La solita pazza Inter vince la SuperCoppa dopo aver rischiato il cappotto

Facendoci imbufalire com’è sua insana consuetudine, mettendo a dura prova le nostre coronarie e le suppellettili che ci stanno attorno quando assistiamo ad una sua partita in televisione, la Beneamata, alias la pazza Inter, ieri sera si è aggiudicata la SuperCoppa italiana dopo una partita rocambolesca e dopo essersi trovata sotto di tre gol contro la Roma, al San Siro-Meazza, dopo mezz’ora.

Le consuete mattane difensive, Toldo che va a farfalle, il capitano Zanetti generoso come sempre ma non proprio una sicurezza in difesa, un gioco inizialmente lento, macchinoso, complicato senza sbocchi, l’impressione di giocatori imballati e senza idee, il consueto ricordo di quel che fu Adriano, oggi ridotto ad un suo fantasmatico ectoplasma, davanti ed eccoci, all’inizio di una stagione che ci “condanna” a vincere tutto il possibile, davanti al consueto copione. Gli sfottò, giustissimi, di milanisti e juventini (che intanto se ne staranno belli tranquilli per un anno in B), la consueta voglia di mandarli tutti a quel paese e di mettersi a tifare, che ne so, Chievo oppure Ascoli.

Invece, anche per il progressivo sgonfiarsi della Roma, dopo 30 minuti da standing ovation, e nonostante la presenza in panchina di quella parodia di allenatore, fighetto e snob, che corrisponde al nome di Roberto Mancini, nativo di Jesi (lo sapete cosa dicono nelle Marche di uno nato a Jesi ? cot t’zi de jesi? Ovvero, cosa sei di Jesi? Come a dire che non capisci proprio niente…), grazie al progressivo emergere di una serie di uomini, prima che bravi giocatori, che hanno orgoglio, dignità e attributi, Luis Figo su tutti, e poi Stankovic, Cambiasso, Samuel, Materazzi (ieri meno gladiatorio del solito) all’ingresso di un voglioso Crespo al posto del brasiliano triste (poverino, che saudade con tutti quei miliardi che guadagna…), del sorprendente Maicon e alla crescita di Vieira (che sarà anche un ex juventino, ma ha classe e sostanza da vendere), l’incredibile rimonta, ed il 4 a 3 finale.

Ci sarà sicuramente tempo quest’anno per incavolarci di nuovo, per maledire/benedire il destino che ci ha fatto nascere interisti, per mandare a quel paese Ibrahimovic, corredo tecnico non indifferente ma irritante tanto é innamorato di se stesso, e per esaltarci per vittorie così, che fanno paura, tale è la fottuta sofferenza che provocano, ma che alla fine ti fanno godere da matti.

Penso che una vittoria così, e poi lo scudetto a tavolino (con il Milan penalizzato e la Juve in B), ed il sarcasmo amaro dei tanti che non ci amano o che ci preferiscono eternamente destinati alla sconfitta, avrebbe fatto un enorme piacere al nostro indimenticabile, carissimo Peppino Prisco, che avrebbe trovato modo, con quel suo inimitabile fare simpaticamente sarcastico, con quella sua sublime, leggiadra arte dello sfottò, di celebrare una vittoria arrivata dopo tanta sofferenza.

Di una vittoria così sarebbe stato orgoglioso anche un allenatore, anzi un galantuomo, innanzitutto, Hector Cuper, che proprio ieri, in una bellissima intervista concessa a Roberto De Ponti sul Corriere della Sera, ha dichiarato “Io sarò sempre un uomo dell’Inter. Non lo dico per piaggeria, ma perché è così che mi sento. Ho allenato tante squadre, ma l’Inter mi è rimasta dentro”.

E tu, caro “hombre vertical” dalla schiena diritta e dalla grande dignità, piccolo uomo serio della razza degli Osvaldo Bagnoli, dei Gigi Simoni, sei sempre nei cuori degli interisti veri, che non hanno dimenticato il tuo stile da antico hidalgo, da malinconico caballero, e sarebbero felici di rivederti alla guida di questa Inter, finalmente piena di uomini veri, di gente con la testa sulle spalle, dove siede, chissà perché, un sopravvalutato, però abile nel presentarsi sempre elegantino e laccato, per il quale mettere bene la squadra in campo (come ha detto bene Pizarro nel lasciare l’Inter per la Roma…) continua ad essere un insondabile mistero…
Forza Inter, sempre e comunque !

0 pensieri su “La solita pazza Inter vince la SuperCoppa dopo aver rischiato il cappotto

  1. Caro Franco,
    come già sai, l’unica cosa che mi ha infastidito ieri sera è stato lo scudetto cucito sulle nostre maglie; io lo avrei resituito gentilmente al mittente, per dare un esempio di signorilità, una cosa che nel calcio italiano dovrebbe tornare di moda dopo le scempiaggini degli ultimi tempi. Ma tornando al calcio giocato, devo dirti che, anche da interista, mi sono davvero piaciuti i tre gol della Roma, fatti davvero bene, a riprova che la Roma di Spalletti e di Totti merita veramente gli applausi per il gioco che esprime. Non ero preoccupato: c’era tutto il tempo, per una squadra di carattere e con i campioni che ha, di ribaltare il risultato. Se l’Inter fosse rimasta la stessa degli ultimi dieci anni, avrebbe vinto la Roma e meritatamente. Invece i nostri si sono riscattati, hanno rimontato bene, pareggiato e vinto senza errori o favoreggiamenti arbitrali (come la regola del vantaggio non applicata a Crespo che poteva segnare un altro gol). Ma la Roma di ieri sera non meritava certo due gol di scarto. Mi fa piacere che l’Inter abbia ritrovato il carattere ed una vittoria anche di misura (visto il bell’avversario, ancora complimenti sinceri a questa Roma escluso l’espulso) senza polemiche.
    Una cosa però non mi piace ancora. Troppi ammoniti in campo, da entrambe le parti, e per colpa dei giocatori e non dell’arbitraggio. Troppi falli da tergo, volontari, rompigambe, rompipiedi, da furbi, io quei falli lì li avrei puniti con l’espulsione, da entrambe le parti e se fossi Facchetti punirei salatamente i nostri che li hanno fatti. Se vogliamo che il calcio rinasca pulito, senza partite combinate o pilotate, approfittiamo dell’occasione e ripuliamolo anche dalle scarpate che rompono le gambe agli avversari. A me, interista, vedere Totti uscire perchè ormai preso di mira in modo cattivo, ha dato fastidio. Preferisco vincere con tutti i campioni avversari in campo e non in infermeria.
    Insomma, diamo ai nuovi arbitri anche dei giocatori che la smettano di fare polemiche plateali e mandarli affanculo, ma che siano giocatori e non killer. Il gioco è maschio, è vero, ma troppi campioni sono stati rovinati nel passato da falli premeditati, volontari, cattivi. L’Inter dovrebbe anche qui dare il buon esempio. Vorrei prima conquistare lo scudetto della correttezza in campo, insomma, che mi sembra un traguardo necessario, almeno per giustificare con argomenti più solidi quello che ci è stato assegnato d’ufficio. Se diventassimo la squadra più forte ma anche la più corretta, allora sì che torneremo grandi sul serio.

  2. al contrario di voi, io oggi segno sull’agenda la prima sconfitta cocente e l’ennesima disfatta sul campo nerazzurro.
    Per la Roma il Meazza è, e continua ad essere un tabù inespugnabile grrrrrr
    Per la rimonta dell’inter, che dire se non meritata.
    il fatto è che Mancini ( per il quale non nutro tanta simpatia sin dai tempi delle alzate di testa della Samp ) dispone di una panchina con rincalzi pari ai titolari; vedi lo scambio tra campo e panchina Adriano – Crespo, la Roma invece ha fatto uscire Totti per far entrare MIDO, che ricordiamo tutti come l’acquisto frettoloso della società in un caldo mercato estivo povero di NOMI di rito, arrivato alla capitale come promessa per poi essere spedito a mo di paccotto verso altre squadre estere.
    Putroppo il nostro calcio è sempre più il calcio dei milioni di euro, cosa che Moratti interpreta alla grande, avendo fatto spesa a mani basse presso la Juve e mezza europa.
    Ma tant’è, se ha le possibilità giustissimo farle valere.
    Concordo con la maggiore rigidezza da imporre ai controlli arbitrali per avere un calcio sportivo e non da macellari.
    Vediamo come sarà il campionato che arriva; voi leggittimati a sperare in un grande slam tra scudetto, Coppa Italia e magari anche Champions dato che il Milan parte con grande handicap e la Juve veleggia nel campionato Cadetto.
    Io, da tifoso giallorosso, mi preparo ad una stagione da comprimario correndo su tutti i palloni e sudando fino al 95′ di ogni incontro col desiderio di riuscire a vincere un incontro anche a Milano 😀
    uno sportivo abbraccio!!!
    Lorenzo

  3. Oddio….Mamma…l’altra sera mi sembrava di rivedere un film gia’ visto……quelli entravano in area quando volevano.Ci hanno umiliato come qualche mese fa.E per fortuna che non hanno punte davanti.Ho ancora in mente Montella.Alla faccia di chi è convinto che abbiamo una grande difesa…….

  4. Ci si chiede se abbia vinto la Supercoppa in qualità di “campione d’italia” o di vincitrice della coppa italia..
    nel primo caso andrebbe revocato il trofeo per manifesta ridicolaggine, nel secondo idem per assenza dell’avversario Campione d’Italia..

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