Le Buone Case della Lombardia: guida ai ristoranti lombardi a gestione familiare

Le varie guide gastronomiche (per quanto credito si possa dare a queste pubblicazioni che vanno comunque prese con beneficio d’inventario e non come degli Evangeli) lo dicono chiaramente ogni anno: una larga parte della migliore ristorazione italiana, quella che assicura una particolare qualità non solo dei piatti, ma del servizio, dell’ambiente, di tutto quello, insomma, che rende una sosta in un ristorante di valore una piacevole esperienza, ha sede in Lombardia.

Particolarmente interessante é però notare che elemento fondamentale del successo di locali lombardi che si fregiano meritatamente di stelle, forchette e simbologia varia é la presenza, al timone di questo o quel ristorante, di una famiglia che assicurando una continuità non solo gestionale ma soprattutto di stile “porta in tavola la sua storia e la sua vocazione, interpretata in maniera assolutamente libera, senza vincolo alcuno se non quello dell’impegno, della dedizione, della costanza”.

Intelligente scelta, pertanto, quella della casa editrice genovese De Ferrari & Devega, specializzata in pubblicazioni di carattere enogastronomico, di tentare di ricostruire un affresco della migliore ristorazione lombarda scegliendo come discrimine che questi locali presentassero una conduzione familiare da più generazioni, e altrettanto intelligente la scelta di affidare il lavoro di selezione dei locali ed il compito di presentarceli dedicando ad ognuno una scheda dettagliata e ben raccontata, ad un giornalista esperto come Elio Ghisalberti, da anni collaboratore di guide e riviste del settore.   


Il risultato é un bel libro, Le Buone Case della Lombardia (275 pagg. 9,90 euro), che disposti per provincia, da Bergamo a Varese, in ordine alfabetico della località che li ospitano, ci propone qualcosa come ben 217 locali, tutti provati, di ognuno dei quali oltre a tutte le notizie fondamentali (indirizzo, giorno di chiusura, ferie, telefono, costo medio di un pranzo vini esclusi) ci viene detto come arrivarci, quale sia la sua storia e quali i suoi protagonisti, e suggerito quali siano i piatti più importanti e quello simbolo.
Non mancano poi indicazioni sulla qualità della proposta della cantina e, visto che di una guida si tratta, attraverso alcuni simboli e un giudizio (che varia da giusto ad emozionante a memorabile) sul livello complessivo dell’esperienza gastronomica.  

Una guida ben fatta, completata anche da una selezione (a mio avviso non sempre impeccabile nella scelta) di 34 aziende vinicole lombarde suddivise per provincia, un viaggio attento, partecipato, competente, attraverso ristoranti da 100 euro a cranio, ma anche tra osterie e trattorie dove vi troverete benissimo, gustando una cucina meno elaborata, spendendo dai 30 ai 40 euro.

Le Buone Case della Lombardia
De Ferrari editore Genova
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