Alta Langa: le sette case storiche escono allo scoperto

Impegnato (come si può leggere in altro post) a Londra, ieri sera non ho potuto partecipare, come avrei voluto, accogliendo l’invito che mi è cortesemente arrivato,x alla presentazione alla stampa, da parte delle Sette Case Storiche dello spumante piemontese di qualità (ovvero metodo classico) e cioè Barbero 1891, Fontanafredda, Gancia, Giulio Cocchi, Martini & Rossi, Tosti, Vigne Regali, in programma presso il Relais Villa d’Amelia di Benevello in Alta Langa, degli spumanti Alta Langa DOC

Mi riservo però di approfondire presto il discorso sull’Alta Langa DOC, un brut prodotto con uve Pinot Nero e Chardonnay esclusivamente piemontesi, che dovrebbe riconsegnare al Piemonte, come recita un comunicato stampa bene augurante e molto ottimista, “il ruolo di sede storica di produzione dello spumante di qualità italiano”. Vorrei saperne di più su questo nobile tentativo di recuperare la tradizione spumantiera piemontese ottocentesca e del lavoro congiunto di coltivatori, produttori ed aziende, che fin dall’inizio hanno operato su 57 ettari di vigneto per tentare di ottenere risultati di eccellenza qualitativa.

Plaudo a questo sforzo, a dire la verità un tantino tardivo, e mi auguro che le bollicine nobili méthode champenoise (ma chiamiamole con il loro nome signori miei !) piemontesi, possano trovare un loro spazio nell’ambito del panorama produttivo della spumantistica metodo classico italiana, che vede attualmente Franciacorta e Trentino in larghissimo vantaggio (e dotate di un’immagine importante), l’Oltrepò in tentativo di recupero della tantissima strada persa ed il Piemonte, pardon, l’Alta Langa, solo come una bella speranza…

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