Jorge Luis Borges vent’anni dopo

Mi accorgo solo oggi che il 14 giugno  é ricorso il ventesimo anniversario della morte di uno dei più grandi scrittori e poeti del Novecento, uno di quegli autori che maggiormente mi hanno influenzato e più ho amato e di cui non mi sono stancato e non mi stanco di leggere e rileggere le opere, l’argentino Jorge Luis Borges (vedi)
Una volta, tanti anni fa, quando come dice qualche mio amico non propriamente appassionato di vino, ero un giornalista serio e mi occupavo di cultura (scrivendo per le pagine culturali e dei libri della Gazzetta di Parma e de Il Giornale), avrei dedicato a questa ricorrenza un articolo, in forma di piccolo saggio critico.
Oggi, che mi occupo a 360 gradi, a tempo pieno, di vino & dintorni, non me la sento di arrischiare qualche cattiva figura scrivendo, con un linguaggio e uno stile che non mi sono più familiari e che dovrei recuperare dalla memoria, un ricordo di Borges che provi a celebrarne la grandezza di scrittore, l’intelligenza suprema, la raffinatezza del letterato, la vertiginosa sintesi di erudizione e poesia.
Tutti elementi che avrebbero dovuto, se questo Premio si ispirasse davvero al riconoscimento dei valori della scrittura e fosse un premio per la letteratura e non, invece, un premio ispirato a criteri geopolitici, valergli l’assegnazione di quel Premio Nobel che non ha avuto e che hanno invece ricevuto fior di scrittori mediocri, ma, a differenza di Borges, politicamente corretti.

Per celebrare degnamente Borges non posso che invitare anche i frequentatori di Vino al Vino di andarsi a leggere (o rileggere) le sue pagine, ad esempio procurandosi i due magnifici volumi di Tutte le Opere, pubblicati nella collana dei Meridiani da Mondadori e curati da quel grande amico di Borges che é stato Domenico Porzio.
Racconti, poesie, divagazioni, apologhi, saggi critici, ricordi e malinconie, nella produzione borgesiana c’é davvero di tutto ed in grado di parlare al cuore e alla mente di ognuno di noi.
Voglio solo ricordare Borges, e rendergli omaggio e dirgli grazie per quello che ha scritto, per il grande uomo che é stato, riprendendo da uno dei suoi volumi che amo di più, El otro, el Mismo (L’altro, lo stesso) del 1964, una sua splendida poesia dedicata al vino, nella traduzione di quel finissimo poeta che é stato Francesco Tentori Montalto.
S’intitola Sonetto del Vino ed é splendida.

Sonetto del Vino
In quale regno o secolo e sotto quale tacita
Congiunzione di astri, in che giorno segreto
Non segnato dal marmo, nacque la fortunata
E singolare idea d’inventare la gioia ?
Con autunni dorati fu inventata. Ed il vino
Fluisce rosso lungo mille generazioni
Come il fiume del tempo e nell’arduo cammino
Ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni.
Nella notte del giubilo o nell’infausto giorno
Esalta l’allegria o attenua la paura,
E questo ditirambo nuovo che oggi gli canto
Lo intonarono un giorno l’arabo ed il persiano
Vino, insegnami come vedere la mia storia
Quasi fosse già fatta cenere di memoria.

Jorge Luis Borges

0 pensieri su “Jorge Luis Borges vent’anni dopo

  1. Volevo chiedere qualche consiglio sulle bodegas argentine, se qualcuno in questo blog può darmi qualche suggerimento su qualche bella e buona cantina da visitare..
    Sarò a Mendoza il prossimo Novembre.
    Grazie,

    Viviana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *