Felsina o del Sangiovese come vocazione

Felsina a Castelnuovo Berardenga offre elementi di riflessione molteplici sulle possibilità di espressione di quella grande uva che è il Sangiovese in un territorio limite e speciale che è estrema propaggine del Chianti Classico ma già in qualche modo “fiuta” e richiama il clima ed il terroir della non lontanissima Montalcino, che si congiunge idealmente a Felsina, quasi raccogliendone il testimone, tramite la Valle dell’Ombrone.

Come ricorda il bel testo introduttivo del sito Internet dell’azienda, il Sangiovese a Felsina è un destino, una vocazione speciale, un impegno, e “la salvaguardia e la valorizzazione del Sangiovese di Felsina è una costante di un lavoro che dà senso alla parola “tradizione”. Una consuetudine di gesti e di esperienze che i contadini più anziani hanno potuto rinnovare nell’incontro con la viticoltura moderna e autorevolmente tramandare ai più giovani”.

In questo contesto del tutto speciale la scelta di vinificare in purezza il Sangiovese, presa oltre vent’anni fa, nel 1983, quando il Chianti Classico non contemplava la possibilità di ottenere vini esclusivamente dall’uva madre chiantigiana, fu la scelta più naturale e diretta, ovvia conseguenza quella di produrre diversi vini a base Sangiovese in purezza, due dei quali, il Fontalloro ed il Rancia, hanno finito con il diventare i vini simbolo di questa bella tenuta che conta oggi su oltre 60 ettari vitati (oltre ad una trentina nell’area di Pagliarese).

Due vini diversi tra loro, il Rancia un Chianti Classico cru ottenuto da un vigneto di circa sette ettari posto a 410 metri di altezza su terreni a base di arenarie quarzose, sabbie stratificate, alberese e una quota di galestro nella parte superiore, il Fontalloro un Igt Toscana che non potrebbe essere Chianti Classico perché anche se una parte delle uve provengono dal vigneto Fontalloro o Poggio al Sole posto all’interno dell’area della celebre docg chiantigiana, una parte arriva invece dai vigneti Casalino e Arcidossino posti all’interno della zona di produzione Chianti Colli Senesi.

Questa molteplicità e varietà del Fontalloro non è solo di tipo meramente amministrativo ma prevede una compresenza di situazioni geologiche e paesaggistiche diverse che determinano la particolarità di questo vino, questo suo ideale essere sintesi di due espressioni diverse e culture del Sangiovese, di un mondo dominato da boschi e vigneti e di un altro, invece, dove è il frumento a dominare.

Assaggiare, in parallelo, in un’emozionante degustazione verticale di più annate, i due vini, espressione di vigneti che nel caso del Fontalloro hanno oltre 50 anni, mentre quelli da cui nasce il Rancia hanno un età variabile dai 45 a più di 20 anni, mi ha offerto la preziosa occasione di capire come il Sangiovese risenta e assume identità e sfumature diverse a seconda del luogo dove viene coltivato, del génie du terroir che vi domina.

Fontalloro 1983
Rubino intenso profondo quasi impenetrabile, naso fitto tabaccoso con accenti mentolati di grande dolcezza. In bocca tannini setosi – vellutati in grande evidenza, frutto succoso e vivo, notevole morbidezza e articolazione. Vino di grande avvolgenza ed eleganza ancora pieno di energia e di grande fascino.
 
Rancia 1983
Rubino intenso di grande intensità, naso fitto denso, carnoso, con un frutto ancora molto vivo e presente, note di tabacco e di macchia mediterranea, cuoio. Al palato sorprende l’ottima struttura tannica, salda e ben sottolineata, grande carattere e persistenza, finale sapido minerale di grande lunghezza.
 
Fontalloro 1985
Magnifica tenuta e densità di colore, rubino carico intenso, il vino mostra un naso di spettacolare tessitura e compattezza, con note di rabarbaro, tabacco dolce, lampone, ginepro, kirsch, accenni di menta e tartufo, di carne, pelliccia e cuoio a definire un insieme affascinante. In bocca spicca immediatamente una bellissima fruttuosità, una grande polpa carnosa, con tannini levigati ma presenti a definire una terrosità polverosa che richiama la finezza del cacao. Finale persistente e lunghissimo.
 
Rancia 1985
Un naso decisamente più evoluto e maturo rispetto al Fontalloro, con note terziarie dove spiccano funghi secchi, humus, accenni animali, ricordi di liquirizia, rabarbaro, catrame ed uno spiccato carattere minerale. Molto saldo in bocca, ma non con la dolcezza di espressione del Fontalloro, con tannini che mordono ancora e una grande materia fitta e terrosa.
 
Fontalloro 1988
Naso di grande finezza floreale, pepato, con una magnifica ciliegia nera nitida e succosa e dominare. In bocca si propone sinuoso, succoso, di magnifico equilibrio, senza spigoli, con tannini morbidi e avvolgenti, una polpa ancora viva e croccante. Un vino di estrema bevibilità e piacevolezza, molto vivo, ancora con ottime possibilità di evoluzione.
 
Rancia 1988
Rubino fitto denso, profondo, ma di grande luminosità e brillantezza. Il naso si propone con grande eleganza, fresco, floreale, con note di lilium e gladioli in evidenza, una succosa ciliegia nera, accenni speziati e una grande materia ancora fitta e densa. In bocca il vino è molto elegante, sapido, nervoso, con una salda struttura tannica, un frutto di grande dolcezza e consistenza ed un finale sapido, nitido, quasi appuntito e nervoso.
 
Fontalloro 1990
Color rubino molto denso e profondo mostra un naso all’insegna della frutta matura, del pepe, delle speziature e una bocca perfettamente conseguente, con un frutto vivo, succoso, sapido, una ciliegia purissima e integra di levigata consistenza.
 
Rancia 1990
Un vino spettacolare all’insegna della finezza d’espressione ed esaltazione della florealità del Chianti. Colore rubino intenso profondo di sorprendente brillantezza e vivacità, un bouquet molto “chianteggiante”, con note di alloro, rosmarino, viola mammola, lilium, ciliegia nera, thé, esaltate da una grande sapidità e da una mineralità spiccata. In bocca una bellissima materia succosa, un frutto vivo innervato da tannini saldi, un carattere petroso, nervoso, freschissimo e di grande energia, con un finale lunghissimo. Un vino di assoluta personalità, completo, affascinante.
 
Rancia 1994
Colore bellissimo splendente, fitto, per un vino che ha raggiunto il momento magico della piacevolezza, in cui il vino è da bere e godere senza esitazioni. Compatto, succoso, vivo nei profumi di ciliegia nera, di sottobosco, lo è altrettanto al palato, con perfetta morbidezza, scandita da tannini sinuosi, un gusto cremoso che richiama la liquirizia ed il cioccolato.
 
Fontalloro 1993
Colore spettacolare per intensità e profondità, naso caldo, carnoso, denso, avvolgente, con una succosa ciliegia nera a dominare, impreziosita da accenni floreali, di pepe nero, spezie, a comporre un insieme di grande fascino. In bocca il vino si propone fresco, diretto, ben articolato, con una materia ricca e tannini che mordono e rendono il finale leggermente asciutto.
 
Rancia 1993
Rubino intenso, caldo, luminoso, un naso molto fitto e denso, con una prevalenza del carattere selvatico e accenni vegetali, catramosi, pepati, di grande vivacità e pungenti. Ha più materia del 1994, ma non l’eleganza e la morbidezza, proponendosi un po’ scontroso con un finale scandito da una notevole acidità.
 
Fontalloro 1995
Uno dei vini più grandi di questa magnifica verticale. Colore rubino intenso, caldo e splendente, sciorina una tessitura aromatica da mille e una notte, con note distinte e nitidissime di alloro, rosmarino, iris, gladiolo, viola, accenni di ginepro e pepe nero, sfumature balsamiche e mentolate, una ciliegia nera succosa e purissima a comporre un insieme avvolgente e vivo di assoluta eleganza. In bocca domina la dolcezza ben polputa e carnosa del frutto, con tannini setosi a sorreggerlo, un’acidità perfettamente calibrata. In bocca lo sviluppo è continuo, armonico, articolato e carnoso, assicurando una lunghezza straordinaria ed una godibilità estrema. Un grand vin de terroir chiantigiano, una mobilissima espressione del Sangiovese.
 
Rancia 1995
Colore bellissimo e intenso, naso accattivante, polputo, succoso di bella espressività, con ciliegia nera e macchia mediterranea a scandire un insieme molto aperto, vivo e diretto impreziosito anche da sfumature di pepe nero e di menta. In bocca il vino è ampio e succoso e si apre con una consistenza carnosa del frutto, una notevole larghezza, una grande dolcezza di espressione. Ancora molto giovane, con una grande potenziale di evoluzione.
 
Fontalloro 1997
Un colore densissimo e caldo che richiama il sangue del toro, un naso all’insegna della macchia mediterranea e molto plastico nel suo divenire aromatico, con ciliegia nera, mazzetto odoroso, spezie in evidenza. Molto aperto succoso, con una grande consistenza e dolcezza del frutto, solare, piacevolissimo, pronto da bere, ma senza le sfumature e le preziosità di altre annate.
 
Rancia 1997
Colore di assoluta profondità e splendore, sciorina un naso di non comune densità e fittezza, con ciliegia nera, fieno, pepe nero, viola a comporre un insieme compatto e ancora quasi serrato. In bocca il vino è all’insegna della dolcezza, di un frutto succoso, polputo, quasi masticabile, sorretto da tannini setosi, con la consistenza carnosa di una succulenta fiorentina, ed una persistenza continua e lunghissima.
 
Fontalloro 1999
Colore denso, compatto, profondo, mostra un naso vivo, selvatico, ben articolato, dove sono le note di prugna, mora, ribes, accenni di alloro, finocchio selvatico, viola e lilium a dominare. In bocca continua questo carattere terrigno e selvatico, con una grande materia fitta e terrosa, tannini di imponente struttura, un finale lungo sapido e minerale di lunghezza impressionante. Un vino dalla consistenza e dalle dimensioni spettacolari, ancora giovanissimo, con un fantastico potenziale d’evoluzione.
 
Rancia 1999
Rubino profondo, denso nel bicchiere, questo Rancia 1999 mostra una grande complessità aromatica, una consistenza e nitidezza di frutto innervata da striature di pepe nero, sottobosco, terra bagnata, ribes, rosmarino a comporre un insieme di assoluta freschezza. Al palato grande morbidezza, un ciliegia nera succosa di grande eleganza e sapidità, grande morbidezza, piacevolezza, equilibrio, con un’acidità ben presente e nervosa, tannini ben sostenuti ed un finale lunghissimo per un vino ancora estremamente giovane, con margini d’evoluzione importanti.
 
Fontalloro 2001
Colore impressionante per concentrazione e fittezza. Al naso è molto chiuso, concentrato, denso, con un frutto intenso che deve ancora esplodere, ma che in bocca è purissimo, caldo, succoso, pieno, con dolcezza, freschezza, avvolgenza, nonostante la struttura tannica importante ed il carattere quasi brunelleggiante. Riproviamolo tra dieci o vent’anni e lo ritroveremo grandissimo.
 
Rancia 2001
Magnifica densità di colore, concentrato ma vivo, questo Rancia si presenta dolce e fragrante nei profumi, con un frutto netto e carnoso molto aperto ed espressivo che emerge poi croccante, ben polputo, consistente al palato, sorretto da una grande struttura tannica che gli assicura larghezza, opulenza d’espressione, un carattere carnoso – cuoioso – animale, una grande personalità che richiama lo stile Cote du Rhone.

Come si evince facilmente dalle note di degustazione i vini di Felsina hanno bisogno di lunghi tempi per aprirsi compiutamente e sviluppare tutte le sfumature aromatiche di cui sono capaci, il loro carattere dialettico, la loro grande personalità. Sono quindi le annate più vecchie, i vini di almeno dieci anni, a regalarci le meraviglie di una complessità d’espressione che è anche immediatezza, facile decodificabilità, tale è il carattere, la ricchezza di sfumature che sanno tirare fuori.
Per chi ama il Sangiovese due vini, il Fontalloro ed il Rancia, diversi tra loro, entrambi grandi ed imprescindibili.

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