L’apprendistato del gusto diventa romanzo: Uno strano morso di Massimo Roscia

Vi siete mai interrogati su quale rapporto abbiamo con il cibo, se per noi nutrirci, indulgere ai piaceri della buona tavola sia un atto consapevole, un esercizio razionale o se avvicinandoci a piatti e manicaretti non si ceda, invece, ad una sorta di ossessione e di mania ?

Insomma, mangiamo per vivere, oppure, gourmet e golosi impenitenti, ghiottoni insaziabili e incontentabili, ci troviamo invece a vivere per il gusto di mangiare, per soddisfare questo raffinatissimo piacere ?

A porsi questi interrogativi, e a tentare di fornire delle risposte, ha pensato, “appassionato gourmet e autore di numerose pubblicazioni tecnico scientifiche” il giovane enogastronomo Massimo Roscia, e questo non, come sarebbe stato lecito pensare, in un saggio, bensì in un sorprendente, esilarante, scoppiettante primo romanzo, Uno strano morso, ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo (223 pagg. 12 euro) pubblicato dalle Edizioni della Meridiana di Firenze.

La vicenda narrata, scandita in capitoli che portano titoli inconfondibilmente culinari (les entrée froides, les fromages, les desserts, sino a l’addition) vede protagonisti, in uno scenario dominato dalla tavola, dal cibo, dall’arte culinaria, due personaggi principali, un cinico, disordinato, nevrotico venditore di manuali della fortuna ed una misteriosa figura di funzionario ministeriale, al centro di vicende imprevedibili e stravaganti, che nel corso del romanzo cercherà di educare il venditore ad un rapporto diverso, più maturo, meditato e consapevole con il cibo, sino ad arrivare ad un esito che non vi anticipo tanto é sorprendente e scoppiettante.

Un romanzo filosofico, per certi versi, un romanzo di formazione e di apprendistato del gusto, un viaggio, a tinte ora fosche, ora tragicomiche, ora ricche di ironia, nell’universo di una fagoterapia sempre sul filo di sconfinare nella fagofilia e nell’ossessione, nella dipendenza dal cibo, un universo stravagante dove “il cibo diventa centro di tutto” e tutto può fagocitare. Anche il goloso che ne diventa, suo malgrado, preda.

Un romanzo originalissimo, dunque, permeato di humour noir, divertente da leggere, sorprendente, che merita davvero di essere letto e segna una prova d’esordio da sottolineare.   

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