Sauvignon Winkl 2005 Cantina Produttori Terlano

Mi accorgo sempre di più, assaggiando, che quando si parla di Sauvignon non si può assolutamente generalizzare e che occorre distinguere, viste le colossali differenze che i vini espressione di questo vitigno presentano.

Nel grande contenitore chiamato Sauvignon ci sono – e in Italia sono la maggioranza – i Sauvignon vecchio stile della serie “peperone verde affettato sotto il naso”, vegetali, verdeggianti, aggressivi e un po’ noiosi, quindi i Sauvignon che pur utilizzando cloni Rauscedo sanno esprimere una territorialità e un carattere notevole (vedi in particolare, in Friuli, i Sauvignon dell’Isonzo e buona parte di quelli del Collio), poi ci sono i grandi Sauvignon francesi come i Pouilly-Fumé ed i Sancerre, ed i mirabili vini (Silex in primis) di Dagueneau. Ed infine da una diecina abbondante d’anni a questa parte si sono affacciati, a sconvolgere il nostro patrimonio organolettico, il nostro vissuto sul Sauvignon, i Sauvignon stile New World della Nuova Zelanda, opulenti e talmente profumati e ricchi di frutta da apparire talvolta iperrealistici.

Per molti di questi Sauvignon, anche nelle loro migliori espressioni, lo spiccato carattere varietale è l’aspetto prevalente e prevale su qualsiasi altra componente. Chiedere loro, New Zealand style a parte, di esprimere chiaramente le loro origini, la loro provenienza, è un po’ eccessivo, visto che esauriscono il loro fascino, quando c’è, nell’atto di sciorinare tutta la vegetalità, fatta di peperone, pipì di gatto, foglia di pomodoro, tipica di questo vitigno.

Per fortuna in qualche eccezione a questo trend diffuso ogni tanto ci s’imbatte, e fortunatamente anche in Italia, in quello speciale angolo d’Italia che corrisponde al nome di Alto Adige – Süd Tirol, dove il Sauvignon conta su 230 ettari complessivi e su una produzione di 10.500 ettolitri. Di questi 230 ettari una cinquantina vanno a comporre l’enclave più preziosa, che si trova ad una diecina di chilometri da Bolzano in direzione Merano, nel borgo di Terlano.

Qui, come accade negli altri vini bianchi prodotti, il fantastico Pinot bianco Vorberg, ad esempio, gli Chardonnay, ma ho ricordi di strepitose vecchie bottiglie di Welschriesling bevute anni, la varietalità passa decisamente in secondo piano ed il peculiare terroir di questo meraviglioso angolo di mondo, un’area protetta dalla parete rocciosa dello Tschöggelberg aperta verso il sole della Val d’Adige, con i vigneti collocati su terreni profirici dalla pecu­liare colorazione rossastra, rocce vulcaniche con grosse inclusioni minerali, chiamate in geologia porfidi quarziferi, a salire alla ribalta.

Su questi terreni dove lo strato superiore“è soffice e sabbioso, permeabile e forte­mente in grado di accumulare calore, con una quota di limo molto ridotta“, il pH é leggermente aci­do e l’alto contenuto di minerali dona ai vini una particolare nota minerale, che contribuisce in maniera notevole alla loro straordinaria longevità, nasce uno dei Sauvignon che preferisco in assoluto, il Terlaner Sauvignon Winkl (dal nome della località dove sono posti, da 300 a 500 metri d’altezza, i vigneti) della Cantina Produttori di Terlano, la migliore Cantina sociale da bianchi della provincia di Bolzano.

Un vino che nasce in maniera semplicissima, con una resa contenuta in 80 quintali ettaro, vinificato con una fermentazione in acciaio inox e quindi maturato sui propri lieviti fini per otto mesi.

Domenica mi è capitato di stapparne a casa una bottiglia, e come accade ogni volta con i bianchi di Terlano si è rinnovata la meraviglia, l’ammirazione assoluta per la capacità di chi opera in cantina, ieri il mitico Sebastian Stocker oggi Rudi Kofler (con l’interregno, qualche anno fa, dell’ottimo Hartmann Donà), di rispettare in pieno ed esaltare le peculiarità di un terroir unico e raro che fa sì che i vini siano autentici gioielli di complessità, freschezza, vivacità, schiettezza. 

Le mie note di degustazione parlano di un colore paglierino verdognolo di media intensità, brillante e luminoso, di un naso preciso, elegante, mai verde, aggressivo o pungente, dove le leggere note di foglia di pomodoro, si sposano magnificamente a ricordi di sambuco (holunder), ortica, agrumi (soprattutto il cedro) e salvia, e ad una salinità intensamente viva, incisiva, minerale, che richiama il granito e il porfido.
In bocca l’attacco è preciso, incisivo, subito petroso, ma non scabro ed essenziale, perché il vino si allarga caldo e pieno su un frutto consistente e una ricchezza di sapore e una persistenza straordinari, con un perfetto equilibrio, quasi una simmetria ideale, un’equidistanza tra tutte le componenti, alcol, materia, estratto, acidità, davvero ammirevole e con una piacevolezza di beva, un’eleganza nel porgere, uno stile davvero di caratura e classe superiori.

Un grande Sauvignon dell’Alto Adige, certo, ma soprattutto un grande vino bianco, una magnifica espressione del magico terroir di Terlano

Cantina Produttori Terlano
Via Silberleiten 7 39018 Terlano
Tel. 0471 257135 fax 0471 256224
sito Internet

0 pensieri su “Sauvignon Winkl 2005 Cantina Produttori Terlano

  1. Sono davvero contento che dopo la parentesi dovuta alla doverosa arrabbiatura per l’affaire Festival del Riesling di Naturno ed altre amenità, hai ricominciato, con questo davvero bell’articolo sul Sauvignon, a parlare dei vini dell’ A.A..
    La cantina di Terlano sforna davvero dei bei prodotti ed è difficile trovare qualche lacuna (ottimo il Terlaner base e strepitoso – a mio modesto parere un vino da seguire davvero con molta attenzione nella sua evoluzione- il Nova Domus).
    Per sottolineare ancora di più la bravura degli enologi di questa cantina mi piace ricordare che al concorso nazionale di Egna (BZ) riservato al Pinot Nero vinificato in rosso è stato aggiudicato il primo premio proprio al Pinot Nero di Terlano.
    Luciano.

  2. Anche la cantina Laimburg, si è cimentata con un ottimo Sauvignon, che di verde non ha proprio nulla. Peccato che il sito non sia aggiornato, perché il vino vale e ha un buon rapporto qualità/prezzo.

  3. io ho sempre pensato che la spiccata aromaticità del vitigno abbia costituito paradossalmente un alibi per fare sauvignon esclusivamente varietali, quando la Loira, e soprattutto Bordeaux, insegnano che con maturazioni un pò più spinte e – perché no – un poco (ripeto un POCO) di legno si possono esprimere vini di territorio

  4. Francesco,dovresti allora assaggiare della Cantina Terlan, se non l’hai già fatto, proprio il Nova Domus (che è un uvaggio Pinot Bianco, Chardonnay e Souvignon Blanc) e che “passa” in barrique e ancora di più il Quartz (Sauvignon in purezza) che viene (in parte) fatto maturare in tonneaux.
    Luciano

  5. Luciano, guarda che sono ancora “incavolato” eufemismo per come vanno le cose in Alto Adige e sto continuando il mio personale “boicottaggio”, come promesso, non avendo ancora messo piede in provincia di Bolzano, quest’anno…
    Non andrò nemmeno alla degustazione dell’Associazione Vignaioli in programma sabato, anche se mi piacerebbe molto…
    Di Terlano parlo con piacere, perché sono vignaioli in gamba ed i loro vini mi piacciono moltissimo.

  6. luciano, ti ringrazio delle dritte, ma i vini di Terlano li conosco bene.

    è che ho dimenticato di specificare che loro sono proprio una delle più belle eccezioni ai sauvignon varietali e nulla più

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