anche dalla prima edizione.
    Con ogni probabilità seguirò l’esempio di Franco.
    Luciano

  2. Io ci andrò, almeno credo.
    Alla prima edizione non ci sono andato e poi, abito a due passi dalla nuova fiera di Rho;-)…che non ho ancora visto. Alcuni produttori che avevo sentito poco tempo fa su questo tema non mi erano sembrati entusiasti, ma comunque convinti della formula BTB. Vogliono incontrare solo e soltanto operatori del canale Horeca e importatori esteri, pochi contatti, ma buoni, dicono loro.
    Certo che il fatto che ad oggi, 24 maggio, non ci sia on line sul sito l’elenco dei produttori presente mi lascia senza parole…alla faccia del BTB tanto sbandierato.

  3. Se non sbaglio Milano voleva portare via il Vinitaly a Verona.L’operazione non è riuscita, e allora questi hanno fatto l’ennesima fieretta che……non serve a nulla.Perdipiu’ a giugno…con nessi e connessi….perdipiu’ alla NuovaFiera…..andate a vederla….ve la raccomando…..in metro’ preparatevi a lunghe scarpinate sotterranee, in macchina preparatevi a lunghe file per entrare e uscire,a lunghe file a pagare i parcheggi (due macchinine automatiche su parcheggi da 20000 macchine)…..andate,andate

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