Un sito Internet simbolo della battaglia per il direct shipping di vino negli Stati Uniti

Per noi italiani ed europei amanti del vino, è normalissimo, magari al ritorno da un viaggio in Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Germania, dove si è scoperto uno straordinario vino di un produttore che non è distribuito in Italia, pensare, magari mettendo insieme un gruppo d’acquisto con un gruppo di amici, di acquistare un certo numero di bottiglie di quel vino direttamente dal produttore.

Libera circolazione degli uomini e delle merci, dunque, e libertà di approvvigionamento diretto, eppure in quegli Stati Uniti che per molti costituiscono il modello di riferimento economico e finanziario, questa cosa non accade, perché seppure l’epoca del Proibizionismo sia finita dal lontano 1933, ancora oggi, anno di grazia 2006 il cosiddetto “direct shipping”, ovverosia la possibilità per il consumatore di un determinato Stato dell’Unione di acquistare o spedire vini in un altro Stato, non è consentita se non in rari casi.
Incredibile, ma vero e l’industria vinicola statunitense, deve ancora oggi farsi carico di importanti battaglie d’opinione per cambiare, in tutti quegli Stati che il direct shipping non lo prevedono, o lo vietano, la legislazione competente.

Uno dei principali protagonisti di questa battaglia per assicurare ai consumatori il pieno diritto di avere direttamente accesso ai vini di qualità senza passare attraverso la potente struttura commerciale rappresentata dalla rete dei Wine and Spirits Wholesalers of America è il combattivo sito Internet denominato Free the grapes ! ovvero Liberate le uve, che rappresenta lo sforzo congiunto di oltre mille aziende vinicole americane che hanno sviluppato un codice di comportamento e misure strategiche che adottate collettivamente possano fare pressioni sui legislatori inducendoli ad andare incontro alle richieste di produttori e consumatori e ad adottare leggi e regolamenti che consentano la libera circolazione delle merci.

Free the grapes è suddiviso in varie sezioni e offre sia una vasta documentazione sulla materia, rivolgendosi ai wine lovers ovvero agli appassionati di vino, con una mappa che mostra le situazioni vigenti Stato per Stato (gli Stati dotati di reciprocità, ovvero della possibilità di ricevere e spedire vini; gli Stati dove le spedizioni dirette sono proibite; gli Stati dove le spedizioni sono soggette a limitazioni e dove vigono legislazioni particolari), e poi gli indirizzi per contattare e sensibilizzare i legislatori a cambiare le leggi dello Stato in materia di direct shipping.

C’è poi la sezione riservata alle aziende, con l’esemplificazione di protocolli già adottati da alcuni Stati che consentono il direct shipping, statistiche, informazioni su Enti e associazioni che possono essere di supporto, quindi la sezione relativa alla Stampa, che fornisce informazioni sulla tematiche e offre la possibilità di ricevere aggiornamenti via mail.
Quindi, molto importante, è la parte relativa alle hot news, ovvero notizie “calde” e aggiornamenti sulla situazione relativa al direct shipping, esemplificazione di leggi di singoli stati e sentenze.
Lo spazio Research é riservato allo storico, ovvero alle battaglie dell’associazione, alle conquiste ottenute, alle statistiche, alle più frequenti domande e risposte sul tema trattato.

Il sito, che è molto più ampio e articolato di quanto questa sommaria descrizione consenta, si chiude con una presentazione ed un link diretto ai loro siti Internet di alcune associazioni che collaborano attivamente e sostengono ognuna la “battaglia” di Free the Grapes: la Coalition for Free Trade (Lega per il libero commercio), la Family Winemakers of California, che rappresenta oltre 300 aziende a proprietà familiare in California, la Napa Valley Vintners Association (associazione di viticoltori di questa celebre zona californiana), Wine America, che rappresenta oltre 500 aziende di 48 Stati, la Speciality Wine Retailers Association, una rete commerciale a livello nazionale che intende favorire e collegare forme di commercio diretto di vino al consumatore finale e, naturalmente il California Wine Institute, la più importante realtà associativa del vino californiano, che sostiene la battaglia di Free the grapes.

0 pensieri su “Un sito Internet simbolo della battaglia per il direct shipping di vino negli Stati Uniti

  1. Bravo Franco! Hai fatto un ottimo lavoro di ricerca su un settore dal quale abbiamo molto da imparare. Qui, ne abbiamo avuto la prova anche a Nebbiolo Grapes (pur trattandosi di cosa diversa), sono davvero rari i fenomeni di aggregazione, di condivisione di un obiettivo, di senso della collettività per uno scopo comune.

  2. E’ incredibile pensare che questa cosa riesca a resistere, si spera per poco, nel paese delle libertà d’impresa e individuali. Saranno, credo, ancora i postumi del proibizionismo che ancora fanno danni dopo quasi un secolo. A dimostrazione che le politiche proibizionistiche (o protezionistiche) siano un danno per tutti.
    Ne ha parlato molto anche Tom Wark, sul blog Fermentation, accusando senza remore di corruzione i vertici di alcuni stati nazionali dove le lobbies dei distributori, che sono veri e propri giganti economici negli USA (Southern Wines & Spirits in testa, con oltre un miliardo di dollari di fatturato in alcuni stati chiave, come la Florida e New York).
    Lobbies che cercano di resistere disperatamente a privilegi e rendite di posizione desuete, spesso accampando scuse per il mantenimento dello status quo lagate alla tutela del consumatore (per il vino si è usata la storiella della tutela ai minori).

    Non vi dice niente questa storia, proprio di questi periodi? Auguri Bersani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *