Prove tecniche d’informazione ai tempi dell’Unione

Fantastiche prove tecniche d’informazione, indipendente e soprattutto democratica, mentre il nuovo governo dell’Unione muove i suoi primi passi.
Un semplice esempio, per dare l’idea di cosa ci aspetti (mentre ancora il prode Santoro ed il buon Biagi non hanno ancora fatto ritorno in RAI…)
Su La 7, nel corso della sua trasmissione televisiva “Le invasioni barbariche”, la signora Daria Bignardi, compagna di Luca Sofri (figlio del celebre ex leader di Lotta continua Adriano), dopo aver ospitato e intervistato tutto giulebbosa il Sindaco di Roma in carica Valter Veltroni, ha ospitato l’ex ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, candidato del centro destra per la carica di Sindaco della Capitale proprio contro Veltroni.

Intervista normale, in perfetto stile Bignardi, che ad un certo punto è sfociata in una strana richiesta (riprendo il virgolettato dalla puntuale cronaca di Grazia Maria Mottola pubblicata sul Corriere della Sera del 20 maggio) : “So che al collo porta sempre una croce. Me la fa vedere ?”. La risposta di Alemanno, verso il quale, com’è noto, non nutro particolari simpatie, è tranquilla: “Lo porto al collo come simbolo religioso”.

La Bignardi insiste ed insinua “Quella non me la fa vedere, immagino”, anche se Alemanno replicando prontamente di non avere problemi a mostrarla e dopo aver sottolineato che “rappresenta un modo di essere del cristianesimo nella fase celtica”, slacciata la cravatta e sbottonata la camicia, mostra l’icona incriminata, ovvero una “croce celtica, presente nell’iconografia di tutta la storia europea, dal Ponte Milvio all’incoronazione di Carlo Magno”.

Non contenta di questa intrusione nel privato la conduttrice di Invasioni Barbariche invece di chiudere la parentesi come se ne esce ?
Semplicemente affermando tra lo stupito e lo sdegnato “Lei come mai la porta ancora al collo ? La portavano i ragazzi camerati… lei la porta in ricordo dei suoi amici”.

A parte il fatto che non si capisce proprio (o piuttosto si capisce benissimo…) cosa potesse fregare alla Bignardi se Alemanno, per motivi tutti personali e credo legittimi, in primis il ricordo di un militante del Fronte della Gioventù, caro amico dell’ex ministro, ucciso nel 1982 da esponenti dell’ultrasinistra, ancora oggi porta una catenina con una croce celtica, viene da chiedersi se sia questo il modo più corretto d’intervistare un candidato Sindaco.
O se invece la “simpatica” conduttrice del programma televisivo de La Sette facendo notare che Alemanno porta al collo una croce celtica non volesse trasmettere un messaggio subliminale, ovvero che Alemanno è ancora, nel suo profondo, nonostante le ripetute conversioni di A.N., i viaggi in Israele di Fini, la proposta di D’Alema di affidare a Fini, presidente di A.N., la presidenza della Commissione Esteri, un fascista o peggio ancora un nazista.
In questo modo oggettivamente mettendo in cattiva luce l’avversario politico, lo sfidante del buonista, bravissimo, pio e democratico Valter Veltroni.

Sto esagerando ? Niente affatto, perché lo stesso meccanismo, uno strisciante tentativo di demonizzazione di Alemanno, l’ha utilizzato lo stesso Corriere della Sera, che non solo nell’edizione del 20 maggio ha dedicato un’ampia cronaca alla querelle televisiva Alemanno – Bignardi, ma ha pensato bene di inserire in prima pagina, tra centro pagina e taglio basso, un occhiello relativo alla vicenda. Occhiello “Lite con la Bignardi”, titolo “Alemanno mostra la croce celtica in tv”, sommario “L’ex ministro Gianni Alemanno, ora candidato della Casa delle Libertà come sindaco di Roma, ha mostrato in tv (durante la trasmissione “Le invasioni barbariche” su La7) la catenina che porta al collo con una croce celtica. Lite con la conduttrice Daria Bignardi”.

Singolare scelta quella di inserire in prima pagina, come se fosse importantissima, la notizia, ma che diventa meno stravagante se si presta attenzione alla collocazione del richiamo, posto proprio sotto alla notizia “Aggredito dai nazi. Simulò: arrestato” che riferisce dell’italiano che a Berlino aveva “denunciato di essere stato aggredito da neonazisti che gli avevano spaccato una gamba”, ma che invece si era inventato tutto.

E bravo il Corrierone di Paolo Mieli: sopra la notizia della falsa aggressione neonazista a Berlino e proprio sotto, con una continuità troppo scoperta per non apparire sospetta, la “notizia” di Alemanno che “mostra la croce celtica in tv”.
Commento frettoloso del lettore: ma guarda te ‘sti neonazisti, ce li troviamo ancora tra i piedi in Germania ed in Italia…
Ovvio che questo stesso lettore, se residente ed elettore a Roma, finirà per il votare l’ex comunista, che ha dichiarato di non essere mai stato comunista anche se era iscritto al PCI, Veltroni…
Morale: prove tecniche d’informazione ai tempi dell’Unione

0 pensieri su “Prove tecniche d’informazione ai tempi dell’Unione

  1. In effetti è stata una richiesta di cattivissimo gusto che aveva come scopo quello di mettere in seria difficoltà il candidato a sindaco di centro-destra. Però, se mi permetti, la Bignardi rispetto a Santoro è un angelo. Rimango convinto che se Berlusconi lo avesse riammesso in RAI priva del voto oggi sarebbe Presidente del Consiglio.
    Buona domenica

  2. Ciò che comanda in TV, ma penso più in generale nella nostra vita, è il voler guardare dallo spioncino della serratura, altrimenti non avrebbero successo i reality, per esempio. Questo alla gente piace e non a caso fa audience, anche sui giornali. Non a caso io lascio più spento che acceso il televisore oramai. Unione o cdl che sia, questo è lo stile della comunicazione in genere da tempo

  3. Prima la maglietta di Calderoli, ora la croce celtica di Alemanno. Facessero almeno attenzione a cosa si mettono addosso quando vanno in tivù…

  4. Secondo me, invece, bisognerebbe fare attenzione a non fare commenti così banali…
    Cosa vuol dire fare attenzione a cosa ci si mette addosso quando si va in televisione ? Piuttosto si dovrebbero evitare domande così banali o così in aperta malafede…

  5. L’opinione di Ziliani non la condivido (concordo peraltro con Alececco…) ma è un’opinine e come tale è giusto che nel suo blog venga riportata.
    Pero’ visto che Ziliani critica Mieli, mi permetto di criticare bonariamente Ziliani giornalista per il titolo fuorviante: Prove tecniche d’informazione ai tempi dell’Unione.
    Che c’azzecca l’Unione? La7 è l’unica rete non smaccatamente di parte (Mediaset è di Berlusconi, RAI gestita dal Governo).
    Peraltro prima della Bignardi c’è Ferrara….

  6. Il ministro Alemanno è un uomo che ha coraggio da vendere e non si è mai vergognato del suo passato. Da ministro è ststo l’unico uomo di AN a partecipare alle esequie di Peppe Dimitri, da ministro se ne è fregato di tutti i commenti ed ha preso la parola dal pulpito per commemorare l’Amico di tante battaglie.
    Onore a Gianni Alemanno un Uomo al contrario di tanti ominicchi(per dirla con Sciascia) che popolano l’universo di AN. Lo vorrei alla guida del partito.

  7. Il ministro Alemanno è un uomo che ha coraggio da vendere e non si è mai vergognato del suo passato. Da ministro è ststo l’unico uomo di AN a partecipare alle esequie di Peppe Dimitri, da ministro se ne è fregato di tutti i commenti ed ha preso la parola dal pulpito per commemorare l’Amico di tante battaglie.
    Onore a Gianni Alemanno. Lo vorrei alla guida del partito.

  8. Gianni Alemanno è un Uomo che ha coraggio da vendere e non si è mai vergognato del suo passato e dei suoi amici. Da ministro è ststo l’unico uomo di AN a partecipare alle esequie di Peppe Dimitri, da ministro se ne è fregato di tutti i commenti ed ha preso la parola dal pulpito per commemorare l’Amico di tante battaglie.
    Onore a Gianni Alemanno. Lo vorrei alla guida del partito.

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