Il Cervim interlocutore obbligato per la riforma del mercato comune del vino (OCM)

Oggi, giovedì 22 giugno, in tutte le capitali dell’Europa del vino (Roma, Parigi, Madrid, Lisbona, Berlino, Vienna, Budapest, Atene), si terrà una riunione concernente la riforma del mercato comune del vino (OCM), che la Commissione Agricoltura dell’UE sta predisponendo.

Prenderanno parte agli incontri i rappresentanti a livello nazionale delle organizzazioni socio-professionali dell’UE. I rappresentanti del CERVIM (Centro di Ricerche, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana), ovvero delle regioni caratterizzate da viticolture di montagna e in forte pendenza d’Europa, saranno a loro volta presenti.

Ormai da alcuni anni il CERVIM si sta battendo per il riconoscimento a livello comunitario delle viticolture di montagna e in forte pendenza. L’obiettivo è che nella prossima riforma dell’OCM vino sia previsto checiascun Stato membro possa delimitare geograficamente le zone con viticoltura di montagna e in forte pendenza (pendenze del terreno maggiori del 30% e/o altitudine superiore ai 500 mt, ad esclusione dei sistemi viticoli in altopiano; sistemi viticoli su terrazze o gradoni; vigneti coltivati sulle piccole isole, caratterizzate da difficoltà strutturali e da effettivo e permanente carattere di isolamento) e sia autorizzato a non applicare il regime di divieto di impianto per tali viticolture.

La richiesta del CERVIM, concordata fra tutte le regioni viticole aderenti (Italia: Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Liguria, Sicilia, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Provincia di Reggio Calabria e Abruzzo; Svizzera: Cantone Vallese e Canton Ticino; Spagna: Galizia; Portogallo: Douro; Germania: Renania-Palatinato; Austria: Wachau e Stiria; Francia: Banyuls-Collioure e Rhône-Alpes), è stata sostenuta dal Presidente François Stevenin in occasione del seminario “Sfide e opportunità per i vini europei” organizzato dal Commissario europeo Fischer-Boel il 16 febbraio scorso a Bruxelles, al quale hanno preso parte rappresentanti dei vari settori della filiera.

A gran voce le stesse tesi sono state sostenute nel corso del Primo Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna e in forte pendenza, organizzato in collaborazione con la Regione Autonoma Valle d’Aosta, che si è tenuto a Saint Vincent il 17-18 marzo scorsi.

In tale occasione la comunità scientifica e i rappresentanti delle istituzioni hanno sostenuto in coro la necessità di difendere e proteggere le realtà vitivinicole ‘eroiche’ dal rischio di abbandono, mettendo in atto misure a preciso sostegno del settore.

Il 5 luglio prossimo le stesse convinzioni saranno sostenute a Strasburgo dal Direttore del CERVIM Sara Colombera, nel corso di una riunione dell’IG-VIN, l’Intergruppo Viticoltura, Tradizione, Qualità, che sta mettendo in atto azioni specifiche nell’ambito della riforma dell’OCM vino.

“E’ un momento della massima importanza – sostiene François Stevenin, Presidente del CERVIM – per le viticolture che da anni il CERVIM si è impegnato a sostenere. Molte delle realtà vitivinicole eroiche sono oggi seriamente a rischio di abbandono. Sono necessari interventi specifici a sostegno del settore, al fine di conservare per le generazioni future dei monumenti rurali di rara bellezza, frutto nell’instancabile lavoro dell’uomo nel corso dei secoli. Il CERVIM chiede sostegno a tutta la filiera produttiva. Le viticolture eroiche incidono pochissimo sull’economia del settore, ma diventano strategiche per la conservazione del territorio e del paesaggio”.

Dal Censimento sulla Viticoltura di Montagna i numeri delle viticolture eroiche europee: 39 aree vitivinicole inserite in 17 regioni di 7 nazioni europee, più di 500.000 persone coinvolte in oltre 200.000 aziende che coprono una superficie di circa 90.000 ettari.

0 pensieri su “Il Cervim interlocutore obbligato per la riforma del mercato comune del vino (OCM)

  1. Questa è una proposta sacrosanta.
    Mentre circola una, secondo me, malintesa idea di agricoltura assistita perché attività di presidio del territorio, è il caso di dire che per la montagna tutto ciò è vero e doveroso.
    E’ qui che si dovrebbe distinguere e tracciare il limite quando si parla di sovvenzioni agricole: un conto è presidiare e incoraggiare coloro che, con sforzi che forse è un po’ furi misura definire “eroici”, mantengono in ordine e in sicurezza un sito difficile e instabile, come le forti pendenze in montagna e tra l’altro ricavano prodotti di pregio, e coloro che richiedono (come sta succedendo attualmente), ben CENTO milioni di euro per proteggere la viticoltura siciliana dagli effetti del (poco, in agricoltura pochissimo, quasi nulla) libero mercato.
    Ci sono pesi e misure diversi che possono però essere valutati efficacemente col semplice buonsenso.
    Auguri ai vini di montagna. E speriamo, ma ci credo poco, in una radicale (e più liberale) revisione dell’OCM.

  2. Bravo Gianpaolo, una volta tanto sono d’accordo con te: basta con i finanziamenti ed i sostegni alla distillazione, basta con le viticolture fasulle, basta con chi non sa stare sul mercato!

  3. E’ stato lanciato un appello per una revisione profonda della proposta di riforma della OCM avanzata dalla commissione. appello che è condiviso anche da una patrte di viticultori francesi e spagnoli. magari vi interessa perchè va nella stessa direzione delle proposte del CERVIM

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