Odio l’estate: ecco perché questo blog non andrà in vacanza

Ricorderò a lungo questa estate 2006. Sicuramente per il caldo feroce (ancora più canaglia per chi, come me, vive proprio sotto il tetto di una casa non moderna e quindi non ben isolata) che ci opprime e ci attanaglia e ci toglie energie, lucidità, capacità reattiva e ci prende alla gola come una morsa, ma anche per un piccolo evento privato, che magari indurrà qualcuno di voi ad esclamare “ma chi se ne frega”, ma che per il sottoscritto ha avuto un peso non indifferente.

Per la prima volta dopo diversi anni a questa parte niente vacanze. Le avevamo programmate – e le agognavamo – dopo un anno molto impegnativo e stressante e sarebbero state delle vacanze svolta. Per quest’anno niente montagne e niente Alto Adige, la regione a me particolarmente cara dove dal 1982 ho trascorso sempre almeno una settimana, e via, nell’altrettanto amato Sud, alla volta della Campania e della Costiera Amalfitana.

Era già tutto pronto, disposto nei minimi particolari, dalla scelta del posto, un piccolo albergo con spiaggia privata in riva al mare (il nome, scusate, lo vorrei tenere buono per la prossima volta…), la visita all’azienda agricola degli Iaccarino a Punta Campanella, un pranzetto, con mia moglie, nel magnifico Don Alfonso di Sant’Agata dei due Golfi, riposo e mare, qualche puntatina a Paestum, Pozzuoli, nei Campi Flegrei, a Sorrento, magari, moglie permettendo, una visita a qualche produttore amico (tipo Grotta del Sole, Michele Farro, I vini della Sibilla), una visita all’amico, prima che collega, Luciano Pignataro a Napoli, al mio vecchio caro collaboratore a Wine Report Fabio Cimmino, il passaggio, di ritorno, dai Mustilli su nello splendore di Sant’Agata dei Goti, insomma, una delizia e un vero babà.

Invece, a confermare l’antico detto che “l’uomo propone” e Dio, oppure il Destino, il Fato, dispone, le due settimane in Costiera, con partenza il 24 luglio e ritorno l’8 agosto, rimarranno un sogno.

Un improvviso intervento chirurgico a mia madre, 76 anni, una protesi all’anca per una frattura al testa del femore, e le previsioni di un mesetto buono dall’epoca dell’intervento, la scorsa settimana, tra fase post operatoria e rieducazione (o riabilitazione motoria) ed eccomi, figlio unico, costretto a rinunciare alla partenza per essere vicino a mamma, per andarle a fare visita in ospedale, insomma, per fare il dovere di figlio, quello che qualsiasi figlio (mica si poteva salutare e partire, no ?) avrebbe naturalmente fatto. Anche se smoccolando (tra me e me) non poco…

E’ per questo motivo che anche in questa caldissima settimana di fine luglio e da qui a ferragosto (dopo, una volta dimessa mia madre, ho ancora una segreta speranziella di ritagliarci una settimana, anche solo per cambiare aria, per prendere un po’ di fresco, per staccare) questo blog, che diversamente sarebbe andato, anche lui, in vacanza, continuerà, rivolgendosi ad un nucleo ristretto di affezionati lettori e amici, la sua attività.

Sarà un modo, questo, tra una visita in ospedale e l’altra, tra piccole escursioni sulle montagne intorno a Bergamo, magari un salto in piscina, una serata, con del buon vino protagonista, con i cognati, per tenermi impegnato, per esorcizzare la “incazzatura” per l’intervento di mia madre e le vacanze andate a monte, per vincere quel senso di vuoto, che non provavo da tempo, che nasce quando ci si trova, con il caldo africano che imperversa, a passare fine luglio e la prima metà di agosto in città.
Pensando agli amici a godersi il fresco in montagna e rimpiangendo quella piccola spiaggia e quell’albergo ospitale, in Costiera Amalfitana, di cui spero di potere presto essere ospite (non in settembre, ho un calendario di impegni di lavoro da far paura…) e che sognerò spesso in queste serate…
Come cantava Bruno Martino "odio l’estate"…   

0 pensieri su “Odio l’estate: ecco perché questo blog non andrà in vacanza

  1. Caro Franco
    Ti faccio tanti auguri per la tua mamma.
    Lo so che non ti consola, ma neanche io vado in vacanza.
    Anzi sto lavorando come e più di prima.
    Sappi che ti seguirò per tutta l’estate così, almeno spero, ti sentirai meno solo.
    Buona Canicola pure a te quindi
    Ciao
    Falco

  2. Mi unisco agli auguri per la pronta guarigione di tua madre.
    Mal comune mezzo gaudio, nemmeno noi andiamo in vacanza, parola sconosciuta da qualche tempo ahimè.
    La neonata attività mi impone di restare aperto anche ad agosto, sai com’è, turisti o amici e così via.
    Vi faremo reciproca compagnia sotto il solleone allora.

    A presto

    Lorenzo – il piacere diVino

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