Barolo 2000 e 2001 a confronto

Scrivo al volo, dalla redazione di The World of Fine Wine, che ha organizzato e ospitato la degustazione, alcune prime impressioni dopo l’assaggio di qualcosa come 70 Barolo, di annate 2000 e 2001.
E’ stata una faticaccia, perche’ per quanto il Barolo nel cor mi stia, assaggiare, dalle 10 di questa mattina sino alle 15.30 circa, 70 vini con i tannini in evidenza come il Barolo non e’ di certo una passeggiata.
Ma anche se faticosa l’esperienza e’ stata molto ma molto interessante e ha confermato la mia tenace convinzione che, eccezioni a parte, i 2001 siano nettamente superiori, perche’ piu’ complessi, piu’ varietati, insomma, piu’ Barolo, di quei 2000 che tanto sono piaciuti alla critica americana.
Ci sono state alcune eccezioni, ad esempio mi sono piaciuti tantissimo i 2000 di Roberto Voerzio (Cerequio), Conterno Fantino (Sori’ Ginestra), il Marcenasco di Renato Ratti, il Vigna Cappella di Santo Stefano di Rocche dei Manzoni.
Qualcuno (io per primo) si sorprendera’, ma svariati Barolo di stile moderno, a me tradizionalista convinto, sono piaciuti senza se e senza ma.
Bisognava oltrepassare la Manica, venire a Londra, fare un wine tasting invece di una semplice degustazione, assaggiare insieme a due riconosciuti esperti, oltre che amici, come Nicolas Belfrage e Stephen Brook ?
Non lo so, ma il risultato, tanto piu’ fedele come nel caso di un blind tasting fatto senza conoscere il nome dei vini e dei produttori, e’ questo e io, onestamente, anche se con qualche stupore, non posso che prenderne atto.
Ma su questo discorso dei 2001 a confronto con i 2000 ritorneremo, datemi il tempo di riprendermi dalla fatica, di ragionarci, di trarre le debite conclusioni.
Una cosa e’ certa (e non posso che esserne contento): anche in terra britannica, nella patria dei Claret fan, il re dei vini italiani, il Barolo, ha fatto un figurone. E vai !

0 pensieri su “Barolo 2000 e 2001 a confronto

  1. Molto bene Franco,
    sono contento che non sempre tutto coincida con la nostra visione generale delle cose. Sono proprio le sorprese a rendere divertenti certe fatiche.
    Per quanto mi riguarda i 70 Barbaresco 2003 assaggiati ieri, ti assicuro, sono stati almeno altrettanto pesanti.
    L’annata ha confermato, per quanto mi riguarda, i suoi chiari limiti: tannini duri, spesso verdi, poca polpa, tanto alcol, insomma una situazione non proprio esaltante.
    Certamente ci sono le eccezioni e qualche piacevole scoperta.
    Devo fare una lode in particolare al Barbaresco base dei Produttori del Barbaresco, un vino davvero ben fatto, uno dei pochi equilibrato, varietale, godibile, e credo che costi anche poco!

  2. Produttori del Barbaresco doppiamente bravi!
    Il vino è facilmente reperibile negli ipermercati (io lo trovo alla Coop) ed enoteche a 15,00 euro, centesimo più centesimo meno.
    Credo che ne facciano oltre centomila bottiglie, tutte buonissime!

  3. Ma è capitato anche a me di recente il naso nei 2000 e nei 2001, ma devo dire che l’unica certezza che ho avuto è che è presto, troppo presto ancora. Bevo 1996, qualche 1997, e devo dire che ne sono felice.

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