Barolo 2000 e 2001 a confronto: una grande degustazione di The World of Fine Wine

Annosa e appassionante domanda: per il Barolo meglio la classica, regolare annata 2001, tanto cara agli amanti dello stile tradizionale di questo grandissimo vino italiano, oppure quel millesimo 2000, artefice di vini ampi e fruttati e perfetta espressione di un’annata calda, che tanto è stato celebrato dalla critica statunitense, ed in particolare da Wine Spectator, che per opera del mitico James Suckling è stata definita come “the perfect year”, ovvero come l’annata perfetta?

Per tentare di dirimere questo dubbio, nella mattinata di oggi a Londra, per iniziativa della splendida rivista The World of Fine Wine che ha deciso e organizzato questo confronto, un panel formato da tre degustatori, tutti grandi appassionati e conoscitori del re dei vini italiani, il master of wine Nicolas Belfrage (autore di libri fondamentali come Barolo to Valpolicella e Brunello to Zibibbo), Stephen Brook, (abituale collaboratore di Decanter), ed il sottoscritto, assaggerà, rigorosamente alla cieca, in blind tasting, 60 Barolo. O meglio 30 Barolo, tutti cru riconosciuti, importanti, riferimenti imprescindibili della denominazione, nelle loro due diverse versioni, ovvero l’annata 2000 a confronto con l’annata 2001.

I risultati di questa degustazione saranno presentati, con note di degustazione dei tre wine writer, e con un articolo introduttivo che cercherà di fare il punto sulle differenze (che ci sono, eccome) tra le due annate e sulla graduatoria di merito emersa dagli assaggi, nel numero della rivista che verrà pubblicato a fine anno.

I pronostici, in un cimento enologico del genere, che sarà sicuramente appassionante e vedrà di certo fare capolino e non perdersi l’occasione di questo assaggio, i tre redattori della rivista, il coltissimo editor Neil Beckett, la fantastica, affascinante Sara Basra e l’ottimo Stuart George, che coordinerà e curerà il wine tasting, sono difficili e forse sbagliati, ma io sono pronto a scommettere una bottiglia di quello buono, ovviamente un grande Barolo, sull’affermazione dei 2001 sui 2000.

Quanto ai vini che piaceranno di più, preferisco non sbilanciarmi, considerato che nella scelta dei campioni in assaggio, che ho curato insieme a Nicolas, ho posto particolare cura a che fossero presenti vini di stili e sensibilità diverse, sostenitori della tradizione (ovvero lunghe macerazioni e affinamento in botti di rovere di Slavonia) ma anche fautori del barolesco stil novo, che prevede fermentazioni più brevi e affinamento in barrique.

Comunque vada, sarà una splendida occasione per celebrare, anche in terra britannica, la grandezza del più grande vino italiano (non se la prendano a Montalcino e dintorni…), quel monumento alla maestà del Nebbiolo chiamato Barolo.

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