Osteria del Povero Diavolo a Torriana: gusto e autenticità del sapore

Anche se qualche “simpaticone” ha pensato di farmi sapere (assolutamente non in codice) che a suo dire la mia conduzione-ideazione (in tandem con Luigi Cremona) del Blog Café è stata un disastro e che anzi avrei nuociuto al successo di questa iniziativa, non sono assolutamente pentito di aver partecipato a Squisito 2006. Innanzitutto perché l’essere stato – nonostante i detrattori a prescindere – il co-ideatore del primo evento organico dedicato alla blogosfera inserito nell’ambito di una grande rassegna enogastronomica di livello nazionale, può far solo piacere, e magari causare qualche rancoroso rilievo…

In secondo luogo sono contento per l’aver avuto modo di incontrare un sacco di persone simpatiche, capaci e di grande umanità (citarle tutte sarebbe impossibile), blogger, appassionati di cose buone, artigiani alimentari, qualche giornalista, e poi, soprattutto, per aver scoperto il magnifico mondo di San Patrignano. Un universo a sé, popolato di ragazzi in gambissima, efficienti, disponibili, animati da un grande entusiasmo e sempre sorridenti, che stanno dimostrando con i fatti, con la concretezza di quanto fanno e la ricerca costante di qualità e d’eccellenza di ogni loro attività, un messaggio importante, ovvero, come annota Andrea Muccioli, che dalla droga si può uscire, anzi si esce, a testa alta e con grande dignità e orgoglio.

C’è poi un altro motivo personale che mi fa inserire i due giorni a San Patrignano e a Squisito nel capitolo delle cose belle e positive, ovvero l’opportunità, arrivando a Rimini e dintorni, di poter fare finalmente visita, nel loro locale, a due amici che avevo avuto modo di conoscere in terra di Langa, con i quali condivido l’amore per il re dei vini, il Barolo, e che avevo incontrato, oltre che in occasione della serata conviviale chez Giacolino Gillardi che precede la fiera del Bue Grasso di Carrù, nientemeno che a casa di quell’indimenticabile personaggio che è stato Bartolo Mascarello.

Avevo un gran desiderio di salire, percorrendo l’entroterra collinare di Rimini che guarda verso San Marino, in località Torriana (18 chilometri da Rimini in direzione San Leo e Verucchio) in questo paesino situato in una posizione talmente incantevole che gli é valso il titolo di “balcone della Romagna”. Volevo finalmente sostare ai tavoli dell’Osteria del Povero Diavolo, creazione di una coppia appassionata come Fausto Pratti e Stefania Arlotti, e provare la cucina di quel giovane bravissimo cuoco, di sicuro avvenire, che corrisponde al nome di Piergiorgio Parini, arrivato a Torriana reduce da un’esperienza nientemeno che alle tristellate Calandre.

Mi immaginavo, conoscendo Stefania e Fausto, e apprezzando la loro schietta umanità, di sentirmi a casa mia al Povero diavolo, di trovare un ambiente delizioso, curato in ogni particolare, elegante, caldo, ospitale, davvero a misura di ospite, gestito da belle persone che hanno cultura e non solo del cibo. Cinque linde accoglienti camere dove trovare pace e serenità quando si ha voglia di staccare e di ritrovarsi, uno spazio in giardino dove cenare nella bella stagione, una cantina ben fornita che va a formare una carta dei vini meditata e originale, e poi, perché a Torriana salirete soprattutto per mangiare (in luglio anche per la rassegna gastronomica La collina dei piaceri o Scorticata, toponimo con cui Torriana è nota) una cucina giusta, da cui arriveranno sulla vostra tavola preparazioni originali, mai banali, curate, sfiziose e di grande digeribilità.

Due i menu degustazione, uno della Memoria, più terragno, proposto a 48 euro, con quattro piatti tipo coniglio sott’olio con verza e cipolle fritte, lasagnetta di farina bruciata con ragù di agnello, crema di pecorino e melata di bosco, galletto croccante al rosmarino con verdure stufate e un dessert, e uno dedicato alla Cucina nel mare (Rimini è quella striscia azzurra che si coglie poco lontano), con triglie panate con farina di granturco e zucca, crema soffiata di patate, canocchie funghi e animelle, strozzapreti con vongole, spinaci e confettura di limone, filetto di orata (pescata e non d’allevamento) con fagioli e salvia in umido e dessert a 58 euro.

Alla carta però, in questo periodo di fine estate inizio autunno potrete pescare anche i cappelletti del Povero Diavolo in brodo di pigna, i ravioli di piadina e prosciutto con crema di peperoni dolci, il maialino al forno profumato all’anice, la speciale selezione dei formaggi, una scelta di salumi (tra cui un prosciutto superbo) stagionati in casa.

Per la mia serata del 22 settembre, allietata anche da una superba bottiglia di Barolo Cascina Francia 1989 di Giacomo Conterno arrivata dalla mia cantina a Torriana in splendida forma, ho scelto, concedendomi anche il galletto croccante come bis carnoso, il menu di mare, scoprendo e gustando piatti all’insegna dell’equilibrio, di sapori ben distinti e riconoscibili, di un’inventiva calibrata, ma su basi solide, senza quegli avventurismi ed eccessi che caratterizzano tanta cucina “intelligente” moderna, che farà anche divertire, almeno così dicono gli esperti, ma a me mette tanta tristezza e noia, perché non compiace il gusto e banalmente si ripete.

Croccanti, gustose, sapide il giusto, con quella farina gialla a dare rilievo ai sapori, le triglie, squisita la crema di patate con animelle, canocchie e funghi (un mare monti dove la dolcezza dell’animella e del crostaceo ben si sposava al gusto leggermente selvatico del fungo), gustosissimi, ben tirati a mano e tenuti nervosi con una cottura impeccabile, gli strozzapreti, con vongole e spinaci ai quali il gusto agrodolce della confettura di limone (home made) aggiunge un briciolo di leggerezza, una freschezza, una digeribilità (piatto da bis !) straordinario. Sorprendente l’accostamento orata, carne profumata, di grande struttura e sapore, con i fagioli all’occhio stufati e croccante, sfizioso, saporoso (lo mangi e li rimangeresti da capo) il galletto con le verdurine alla griglia.

Ottimo anche il semifreddo di mele, con pera affumicata e biscotto alle noci (ma mi è rimasta una gran voglia del dessert definito “Studiando il cioccolato”, che proverò di certo la prossima volta), per una cena di quelle impeccabili come non mi accadevano da tempo, perché gustosa, originale, leggera, sfiziosa, perfetta in ogni suo aspetto, intelligente nel rendere omaggio al territorio pur serbando la libertà di qualche divagazione, ma senza avventure o tradimenti.

Morale: sarà anche un Povero diavolo, almeno secondo il suo nome, ma accidenti come sa mettere a proprio agio le persone e come fa venire una grande voglia di ritornarci presto questo ristorante !

Osteria del Povero diavolo
Via Roma 30 Torriana RN tel.0541 675060 fax 0541 675680
sito Internet, e-mail
chiuso il mercoledì, aperto anche a pranzo la domenica, i giorni festivi e su prenotazione.

0 pensieri su “Osteria del Povero Diavolo a Torriana: gusto e autenticità del sapore

  1. Boh, sarà che io rispetto agli altri sono un po’ un cyber-eremita, ma tutta sta litigiosità di cui parla il simpaticone in questione non la vedo… e poi aveva ragione Bonilli: suvvia, era una cosa tra amici, salsiccia e birra! Parlando di cose serie: segnato l’indirizzo. Prossima volta che sarò in zona, Magnolia a Cesenatico e Povero Diavolo!

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