Quinta Clarisa 2005: rosati di Spagna parte prima

Sorprendente, magnifico e persino un po’ utopico, se vogliamo, l’universo dei blog ! Sarà anche vero (ma solo in parte) quello che afferma il giornalista (e blogger) Paolo Marchi, ovvero che nella frequentatissima blogosfera occorre fare attenzione allo “shampismo da blog e rete internet” e che se non si sta attenti “si inciampa facilmente in dilettanti allo sbaraglio”, ma per quanto velleitarismo e pressappochismo (spesso dettato da un eccessivo entusiasmo che non riesce a far compiere il necessario salto di qualità al dilettantismo di base) possa esistere nell’universo blog, in base alla mia esperienza maturata solo a partire dall’ottobre 2005, posso affermare che si possono anche fare incontri stupendi.

E’ questo il caso di Terence Hughes (Terry, alias Mondosapore) colonna della Wine Blog Association in terra statunitense o di personaggi come Michele Marziani, Massimo Bernardi (ex Peperosso: do you remember ?), Susanna Crociani, Roberto Giuliani, Fiorenzo Sartore, SigridCavoletto di Bruxelles, SandraUn tocco di zenzero e tanti altri con i quali sono venuto in contatto, via Internet e via blog in questi mesi e che hanno arricchito la mia esperienza umana ed il mio bagaglio culturale.

Ma è anche il caso dello spagnolo, pardon, del catalano Joan Gomez Pallarès con il cui bellissimo blog De vinis cibisque sono entrato in contatto solo poco più di un mese fa. Cattedratico di Filologia Latina presso l’Università Autonoma di Barcelona, Joan è un buon conoscitore e appassionato di vini italiani, oltre che di quei bianchi spagnoli della Galizia che io tanto amo. Scambiandoci mail un giorno abbiamo scoperto di avere qualcosa in comune, la predilezione per i viños rosados, che in Spagna, molto più di quanto accada in Italia, sono considerati vini a parte intera e non vinelli, come ancora accade troppo spesso chez nous.

Discorrendo di rosati, cosa mi ha proposto un giorno Joan ? Nientemeno che di procedere ad una degustazione incrociata, ovvero di scegliere, ognuno di noi due, tre rosati (io italiani, lui spagnoli) che conosciamo bene e apprezziamo e di fare in modo che l’altro li potesse ricevere e assaggiare e che infine potesse scriverne.

Detto fatto: io ho ricevuto da Barcellona la sua selezione di rosati spagnoli e lui dall’Italia i miei tre campioni (posso solo dirvi che uno è piemontese, oh yes, uno pugliese e uno calabrese) e che presto (non prima di settembre, perché ora Joan si gode un meritato riposo con la famiglia a Mallorca nelle isole Baleari (islas Baleares).
I tre rosati spagnoli che mi ha inviato sono tutti monovarietali, uno a base di Tinto fino (Tempranillo), uno a base di Merlot e uno a base di Syrah.

Indovinate con quale ho iniziato i miei assaggi ? Ma naturalmente con l’autoctono, espressione di quell’uva che in Ribera Del Duero viene chiamato Tinto fino o tinta del pais, Cencibel nella Mancha e in Valdepeñas, ull de llebre in Catalogna e finalmente Tempranillo in Rioja e Navarra.  Il vino scelto da Joan è un Vino de la Tierra de Castilla y Leon, macro regione al cui interno si trovano cinque importanti Denominazioni di origine, Ribera del Duero, Cigales, Rueda, Toro e Bierzo, ed è l’annata 2005 di un rosato che nonostante pochi anni di storia si è già ritagliato uno spazio considerevole nel panorama dei migliori rosados spagnoli, il Quinta Clarisa della Bodega Belondrade.

Creata nel 1994 da due francesi, o meglio, bordolesi, innamorati della Spagna, Didier Belondrade e sua moglie Brigitte Lurton (un cognome che molto importante nella storia dei négociant di Bordeaux) questa Bodega nacque per produrre solo un bianco stile borgognone base Verdejo nella Rueda. In seguito, dopo il Belondrade y Lurton ed il Quinta Apolonia, considerati tra i migliori bianchi spagnoli, nacque però, con l’intento di proporre vini di qualità a prezzi ragionevoli, il rosato Quinta Clarisa (appellativo doppiamente ispirato, al nome di una delle figlie della coppia e al Duero portoghese e alle sue Quintas, ovvero tenute).

Detto di che vino si tratti e in che circostanze nasca, non resta che fare i complimenti a Joan Gomez Pallarès per questa sua prima scelta, azzeccatissima, e descrivere il vino, da uve vendemmiate tutte abbastanza tardivamente, il 27 settembre, che a me è piaciuto moltissimo, vincendo le mie perplessità quando avevo letto in retroetichetta che una parte del vino (5000 le bottiglie prodotte) aveva addirittura fermentato in barrique…

Colore cerasuolo corallo, rosa, sangue di piccione, con leggere venature rubino granato, mostra un naso intenso, vivo, carnoso, tutto frutta (frutti rossi e fragola soprattutto) ben matura, con uno stregante ricordo tra la liquirizia e la ratafià, quelle delle indimenticabili caramelle Buratti che mangiavo da bambino.
In bocca la carnosità, la consistenza succosa, l’intensa polpa fruttata, ben polputa, proprio come certe prugne spagnole rosso violacee che portano il marchio Brontosaurus, succosa, rotonda, continuano ad essere la cifra distintiva di questo vino, rotondo, elegante, caldo e pieno, con la carne e la ricchezza e la struttura tannica e la persistenza di un rosso, (anche la gradazione, 13 gradi e mezzo) eppure, grazie ad un’acidità molto calibrata e viva, fresco, scattante, nervoso il giusto e godibilissimo.
Lo testimonia la bottiglia vuota del vino, dalla etichetta simpaticamente naif, una delle migliori bottiglie di rosato gustate in questa lunga, calda estate italiana…

0 pensieri su “Quinta Clarisa 2005: rosati di Spagna parte prima

  1. Mio caro Franco,
    leggo con emozione la tua opinione sul Quinta Clarisa 2005. Sai bene che mi trovo in periodo di vacanze fino al 29 agosto e che è per me (nella Mallorca più rurale, alla cerchia di vini e vigneti locali di qui parleró quandi rientri a Barcellona) molto difficile collegarmi ad internet e seguire i miei blog preferiti, tra i quali il tuo in primo luogo.
    Comunque la tua descrizione del Quinta Clarisa è ottima, piena di saggeza e di chiarividenza (sangue di piccione per descrivere il vino: incredibile!!!).
    Spero che nella mia rentrée possa degustare i vini rosé italiani che mi hai mandato e fare questo incredibile e bello “collegamento” virtuale tra i vini rosé spagnoli e italiani. Siamo ad aprire frontiere per i nostri vini, gratis et amore vinorum!!!
    In anteprima: posso dire anche che ho scoperto delle bellisime cose mallorquine nel tema rosés!!!
    Tuo,
    Joan

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