Saint-Emilion sceglie la strada del vino popolare

Accidenti, cosa non ti combina la crisi del vino che affligge pesantemente Bordeaux e dintorni !
Saint-Emilion, celebrata per i suoi Grand Cru, per vini blasonati tipo gli Châteaux Ausone, Cheval Blanc, Angélus, Belair, Canon La Gaffelière, Pavie, La Mondotte, Troplong Mondot, etc. tenta di proporsi all’attenzione di un pubblico diverso, dai gusti più semplici e con molto meno soldi a disposizione da spendere, lanciando, per iniziativa della dimamica Union de Producteurs de Saint-Emilion, un nuovo vino, Emilio, (mais oui, Messieurs, en italien !)  un AOC Bordeaux rouge presentato come "le vin des copains", il vino degli amici.
Da uve Merlot provenienti da 100 ettari condotti da soci di cantine cooperative, nasce quello che viene definito "un nuovo stile di vino", un vino "non impegnativo", che si caratterizza per il packaging del tutto innnovativo per un Bordeaux, più vicino allo stile Nuovo Mondo o a quello dei vin de pays del Languedoc.

Disponibile anche in bag in box da tre libri dai colori vivaci e caratterizzato, nella versione in bottiglia, da una squillante etichetta rossa, Emilio, annata 2005 e quindi fresco, fruttato, rotondo, é un vino "pret à boire", o easy drinking, da degustare su tutti i piatti, leggermente freddo o a temperatura ambiente.
Insomma un monovarietale, un vin de cépage (come se invece che da Saint-Emilion provenisse da Cile, Australia, Bulgaria o chissà da dove…), "dal colore intenso, carnoso e saporito", e con un "leggero boisé".
Morale conclusiva: va bene provare a superare la crisi e tentare di svuotare le cantine strapiene, ma che senso ha che una denominazione celeberrima e storica come Saint-Emilion debba adottare espedienti del genere ?

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