Salvatore Settis contro il degrado delle piazze italiane

Non ha forse avuto, causa il distratto periodo agostano, l’eco che meritava la chiara e coraggiosa denuncia che Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e neo presidente del Consiglio Superore dei Beni Culturali, ha pronunciato ieri, dalle colonne del Corriere della Sera (in un articolo firmato da Paolo Fallai apparso nella sezione Corriere Cultura), contro i concerti e le manifestazioni in piazza che stanno distruggendo l’Italia ed il suo patrimonio artistico e architettonico.

Settis ha testualmente dichiarato: “Negli ultimi anni si è accentuata la spettacolarizzazione delle piazze, ridotte a diventare una quinta teatrale per spettacoli televisivi. Si comincia due o tre giorni prima, occupando lo spazio per montare palchi e attrezzature – aggiunge Settis – e si finisce di smontare due o tre giorni dopo”. Settis giustamente ammonisce che “non sempre facciamo i conti con la capacità distruttiva di questi eventi. Pensiamo solo alla massa di rifiuti che producono e che si è decuplicata rispetto a pochi anni fa”.

Dallo storico e disastroso concerto dei Pink Floyd in Piazza San Marco a Venezia nel 1989 sino ad oggi non c’è piazza italiana difatti che non sia diventata, suo malgrado, per colpa del menefreghismo e della noncuranza di amministratori più impegnati a farsi notare per la loro distribuzione alle folle di “panem et circenses” elargiti per catturare voti, che a tutelare il patrimonio artistico delle città da loro amministrate, teatro di rumorosissime manifestazioni spettacolar – musical – televisive, che puntualmente richiamano folle disordinate, vocianti e sporcanti e vedono i decibel causati da altoparlanti a palla superare largamente i livelli consentiti.

Finalmente la denuncia, autorevole, intelligente, illuminata (e non tacciabile di becero conservatorismo, di passatismo, di spirito reazionario, perché Settis non è certo un intellettuale vicino al passato governo di centro destra ed è stato l’attuale ministro dei Beni Culturali Rutelli a nominarlo, con lungimirante decisione, Presidente del Consiglio Superiore…), di un intellettuale raffinato, di un cultore dell’arte come Settis potrà smuovere più di una coscienza. E indurre i responsabili a non indulgere in ponziopilatismi e a non fornire più le autorizzazioni per trasformare alcuni dei più bei luoghi storici delle città d’arte italiane (che città d’arte lo sono un po’ tutte…) in arene rock, in scenari per Festivalbar, sfilate di moda, happening e carnevalate varie.

Ha detto Settis, e non si può che dargli totalmente ragione: “Le piazze sono fatte per essere vissute, d’altronde le feste si sono sempre svolte in piazza. Il problema è che erano destinate ad ospitare eventi, per quanto eccezionali, con numeri molto più piccoli rispetto a oggi. Dobbiamo fare i conti con una società massificata e con monumenti molto più delicati. Che già devono difendersi dallo stress da folla, dagli insulti dello smog e dall’inquinamento acustico”.

Continuare a lasciarle in balia, in nome della socializzazione, dello svago, della possibilità di incontro – confronto – espressione di larghi strati di giovani, a torme vocianti e maleducate, dannose e pericolose più delle bibliche cavallette, sarebbe un delitto…Ha scritto Guido Ceronetti: "Chi tollera i rumori è già cadavere"…

0 pensieri su “Salvatore Settis contro il degrado delle piazze italiane

  1. sono d’accordo con il professor Settis; purtroppo, nonostante l’importanza e la consistenza del suo patrimonio artistico, l’Italia fa molto poco per la sua conservazione e soprattutto valorizzazione, prova ne è l’uso improprio (vedi concerti rock e manifestazioni di massa) che se fa, che viene, probabilmente, erroneamente scambiato per valorizzazione.Quindi ritengo che la valorizzazione delle piazze debba avvenire attraverso la sua importanza artistica e, soprattutto per la sua importanza artistica, non con lo scopo di sfruttarne la bellezza scenografica per promuovere attività di altro tipo,assolutamente non inerenti all’arte.

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