Grignolino del Monferrato Casalese 2005 Canato

Che sfortuna per certi vitigni nascere in terra piemontese !

Crescere in una regione che può contare su un gigante come il Nebbiolo e grandi calibri come Dolcetto, Barbera, Moscato, per tacere della Freisa o dell’Arneis, pone inevitabilmente in ombra una serie di vitigni che sono minori solo per la loro diffusione, talvolta localizzata in micro aree, ma non per il loro valore ampelografico e per la qualità dei vini che esprimono.

Tra questi vitigni, accanto al Pelaverga, di Verduno e di Saluzzo, alla Nas’cetta di Novello, al Ruché, alla Favorita, al Timorasso, l’Erbaluce, un ruolo molto importante spetta al Grignolino, che insieme al Barbera é il vitigno principe di larga parte dell’astigiano e del Monferrato alessandrino, dove dà vita a due distinte Doc, Grignolino d’Asti e Grignolino del Monferrato casalese.

Il motivo di questa scarsa popolarità del Grignolino é duplice ed é legato sia ad una certa “rusticità” del vino, caratterizzato da un gusto molto asciutto e da una tannicità (dovuta all’abbondante presenza di vinaccioli negli acini) che mal si sposa con la tendenza al gusto intensamente fruttato, rotondo e morbido dominante, sia ai piatti sui quali il Grignolino eccelle.

Vino più da carni bianche che da carni rosse, sui primi piatti si sposa agli agnolotti e ai ravioli ripieni sia di carne che di verdure, oppure ad un piatto classico del novarese come la panissa di riso con fagioli e salsiccia ed é ideale per accompagnare salumi, soprattutto la mortadella di fegato e formaggi semiduri. Il Grignolino dà però il suo meglio su piatti non certo raffinatissimi e inconsueti come la trippa, la finanziera, il fritto misto alla piemontese, piatti legati alla tradizione regionale e non certo diffusi nel resto d’Italia.

Quando ben vinificato, da uve mature al punto giusto (che consentono quindi la piena maturazione anche dei vinaccioli e tannini ben sostenuti ma non troppo aggressivi) un buon Grignolino ha però indubbiamente un suo appeal extra locale, come dimostra ad esempio il sorprendente Grignolino del Monferrato Casalese Celio 2005 dell’Azienda agricola Canato che ho avuto modo di assaggiare su segnalazione dell’amico agronomo monferrino Maurizio Gily, che di questa azienda è apprezzato consulente.

Un Grignolino davvero ben fatto il Celio, (leggi cosa ne ha scritto a proposito su LaVINIum l’amico Alessandro Franceschini) dal colore rosso rubino cerasuolo brillante con riflessi tra il granato ed il ciclamino, con gli aromi di pepe bianco, geranio, ma anche di fragola, rosa, frutta secca e spezie che rispettano bene le caratteristiche varietali dell’uva, e dal gusto pieno, carnoso, ben strutturato, con i tannini dell’uva che si fanno sentire ma non disturbano, e una notevole lunghezza e persistenza terrosa, salda, ben definita, da vino di notevole personalità.

Azienda agricola Marco Canato
Cà Baldea 18 Vignale Monferrato AL
Tel. e fax 0142 933653
prezzo in cantina 5,50 euro
sito Internet
e-mail

0 pensieri su “Grignolino del Monferrato Casalese 2005 Canato

  1. Franco, tanti complimenti per aver segnalato un piccolo grande vino, stupefacente anche per il prezzo che non obbliga a svenarsi ogni volta che si vuole bere bene.

  2. Il Grignolino è un vino fantastico, da bere anche tutti i giorni, con una finanziera ben fatta poi… (anche con tutti i risotti tipici piemontesi compresa la panissa (tradizione di tutto il Piemonte risicolo)).

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