Cartolina per Paolo Massobrio

Caro Paolo, ho letto nella tua Notizia del giorno di ieri che hai dedicato spazio e dato comunicazione delle iniziative dell’Antica Casa Vinicola Scarpa di Nizza Monferrato che “sabato 24 giugno ha festeggiato un secolo e mezzo di qualità, ovvero 150 anni di attività, segnalandosi tra i produttori che hanno scritto la storia dei vini piemontesi più prestigiosi”.

Come tu ben sai larga parte del merito di questa notorietà, meritata, è stata di un grande uomo che oggi non c’è più, quel carissimo Mario Pesce, per decenni punto di riferimento e patron di questa magnifica azienda simbolo della migliore tradizione vinicola piemontese di cui tu hai ricordato “la tenerezza” ed il “grandissimo messaggio: quello della Barbera vera, lontana dalle botti e dai trucioli, orgogliosamente femmina”.

Io la scorsa settimana ho detto la mia, su Vino al Vino, in un post dedicato alla vergognosa rimozione del ruolo di Mario Pesce nella storia dell’azienda, quasi non fosse esistito e non fosse stato fondamentale nel delinearne e reggerne le sorti, operata dagli attuali responsabili aziendali.

Sapendo quanto anche tu apprezzassi Pesce e come rispettassi il suo signorile, disinteressato, illuminato modo di operare, mi piacerebbe che unissi la tua voce alla mia nel condannare questo assurdo, inqualificabile, modo di fare. Posso contarci ?

Franco

0 pensieri su “Cartolina per Paolo Massobrio

  1. Caro Franco, capisco la tua arrabbiatura, ma non si può avere pretese, purtroppo, sui comportamenti altrui. Le dinamiche aziendali hanno loro logiche ed anche loro luci ed ombre. Io quando feci un’iniziativa dove incontrammo i vini Scarpa, durante una Giornata di Resistenza Umana, volli la presenza di Mario Pesce e così fu. La nuova proprietà non ebbe nulla da eccepire e quell’incontro fu commovente. Lo stesso accadde con il conte Riccardi, personaggio al quale volli molto bene, ma che non era compreso da tutti. E che dire di Veronelli… L’unica strada è rendere giustizia in prima persona, come fai tu, come faccio io, a coloro che ci sono stati cari, che hanno significato qualcosa di umanamente importante per noi. Il rapporto tra persone rimane una questione unica, irripetibile nei modi e nei valori, rispetto ad altri. Tutto qui. Un caro saluto. Paolo

  2. Gentile amico Franco,
    certamente non ci conosciamo personalmente, ma confesso apertamente la mia ammirazione per il tuo blog, i tui commenti, la tua indipendenza di criterio e di opinione e il tuo sapere enologico. Scrivo dalla Spagna, da Barcellona, da dove ti leggo tempo fa e ti ho seguito fino a questo nuovo site. Da un tempo, anch’io ho deciso, un po cercando di iniziarme tra l’immagine di personalità come la tua, di scrivere una pagina blog, sopratutto indirizzata a commenti su vini e cibi della Spagna, scritto anche in spagnuolo (un po di catalano, qualche volta). Ho visto, tra i link spagnuoli nel tuo blog, che c’è solo quello (certo molto importante) di El Mundo, una grande ditta che pubblica un importante giornale. Se non ti disturba, oserei anche domandarti sulla possibilità di far notare anche tra i tuoi link spagnuoli qualche blog scritto solo da particolari, voglio dire da amateurs nel meglior senso della parola, gente che ama il vino, che segue la viticultura e che ha, come te, la volontà di opinare liberamente, senza interessi ne pressioni economiche. Secondo me, tra i più interessanti si troba: http://www.estintobasico.com. Doppo di leggere le mie note, forse puoi anche considerare il mio blog: devinis.blogspot.com.
    Penso, con tutta la sincerità, che è quasi un dovere fare conoscere i vini italiani in Spagna e i vini spagnuoli in Italia, molto meglio de quello che abbiamo fatto fin’ora. E non conosco, devo dire, meglior “ingresso” possibile che il tuo site. Io cercherò, anche, se ci sono commenti scritti dagli amici italiani, di fare il meglio per rispondere anche in italiano.

  3. Casa Vinicola SCARPA.
    Egregio dottore,
    In riferimento ai suoi scritti su “Casa Scarpa” mi permetto di dissentire sulle sue posizioni in cui rilevo attacchi del tutto gratuiti, alla attuale proprietà e conduzione e nei confronti di persone che hanno avuto ed hanno il merito di investire i “loro” capitali per dare nuova vita e continuità ad una azienda, che è stata grande per merito indiscusso del comune amico buonanima Mario Pesce.

    Ma è innegabile che “l’Azienda” Casa Scarpa aveva bisogno di una svolta ed investimenti cospicui per continuare ad essere grande e restare sul mercato di qualità del 3° millennio.
    Mario Pesce lo sapeva benissimo e quindi ha passato per tempo “giustamente” la mano a persone di Sua fiducia.

    Tutte le Aziende sane vivono di logiche economiche (produrre, vendere e guadagnare), e debbono continuare a svilupparsi per non scomparire o essere emarginate dal mercato, soprattutto quello di eccellenza.

    Per quanto mi riguarda la nuova proprietà e la signora in particolare stanno molto ben perseverando nella via maestra della eccellenza e proprio il compianto Mario Pesce nell’ultimo periodo ebbe a dirmi: “Il lavoro della signora … porterà sicuramente grandi soddisfazioni a casa Scarpa…”

    L’evento “Carreras” docet ed i grandi vini degli ultimi millesimi ne sono la prova!
    Buona giornata
    Giancarlo Callegaro
    (dal 1985 a tutt’oggi estimatore della filosofia di Casa Scarpa, cliente e bevitore dei suoi vini ed amico dei suoi interpreti passati e presenti)

  4. Caro Callegaro, prendo atto di quel che dice, ma, ovviamente, non sono d’accordo con lei. Non reputo “gratuite”, ma profondamente motivate, le osservazioni che ho fatto sull’attuale gestione dell’Antica Casa Vinicola Scarpa, che ritengo non abbia proprio nulla a che fare con la storia dell’azienda e con lo stile impersonato per decenni dal carissimo Mario Pesce. Mi stupisce che lei non si scandalizzi, come mi sono scandalizzato io, che nelle comunicazioni, ad esempio il sito Internet aziendale, non si faccia menzione di Mario Pesce, come se fosse stato un elemento accessorio dell’azienda e non il pilastro ed il punto di riferimento, per tanti appassionati di vini veri come me, per anni e anni. Ma lo stile, si sa, o lo si ha o non li può inventare…
    cordialità
    f.z.

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