Alto Adige Pinot bianco Vorberg 2003 Cantina Produttori Terlano

Strane cose succedono da qualche tempo in Alto Adige, ad esempio che nonostante abbondino le varieta’ di uve, che sono tante, ben 16, tra autoctone e alloctone, l’idea di questa bellissima terra come patria di buoni Pinot nero (Blauburgunder), Pinot bianco (Weissburgunder), Pinot grigio (Ruländer), ottimi Gewürztraminer e Riesling, di piacevolissime beverine Schiava (Vernatsch) e di sopravvalutati Lagrein dunkel, rischia di cadere nel dimenticatoio.
Questo perché oggi vanno più di moda, a tal punto che il loro impianto e’ stato autorizzato dalle autorità competenti, varietà di uve che con la storia viticola della provincia di Bolzano non hanno nulla a che fare, ad esempio come il Tempranillo spagnolo e oggi il Petit Manseng del Sud Ovest della Francia e chissà quante altre ancora, in nome delle sperimentazioni e della modernità, verranno introdotte.
Per me l’Alto Adige continua invece ad essere una splendida terra di bianchi, soprattutto se espressi da terroir d’elezione come quelli di Terlano, una diecina di chilometri da Bolzano in direzione Merano, dove ha sede la più antica e per me la migliore Cantina sociale altoatesina, la Cantina Produttori di Terlano.

Una cantina che ha gran parte dei proprio vigneti su terreni porfirici rossastri, rocce vulcaniche con grossa presenza di minerali, chiamati in geologia porfidi quarziferi. Questo alto contenuto di minerali da’ ai vini una speciale sapidità e assicura una lunga durata nel tempo.

Molti i grandi vini bianchi prodotti in questa cantina, dove oggi, dopo una conduzione durata oltre 40 anni affidata al mitico kellermeister Sebastian Stocker, opera come enologo Rudi Kofler, ad esempio i due Terlano Sauvignon Winkl e Quarz, lo Chardonnay Kreuth, ma il vino simbolo della Cantina é il Pinot bianco riserva Vorberg che viene prodotto da uve provenienti da vigneti posti dai 500 sino ai 900 metri di altezza, sottoposte a fermentazione a temperatura controllata in grandi botti di rovere, con una maturazione su lieviti fini per 12 mesi.

Provate il Vorberg 2003, con il suo colore paglierino traslucido brillante ricco di riflessi, il suo bouquet finissimo e petroso che richiama la salvia, i fiori bianchi, la mela, gli agrumi, in una cornice di strepitosa eleganza, finezza, ricchezza di carattere e fatevi conquistare, come me, dal gusto profondo e incisivo, di assoluta precisione e pulizia, sapido, fresco, vivo, scattante, pieno di nerbo, perfettamente secco e asciutto, eppure caldo e largo, di grande stoffa, dalla persistenza e dalla beva straordinaria. Ecco l’Alto Adige del vino che mi piace !

Cantina Produttori Terlano
Via Silberleiten 7 39018 Terlano
Tel. 0471 257135 fax 0471 256224
prezzo di vendita in enoteca 10 euro
e-mail sito Internet

0 pensieri su “Alto Adige Pinot bianco Vorberg 2003 Cantina Produttori Terlano

  1. Caro Franco.la mia cantina strabocca di vini altoatesini, e Terlano rimane la prima in quanto a quantita’.Non solo Vorberg,ma anche Quarz,Lunare,Porphir,Terlarer e via discorrendo.
    E poi Nussbaumer,gli ultimi rimasugli di S.Michele Appiano (fase di stanca),Dipoli,etc etc
    Ma poi soprattutto Valle Isarco.Da Garlider a Pacher,(l’inarrivabile riesling 2005 giace nella mia cantina) a Obermaierohf a Kuenhof(l’inarrivabile riesling 2005 giace nella mia cantina).
    Se poi qualcuno vuole sperimentarecol Petit Manseng o il tempranillo….facciano pure…rimarro’ fedele ai sopracitati!
    Sino alla Val Venosta, Falkenstein e CastelJuval.
    e

  2. Concordo anch’io sul giudizio su Terlano, peccato che il Vorberg sia difficile da trovare. Per quanto riguarda S.Michele Appiano ho trovato ottima l’annata 2005 rispetto alla 2004 in motli vini specie nel Sauvignon St Valenctin (meno concentrazione e più eleganza).
    Sulle sperimentazioni (tempranillo…) NO COMMENT

  3. Ho la fortuna di andare abbastanza spesso a Bressanone per lavoro (e quindi con grande piacere faccio visita alle cantine del posto). Nonostante ciò, riuscire a venire in possesso di alcuni nomi della Valle dell’Isarco, come il Riesling “Kaiton” di Peter Pliger, il Kerner Praepositus dell’Abbazia di Novacella, tanto per dirne un paio, è come vincere alla lotteria. Non capisco neppure io queste sperimentazioni, le produzioni che hanno sono tali per qualità e quantità da potersi permettere di non seguire le mode ed avere gli scaffali vuoti ben prima dell’uscita del vino nuovo. Tempranillo? Mah! Se però svierà i modaioli e contribuirà a farmi trovare più facilmente gli autoctoni…

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