Demagogia spicciola: nascono i paesi anti-chips per ordinanza comunale

Non bastava la ridicola scritta “paese denuclearizzato” posta da qualche Sindaco buontempone in vena di facili demagogie sui cartelli all’ingresso del paese. Da ora in poi, grazie alla fantasia del Sindaco di Torrecuso in provincia di Benevento, terra di Aglianico del Taburno, avremo, grazie ad una “tempestiva” ordinanza comunale – “la prima in Italia ed in Europa con queste caratteristiche” – cartelli indicatori che ci informeranno che nel territorio comunale è vietato “per motivi precauzionali” l’utilizzo dei chips o trucioli di legno come li si voglia chiamare, per le pratiche enologiche di invecchiamento/affinamento dei vini.

Nell’ordinanza comunale, come ricorda il Sindaco, si intende “riaffermare il diritto alla salute pubblica insieme con la tutela dell’economia del territorio, perché il rischio è quello di porre fuori mercato vini di grande qualità prodotti nel mio comune, che si troverebbero a competere con vini di qualità inferiore a prezzi notevolmente più bassi".

Poiché le iniziative stravaganti non mancano di fare proseliti e di trovare rapidamente imitazione, è prevedibile che l’iniziativa del Comune di Torrecuso nel beneventano, che fa seguito ad una mozione del Senato, finirà con l’innescare un meccanismo attraverso il quale anche altri Sindaci aderenti all’Associazione Città del Vino, realtà associativa che si sta distinguendo in questa campagna anti chips dai toni un po’ esagitati, emaneranno analoghe ordinanze.

Ma con tutto il rispetto per il Signor Sindaco ed i membri dell’Amministrazione e della Giunta Comunale, a Torrecuso non hanno niente di meglio da fare, problemi più seri e urgenti da risolvere nell’interesse dei cittadini e della cosa pubblica, che indulgere a questa demagogia spicciola, adottando provvedimenti la cui utilità e necessità si commentano da sole e che servono solo ad attirare un po’ di pubblicità e a far parlare la stampa di Torrecuso e dei suoi simpatici amministratori ?

Domanda: ma il Comune di Torrecuso come potrebbe mai negare ad un’azienda vinicola residente nel territorio comunale, che per assurdo li volesse utilizzare, il diritto di impiegare i chips nella fase di affinamento di un vino ?
Conlusione: siamo ancora in uno Paese libero e nell’ambito di un’economia di mercato o qualcuno ha magari una divorante nostalgia del dirigismo di Stato, dei Piani Quinquennali e delle pianificazioni economiche di sovietica memoria ?

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