La nostra civiltà è davvero destinata a morire ?

La nostra civiltà, la cultura italiana e occidentale, è davvero destinata a morire, come sostiene, in questa lucida analisi, l’antropologa Ida Magli su Il Giornale di oggi ?
Io temo che abbia profondamente ragione, voi cosa ne pensate ?
p.s. segnalo un’interessante risposta alla Magli del professor Carlo Pelanda

 

0 pensieri su “La nostra civiltà è davvero destinata a morire ?

  1. Ida Magli ha ragione, ma forse siamo ancora in tempo per cambiare qualcosa. Se la smettiamo con il politically correct e cominciamo a dimostrare di avere dignità e palle, probabilmente la situazione cambierebbe. Mi ricordo un intervento di Magdi Allam sul Corriere in cui si rifletteva sul fatto che la Scandinavia, non accettando minacce riguardo alla storia delle vignette, ha ottenuto le scuse dei governi islamici. Al contrario l’Italia, con le dimissioni di un ministro ha rimediato attacchi alle ambasciate e pure le pretese di un redivivo Gheddafi… ma no, anche adesso che il “modello d’integrazione” britannico è fallito, guai a credere che la cultura islamica non sia in grado di condividere un pianeta col resto del mondo, pare brutto, anche quando un padre ammazza senza pentimento la figlia…

  2. Massimo, mi fa molto piacere il tuo intervento che dimostra come anche nei nostri blog dove si discorre di cose apparentemente “leggere” come il cibo ed il vino, si possano trattare temi più importanti, che ci toccano da vicino e riguardano il nostro presente e futuro…

  3. Fatico ad essere d’accordo. Non credo che il problema siano le religioni ma chi le professa. Gli uomini, è evidente ogni giorno, di fronte ad un veto religioso sono capaci di ridursi a una vita miseranda, e questo non accade certo solo con l’islam.
    Io non sono credente, forse proprio perché ho visto cosa le religioni hanno portanto nella storia.
    Parlare di popolo italiano, quando questo è, oggi più che mai, diversificato ma anche disorientato di fronte a governi di cui ci si può solo vergognare (non ha più senso da tempo parlare di destre e di sinistre, sebbene piaccia e faccia comodo a molti, ma qui non si tratta di spirito calcistico) mi risulta alquanto difficile.
    Che debba esserci una vittoria mondiale di calcio per farci sentire ancora italiani è davvero triste, ma è la realtà e non certo per colpa dell’islam.
    Ogni popolo ha il governo che si merita e viceversa.
    Finché non prendiamo coscienza che, come per il mondo del vino, dobbiamo uscire dai meccanismi opportunistici e individualistici, finché non ridiamo un senso concreto a parole come democrazia e libertà, finora paventate e poi ridicolizzate, sarà davvero difficile programmare un futuro migliore e dare un segnale più saggio ad altri popoli meno saggi.

  4. Non sono molto d’accordo con quanto affermato da Ida Magli nel suo articolo. Mi pare ricco di imprecisioni storiche e falsato da una visione un poco unidirezionale della questione. Non si deve andare indietro di migliaia di anni per trovare situazioni analoghe di trattamento della donna (in nero, chiusa in casa, dedita esclusivamente alle faccende domestiche, ad accudire figli e marito…) basta qualche decennio e forse solo spostarsi dalle nostre italiane città, alle periferie. I paesi che oggi hanno sposato la fede islamica sono spesso i più poveri, è vero, ma era vero questo ai tempi in cui gli arabi avevano inventato i numeri, fatto le più importanti scoperte nel campo della matematica, della fisica, dell’astronomia…? Credo che tutte le fedi abbiano diritto di cittadinanza laddove c’è un bisogno di risposte su ciò che trascende la razionalità. In occidente, se oggi la religione si adegua a questi bisogni (sempre più affievoliti) fa proseliti (new age, nuove forme di protestantesimo), se non si adegua perde clienti come sta accadendo al cattolicesimo. Nei paesi poveri il marketing dell’islam offre migliori risultati perché dà, oggi, le risposte che il cattolicesimo dava all’uomo del medioevo. E allora il fanatismo dilaga e con questo le conseguenze che si porta, terrorismo incluso. Ma chi sono le guide del terrorismo? Un’elite, gente senza scrupoli, signori della guerra che guadagnano milioni di dollari-euro col traffico di armi, la droga e speculando in borsa, …come è sempre stato.
    Penso che la chiusura sia una risposta miope, così come lo sarebbe una completa apertura, senza rispetto della nostra identità. Ma prima di parlare di identità (nazionale, italiana) sarebbe il caso di averne una che sia rispettosa della legge, della cosa pubblica, del nostro patrimonio artistico, delle nostre spiagge, delle nostra aiuole; su questo secondo me bisogna lavorare molto. Qualcuno ha mai visto un’aiuola fiorita che duri più di un giorno in una città italiana di medie dimensioni? Vi siete mai chiesti perché? Secondo me si deve iniziare dalle aiuole, ma ci vuole tempo, tanto tempo, e i nostri politici, sia di destra che di sinistra, sono troppo preoccupati all’oggi per fare qualche azione che darà un risultato solo tra molti anni.

  5. Non concordo con l’articolo di Ida Magli ed evito pure di di commentarlo. Ma con Davide Scaramuzza concordo. Si fa presto a dire “piove, governo ladro!” ma si fa ancora più presto a spargere mondezza sulle spiaggie (come le bucce d’anguria gettate dietro le spalle) e si fa ancora più presto a calcare il piede sull’acceleratore parecchio oltre i limiti consentiti, oppure ad abbandonare i cani, a imbrattare o mutilare i monumenti, questo e tante altre scorrettezze più grandi o più piccole da parte di noi cittadini. Ma non è che da parte dello Stato e delle istituzioni preposte ci sia una maggiore attenzione, per esempio si fa presto a non dar seguito alle denunce di violenze subite in casa (forse si poteva salvare la vita alla giovane pakistana), si fa presto ad emanare “ogni” tantum condoni, indulti, amnistie invece di celebrare i processi in tempi almeno accettabili e altre assurdità (Franco ricorderà certamente la persecuzione di quel giornalista che abbiamo difeso su Winereport).
    Ma questa civiltà non scomparirà, anzi è in pieno fermento, basti notare l’aumento delle organizzazioni di volontariato, di sostegno alla protezione civile, di impegno sociale.

  6. Onestamente l’articolo mi pare un po’ forte, ma ben venga, se serve a manifestare un’opinione. Non ne condivido assolutamente i contenuti, però.

    Storicamente situazioni simili sono state vissute molte volte, in Italia e nel resto del mondo e non si sono superate con la chiusura.

    Vorrei anche ricordare che l’Islam è una religione, non una civiltà. Una religione non uccide una civiltà, se la civiltà non vuole. Da che mondo e mondo, sono le civiltà a cambiare e sposare una religione piuttosto che un’altra.
    Persino il Cristianesimo s’è affermato perché la civiltà in quel momento aveva bisogno di esso (e viceversa).

    Mi aggrego al pensiero esternato da alcuni di voi. Chi gira per il mondo, si sarà accorto che nel resto del pianeta forse difettano cose come la nostra cucina, la nostra simpatia (forse), il nostro design (ancora per poco), la nostra capacità di arrangiamento (anche quella è in calando), i nostri monumenti e la nostra archeologia (ma anche Egitto, Grecia, Messico, tanto per citarne alcuni, non scherzano) ed in infine la nostra storia antica (beh, chissà com’è potuto succedere, forse un caso, che Enea sia passato dalle nostre parti).
    Quello che invece non manca, in tutto il pianeta, è il senso civico. Quello manca a noi. Me per primo 🙂

  7. Caro Ziliani,

    poiche’ come tu ben sai sono un travisatore della realta’, sollecitato da quanto esposto sulla Risposta n 16 al “Successo del Tavernello……..), sii cosi’ gentile di permettermi di travisare e trasformare anche l’articolo di Ida Magli ed il tuo commento, ovviamente tirando in ballo la politica. Scusami per essere saltato di palo in frasca esponendo solo alcuni fatti ma il tempo era veramente poco.
    Grazie ancora
    ____________________________________________
    La nostra civilta’ e’ destinata a sparire perche’ noi ci vergogniamo di essa e soprattutto ci vergogniamo del fatto che ha avuto la propria culla nel cristianesimo. Il consiglio d’Europa rifiuta d’inserire nella costituzione europea un riferimento alle radici cristiane in nome di un malinteso laicismo.
    Facciamo ridicole manifestazioni per salvare i caprioli piemontesi in soprannumero : Agazio Loiero presidente della regione Calabria( terra felice senza alcun problema di delinquenza,d’occupazione, di strutture, dotata di una sanita’ perfetta) si offre d’accogliere i caprioli destinati alla soppressione. L’etologo Danilo Mainardi (vedi Sole 24 Ore di Domenica 20 Agosto Pagina 39)dice che e’ un errore sia uccidere che deportare e propone l’introduzione dei lupi onde eliminare i caprioli.
    Non si possono uccidere i caprioli ma si permette lo sgozzamento di migliaia d’ovini da parte dei musulmani durante la festa del sacrificio. Il contadino bergamasco che uccide il maiale in casa ovviamente deve effettuare denuncia in comune,
    ricevere la visita del veterinario e compilare tonnellate di carta.
    Bisogna rispettare la cultura islamica e nessuno per codardia e per piaggeria s’e’ mai sognato d’elevare ad un musulmano una minima ammenda per maltrattamento degli animali.

    Qualcuno ha proposto l’Ambrogino d’Oro per Oriana Fallaci :
    la CGIL per prima, nella persona di Troilo e’ insorta : non si premia una fomentatrice di odio. Siamo ancora in attesa di dichiarazioni da parte di detta organizzazione relativamente
    all’uccisione del volontario italiano che in Palestina esercitava la propria opera in un campo di lavoro sponsorizzato dall’organizzazione sindacale stessa . Frammartino e’ stato ucciso semplicemente perche’ occidentale ed i suoi assassini se sono grandemente fregati del fatto che fosse un uomo di sinistra e come tale di dialogo.
    Si spera solo che ,posto che l’assassino e’ stato arrestato non compaia un’articolo sull’Espresso dove s’indichino come mandanti i Servizi Segreti, ovviamente deviati, unitamente a Bossi,Calderoli e Borghezio.
    Il clero, che nel Medio Evo era la “Storia” e poi e’ diventato, sotto la spinta di forze avverse l’antagonista della storia, ora non e’ altro che servo della storia.
    Quanto alle anime belle dell’integrazione continuando su questa strada in luogo dei Pacs e dell’omosessualita’ (esaminare la legislazione a riguardo dei paesi islamici) e dell’eterosessualita’ libera si troveranno a subire l’infibulazione e a vestire alla moda talebana (basta girare per Milano) con buona pace dei dialogatori che hanno ormai dimenticato che lo scrittore Salman Rushdie vive praticamente recluso per sfuggire alla Fatwa che pende sul suo capo per avere offeso il profeta e che gli osanna lanciati per il ritorno in patria dell’ayatollah Khomeini, che sostituiva lo Scia’, servo dell’Occidente, si sono poi trasformati in lamenti .

    Dopo un periodo di repressione strisciante, il regime khomeinista ha sferrato l’attacco contro il movimento di sinistra dei Mujaheddin del popolo il 20 giugno 1981, facendo aprire il fuoco contro una imponente manifestazione popolare a Teheran; Da quel momento la repressione non ha piu’ avuto termine.
    Ovviamente poiche’ l’ordine non era stato dato dallo Scia’ zitti tutti.
    Questi sono fatti ma una consistente parte di noi unitamente ad un clero vigliacco ha sposato il teorema del coccodrillo :
    nutrirlo nel migliore dei modi e vivere con la speranza di essere divorati per ultimi.

    Leo Longanesi diceva che il motto da stampare sulla bandiera italiana dovesse essere : “Tengo Famiglia”.
    Ritengo molto piu’ adatta la frase del filosofo marxista
    Ernst Bloch: “Se la teoria non concorda con i fatti, tanto peggio per i fatti”

  8. Caro amico, sono assolutamente d’accordo con te: l’Occidente ha davvero “sposato il teorema del coccodrillo” nei confronti dei propri nemici:”nutrirlo nel migliore dei modi e vivere con la speranza di essere divorati per ultimi”…

  9. Per Cantabruna: in questo caso, visto che l’articolo di Ida Magli ne fa esplicito riferimento, il suo intervento di carattere politico è assolutamente appropriato. In alcune cose concordo pure. Come concordo con altri che hanno affermato, in sintesi, che una grossa mano alla fine della nostra civilità la stiamo dando noi stessi a quelli che, per religione o per per interessi o altro, la voglionio distruggere. E molti politici ne sono la diretta espressione. Mi scuso se per caso l’ho offesa per l’intervento sul Tavernello (che però era rivolto anche ad altri 10 commnentatori).
    cordiali saluti.
    Roberto

  10. Caro Roberto,
    lungi da me offendermi per quanto ha scritto.
    Pur essendo politica piccola e ridicola rispetto a quella esposta nell’articolo d’ Ida Magli, contrariamente a quanto Lei pensa , ritengo l’oggetto “Tavernello” politico.
    Restando solo nell’ambito pubblicitario, per la parte tecnica vedi pure la risposta di DIDI, cui faccio i miei complimenti
    per la sua preparazione e per la sua capacita’ d’esposizione,resto dell’idea che solo il timore di scontentare una certa
    parte politica e la potente organizzazione economica collaterale abbia frenato le unioni dei consumatori ed il giuri’ della pubblicita’ ad intervenire.
    Ovviamente se l’Agenzia Testa sta al giuri’ della pubblicita’ come l’accoppiata Moggi Giraudo sta alla Juventus mi ritiro in buon ordine non senza chiedermi pero’ dove stia la tanto declamata deontologia delle cooperative : cosa avrebbero di diverso dalle multinazionali dei cosmetici che promettono l’eterna giovinezza con creme varie?
    Nulla, il loro messaggio e’ falso allo stesso modo.

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