Langhe e tutela dell’ambiente e del paesaggio: no alle “navi da crociera”.

Pubblico con piacere questo intervento sulla mancata tutela o su tanti autentici oltraggi al paesaggio in terra di Langa del collega Luciano Scarzello, giornalista indipendente di Bra.

La stampa locale di Alba ha riportato la notizia dell’imminente abbattimento dell’edificio situato in frazione Rivalta di La Morra al cui piano terra  si trova uno degli ultimi bar-vendita di alimentari testimonianza di un passato neppure tanto remoto, quando erano l’unico punto di riferimento della vita sociale dei borghi di campagna.
Al suo posto sorgerà un locale nuovo in un edificio altrettanto nuovo, ma proprio questo episodio, che dimostra come spesso i luoghi della “memoria” quale questo bar è indubbiamente, vengano sacrificati  a vantaggio di una discutibile “modernità”, spiega bene perché occorra continuare a tenere bene gli occhi aperti su costruzioni poco compatibili con l’ambiente o il paesaggio.
C’è il precedente della nuova mega-sede della mega Cantina sociale di “Terre da Vino” a Barolo costruita ai piedi della collina e che anni fa scatenò le ire di quel grand’uomo che è stato Bartolo Mascarello, strenuo difensore di quella “memoria” storica delle Langhe di cui è stato uno dei personaggi più autorevoli e irripetibili. Osannato di più dalla stampa ufficiale quando lo scorso anno, purtroppo, morì, di quando era in vita…
La nuova cantina cui facevo cenno è sorta infatti proprio a due passi dalla zona dei “Cannubi”, dalla quale prende nome uno dei Barolo di maggior pregio, é divenuta secondo il piano regolatore, come si dice, zona industriale.

Ma si potrebbe anche parlare, per citare un caso abbastanza recente, l’edificio adagiato tra le colline di  Barolo e Monforte in località Boschetti, nuova sede del ristorante “La Locanda del Borgo Antico” dove, ad esempio, vetro e acciaio delimitano il lato verso Barolo a meno di due metri dai vigneti. Una struttura che però, come ci aveva spiegato il gestore, lo chef Massimo Camìa, elogiato da tutte le guide compreso il “Gambero Rosso” (e sulla qualità e originalità di alcuni suoi piatti mi tolgo, a onor del vero, tanto di cappello)  “piace tanto agli americani e agli stranieri in genere”,  i quali è risaputo – in molti casi – quanto capiscano di paesaggio…
Una nuova sede che da qualcuno ai vertici dell’Unione Comuni delle Langhe è stata definita una …“bella struttura”…

Per non dimenticare il caso dei platani abbattuti anni fa a La Morra o il nuovo Belvedere con i sentieri in cemento armato per scendere a basso o dove,  a suo tempo, si era pensato di costruire anche una piscina con campi da tennis. O il vecchio “Muscatel” di Cinzano di Santa Vittoria d’Alba il quale, salvate le apparenze, è diventato un mega-ristorante-birreria-pizzeria.
O, ancora, bruttissime casette e villette – nate da sbancamenti di colline anche in piccole località a frazioni – con intonaci altrettanto riprovevoli.
O la costruzione di altri hotel ha già preso il via o inizierà presto come, ad  esempio, nel comune di Serralunga d’Alba. Alla richiesta di vedere il progetto di uno di questi la risposta dell’architetto Roberto Della Rossa di Bra, è stata : “Non è possibile, i committenti non mi autorizzano a farlo”. Forse, anzi senza forse, gli Enti che operano sul territorio tra cui i comuni, comunità collinari o simili e lo stesso Ente Turismo dovrebbero  sorvegliare ed agire anche perché – in futuro – la “modernità” non prenda il sopravvento sul buon gusto.
Anche  “Italia Nostra” dovrebbe fare maggiormente la sua parte. In un territorio dove – si sa – il  “Gusto” ha avuto origine. Ma sono cose che già sono state dette in passato e non sempre con risultati soddisfacenti. Ma torneremo sull’argomento.

Luciano Scarzello

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