Feudi di San Gregorio, cosa succede ?

Rumors e indiscrezioni in arrivo dall’Irpinia e precisamente dalla località di Sorbo Serpico, stanno agitando il mondo del vino. Cosa sta succedendo alla Feudi di San Gregorio?

La notizia, accertata e verificata, è che l’8 agosto si è riunito il Consiglio d’Amministrazione della società proprietaria della nota azienda vinicola, decretando la sostituzione di Mirella Capaldo con Marco Gallone, professore di diritto societario, ex presidente del Collegio sindacale e persona di fiducia del banchiere e azionista di riferimento Pellegrino Capaldo, fratello di Mirella.

Al momento il deus ex machina dell’azienda, il personaggio che in questi anni ha saputo tessere una fitta rete di contatti con il mondo editoriale e giornalistico legato al vino, Enzo Ercolino, è ancora presidente della società, anche se pare che tutti i poteri effettivi spettino in effetti all’amministratore.

Questa la nuda cronaca dei fatti, ma resta ancora da capire se la sostituzione della moglie di Ercolino preluda o meno ad un ridimensionamento della singolare figura di manager e uomo di pubbliche relazioni che indubbiamente, con grande abilità, ha portato l’azienda vinicola irpina nel Gotha dorato delle aziende maggiormente coccolate dalle varie guide e care a quella parte della stampa particolarmente sensibile alle sinergie e ai rapporti di amicizia con le realtà produttive più potenti e abituate a fare grossi investimenti pubblicitari.

Miei riscontri, avuti con persone informate e assolutamente degne di fiducia, dicono che quest’anno Feudi non sta mostrando il consueto attivismo sul mercato delle uve campane e che sta concludendo un minor numero di contratti per l’acquisto di uve rispetto al recente passato.

Si può ragionevolmente attribuire questo atteggiamento ad una disponibilità di scorte in cantina più ampia che negli anni di maggior fulgore, soprattutto mediatico, dell’azienda produttrice del celeberrimo Merlot Patrimo, che nei suoi primi anni di storia venne prodotto e commercializzato anche quando il Merlot non risultava tra le varietà raccomandate e autorizzate in provincia di Avellino. Oppure è altrettanto ragionevole pensare che in questo momento cruciale chi regge le redini di Feudi voglia capire bene come stanno le cose ed essere più prudente quanto a spese ed investimenti vari e magari puntare ancora di più, in una logica di diversificazione, sulla produzione di vini provenienti dai vigneti di proprietà in Puglia.

Vedremo dunque se l’era Ercolino volge al termine, o se si tratti invece di una fase interlocutoria di configurazione dell’assetto aziendale che conduca ad una nuova definizione di compiti, responsabilità e margini di manovra dell’uomo che sinora ha condotto e deciso le strategie dell’azienda di Sorbo Serpico.

p.s. oggi, anche il solitamente ben informato sito Internet Wine news conferma la notizia…

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