Ritrovare un amico e scoprirlo Assessore all’agricoltura: piccole storie saluzzesi

Era un po’ di tempo che non lo vedevo, anche se eravamo rimasti in contatto via mail, ma mi ha fatto estremamente piacere incontrare nuovamente l’amico Michele Antonio Fino e scoprire che nel contempo, dopo essersi sposato con la dolce Vanina ed essere diventato papà e aver proseguito la propria, meritata, carriera universitaria, Michele era diventato assessore all’agricoltura di quella bellissima località che è Saluzzo.

Non avevo mai dubitato delle capacità di Michele, uno dei collaboratori per me più importanti e fidati in quella magnifica avventura che è stata, per sei anni, WineReport.
I suoi articoli, puntuali, dettagliati e precisi, i suoi interventi di riferimento non appena il discorso sul vino si spostava su questioni relative a leggi, regolamenti e statuti, nei quali si districava abilmente come un pesce in un oceano, mi avevano sempre affascinato. Ed ero stato felice, anzi, orgoglioso, di ospitarli sulle battagliere pagine Web del più libero dei giornali sul vino che io abbia conosciuto.

Michele, con Fabio (Scimmino), Manuela (Villimburgo), Mario (Crosta), e poi Riccardo (Farchioni, in prestito da Acquabuona), Maurizio (Taglioni, con provenienza LaVINIum), e poi Laura (Franchini), Massimo (Siciliano), Elisabetta (Tosi), Alessandro Franceschini ed infine Lorenzo Zilio, che coordinava tecnicamente il nostro lavoro – dimentico volutamente un paio di nomi, perché le delusioni sul piano umano hanno per me il potere di annullare quel che di buono, e non era poco, talune persone avevano fatto per WR – formava una squadra di talenti, di spiriti liberi, che mi dispiace tantissimo di non poter aver più la fortuna di coordinare e per il cui contributo, dato, non va mai dimenticato, per puro entusiasmo e a titolo del tutto gratuito, non potrò mai dire loro abbastanza grazie. E di cuore.

Sono contento di sapere che alcuni di loro continuano a scrivere, su siti Internet e blog, ma anche su qualche giornale in edizione cartacea al quale sono stato felice di introdurli. Segno del loro valore, della loro capacità di farsi valere, di voler continuare a parlare e raccontare il vino con quello spirito libero e quella mente sgombra da pregiudizi che erano stati il tema conduttore di WineReport.

E sono stato contento, sabato, lui non me ne aveva mai parlato, di ritrovare il mio caro amico Michele Fino, grande difensore del Roero e cultore di quell’angolo della Provincia Granda, Saluzzo e dintorni, dove la frutta è sinonimo di pesche, albicocche, mele, fragole, prugne, kiwi, più che di uva, impegnato, con belle idee e progetti, di cui ci sarà modo di parlare più diffusamente, a fare conoscere i pregi, che non sono pochi, di una piccola Doc come Colline Saluzzesi (che proprio nel 2006 festeggia i suo primi dieci anni) e di vitigni come il Pelaverga di Saluzzo (ben diverso da quello di Verduno), il Quagliano, il Nebbiolo di Dronero, per citarne solo i più “noti”.

Conoscendo la sua serietà, la qualità del suo impegno, la sua capacità di appassionarsi e di contagiare con il suo entusiasmo i suoi collaboratori ed amici, sono certo che Michele saprà far bene.
Il mondo vitivinicolo di Saluzzo e dintorni (dei cui vini parlerò presto) espressione e testimonianza viva di quella “biodiversità” in vigna, che per molti è solo una parola con cui sciacquarsi la bocca, uno slogan che suona bene, ma che è davvero un valore importante, si è davvero scelto il migliore degli ambasciatori, un tenace, convinto ed intelligente difensore.
Bravo Michele e bravi saluzzesi !

0 pensieri su “Ritrovare un amico e scoprirlo Assessore all’agricoltura: piccole storie saluzzesi

  1. Attendo con interesse l’approfondimento sui vini di un territorio molto interessante come il Saluzzese, ricco di personalità esuberanti che penso non mancheranno di dare un contributo scoppiettante.

    Luk

  2. non dubito minimamente delle qualità di Michele Fino, che manco conosco, ma dalle tue parole leggo una incrollabile fede nella meritocrazia all’interno del giornalismo enogastronomico. Caro Franco ma ne sei proprio sicuro?

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