Vins d’Alsace: uno splendido esempio di gioco di squadra a Milano

Ottimo e soprattutto ben organizzato banco d’assaggio di vini alsaziani, ieri a Milano, pensato dai responsabili milanesi dell’efficientissima Sopexa in tandem con il Conseil Interprofessionnel des Vins d’Alsace (sito Internet)

Nella bella cornice del Westin Palace, dalle 14 alle 19, si sono potute degustare e confrontare tutte le tipologie dei vini di questa splendida, storica zona vinicola francese di confine, dai Crémant d’Alsace a Riesling, Sylvaner, Tokay Pinot gris (oggi già definiti da tutti esclusivamente Pinot gris), Gewürztraminer, Pinot blanc, Pinot noir (piacevoli ma molto più vicini allo stile Alto Adige che a quello Bourgogne), Muscat, Klevener de Heilingenstein (una chicca, solo 45 gli ettari vitati), per poi arrivare ai Grand Cru e alle Vendanges tardives e Séléctions de grains nobles.

Nomi noti e meno noti, cantine già affermate e altre emergenti, vignerons indipendenti e Caves Vinicoles, tutti insieme, a fare squadra compatta per mostrare al pubblico milanese e lombardo veneto (avvistati amici provenienti da Sondrio, Como, Pavia, Verona) formato da ristoratori, enotecari, sommelier, distributori e giornalisti quale ricca gamma di vini e quale duttilità di utilizzo a tavola i Vins d’Alsace possano sciorinare.

Tornerò presto a raccontare, in questa ed in altre sedi, le mie migliori “trouvailles”, le conferme e le sorprese, i coup de coeur avuti da alcuni “vins émotion” (soprattutto i Riesling ed i Gewürztraminer che raccontano dei terroir d’origine e declinano con orgoglio i loro tesori di mineralità) che ho avuto il grande piacere di degustare.
Al banco d’assaggio e nel corso di una cena, in un noto ristorante stellato milanese, dove i responsabili Sopexa, da Ettore Zanoli a Julien Blondet ai loro collaboratori, hanno avuto la gentilezza d’invitarmi. E dove il discorso, sui vins d’Alsace, la loro identità, le loro ambizioni, le possibilità d’imporsi anche sul difficile mercato italiano, è piacevolmente continuato coinvolgendo un paio di colleghi giornalisti e alcuni produttori.

Un plauso particolare voglio riservarlo, veramente puntuale, preciso, documentato ed esemplare nello svolgere, con competenza, il proprio ruolo, voglio riservarlo, pubblicamente, a Thierry Fritsch, membro del Conseil Interprofessionnel des Vins d’Alsace, regista della degustazione e nostra ottima compagnia nei confronti della cena.
Responsabile del servizio formazione del CIVA e “conférencier”, impegnato a raccontare la viticoltura alsacienne in tutto il mondo, Fritsch ci ha dimostrato quel che i francesi sanno fare splendidamente: trovare personaggi competenti che sappiano fare comunicazione, formazione e informazione e abbiano la capacità di saper raccontare ai loro interlocutori le tante splendide cose che i Vins d’Alsace hanno da offrire.
Bravo Thierry, bravo C.I.V.A (e brava la Sopexa, ça va sans dire…): chapeau bas !

0 pensieri su “Vins d’Alsace: uno splendido esempio di gioco di squadra a Milano

  1. Mi unisco ai tuoi apprezzamenti.
    C’ero anche io peraltro arrivato sul tardi (alle 17:00) e i vini erano ancora in temperatura e le aziende ancora molto disponibili.

    Veramente una bella serata.
    Ho assaggiato la produzione di 7/8 aziende e devo dire che la qualità media mi è sembrata veramente notevole. Personalmente sono rimasto affascinato in particolare dai Pinot Gris e dai Gewurtztarminer di Clement Klur, Domaine Albert Mann, Earl Jean-Marc Bernhard. Oltre ai grains nobles di Domaine Schoffit.

    Peraltro i prezzi di questi produttori (non di Trimbach ovviamente!) sono anche molto accessibili….

  2. letto il mio post Thierry Fritsch mi ha telefonato da Colmar per ringraziarmi per quanto ho scritto ma ha voluto cogliere l’occasione per complimentarsi per la curiosità, l’attenzione e la preparazione degli appassionati italiani presenti al banco d’assaggio di lunedì. Mi sembra quindi giusto rendere partecipi di questo apprezzamento anche i lettori di Vino al Vino

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