Quadratura del cerchio: utopia o trovata per far parlare di sé ? Il Romanzo del vino di Cipresso

Dopo quello che ho scritto sui blogger o presunti tali, volete un esempio dello spirito blog, di quello che, a mio avviso, un wine blogger (ma anche un normale giornalista del vino che avesse voglia di dire con franchezza e onestà, senza nascondere le proprie opinioni quello che pensa, di sfuggire alla logica del conformismo imperante, del volemmose tutti bene), potrebbe e dovrebbe scrivere ?

Bene, prendiamo ad esempio il neo pubblicato Romanzo del vino del noto enologo veneto (di Bassano del Grappa) Roberto Cipresso, che è stato presentato in pompa magna in giro per l’Italia scomodando personaggi vari quali Gad Lerner, Gianni Mura, Davide Paolini, Attilio Scienza, Massimo Ghini, ma anche Federico Quaranta, Leonardo Romanelli, Guido Ricciarelli.

Cipresso, lo conosciamo, è il wine maker fattosi notare, in nome di un’improbabile Quadratura del cerchio, per le sue singolari sintesi enologiche mescolare terre, odori, varietà, climi diversi in nome della “libertà di azzardo e voglia di utopia”, Refosco, Schiopettino & Montepulciano, Primitivo & Sangiovese, Barbera & Montepulciano, incurante del suo definirsi “Winemaking terroiriste”, ovvero cultore ed esaltatore del territorio e delle sue caratteristiche.

Bene, Cipresso, di cui basta visitare il sito Internet, una sorta di immaginifica, post dadaista, pirotecnica scatola cinese che con lo slogan “la terra conosce tali profondità che l’uomo non immagina” apre ad una serie di situazioni, Winestation, Winecircus (la fabbrica dei sogni), Winemaking, ipotesi di lavoro, fantasie, ora si è dato, con la collaborazione di Giovanni Negri, ex segretario del partito radicale e oggi produttore di vino a La Morra, e di un giornalista di lungo corso e collaboratore di Ice e MiWine come Stefano Milioni, alla letteratura.

Ho detto bene letteratura, perché anche se la sua si presenta come un’opera dedicata al vino, al racconto del vino in tutte le sue sfaccettature, si presenta però, già dal titolo come Romanzo del vino (Edizioni Piemme 320 pagine 16,90 euro sito), ovvero, così viene presentato, “uno straordinario viaggio nella storia e nella filosofia del vino, della vite, della vita, che offre tutte le emozioni che un grande rosso sa suscitare”.


Nulla in contrario a che il pirotecnico, scatenato Cipresso, che tra un’utopia enologica e l’altra ha trovato anche il tempo di curare, tecnicamente parlando s’intende, il vino di una nota pornostar Usa, metta su carta, per i tipi di Piemme, le sue riflessioni enoiche. Sicuramente, quando avrò letto il libro, che l’editore ha avuto la gentilezza di inviarmi, troverò questo lavoro interessante, ricco di stimoli.

Per il momento, però, se dovessi basarmi unicamente sulla presentazione dell’Ufficio stampa allegata al volume, di sciropparmi le 316 pagine mi verrebbe ben poca voglia, tanto assurdo, pomposo, esagerato è il tono utilizzato per introdurre l’italica stampa di settore alla “degustazione” del libro.

Partiamo dalla copertina, dove sull’etichetta di bottiglia che rappresenta l’immagine grafica dell’opera, figura lo strillo “presentato da Robert Parker”, per poi continuare con il testo della presentazione di Mr. Wine Advocate, in inglese con traduzione italiana, dove si legge: “Roberto Cipresso è uno dei più talentuosi viticoltori e winemaker del mondo. La sua passione per i vini di anima, carattere, e, soprattutto, terroir, è quasi quella di un fanatico religioso (anche se un suo vino si chiama Ateo – ndr). E’ un grande onore accogliere un brillante e ingegnoso “uomo della terra” nella confraternita dei wine-writers”.

Ma non è finita, perché Cipresso viene presentato, tout court, come “uno dei più rinomati winemaker del mondo, artefice di vini pluripremiati e protagonisti delle più importanti aste di vini pregiati a Londra, Parigi e New York. Nel 2005 Wine Spectator ha premiato con 96/100 il suo Malbec… 2003, assegnandogli il titolo di miglior vino del Sudamerica. E’ stato insignito dell’Oscar del Vino 2006 come miglior enologo italiano”.

Accidentaccio, con queste credenziali, e con una presentazione del genere (dove manca solo che ci dicano che Cipresso ha fatto il boy scout, che è membro del Lyons – o Lions ? – o del Rotary Club, che vota per quelli che qualsiasi cosa facciano hanno comunque ragione) a noi che delle virtù del terroir siamo tenaci sostenitori da sempre e non solo a parole, a noi che dei vini tutti uguali prodotti dalle Alpi alle Piramidi ne abbiamo piene le scatole, a noi che del wine maker come fenomeno di comunicazione e di marketing non ne possiamo più, come potrà mai venire voglia di leggere questo Romanzo del Vino ?

0 pensieri su “Quadratura del cerchio: utopia o trovata per far parlare di sé ? Il Romanzo del vino di Cipresso

  1. Già, l’ho ricevuto anch’io ma ho preferito dare la precedenza ad altro. Aggiungerei al tuo già esaustivo commento che il nostro è anche pupillo in casa AIS Roma, dove spesso fa vere e proprie “Personali”, con presentazione in pompa magna di tutti i suoi capolavori enologici…pardon, di terroir.

  2. Però il sito del sig.Cipresso è bellissimo!
    Poco funzionale, ma graficamente e strutturalmente davvero bellissimo!.
    Forse anche il libro sarà così: poco funzionale, ma esteticamente bellissimo 😉
    saluti

  3. Mah,guarda Franco……domani sara’ qui a Bassano del Grappa (sua terra natia) e sono proprio curioso di andarlo a sentire.Sicuramente (come tutti i winemakers) è molto bravo a vendersi…talmente bravo che adesso lavora per tutti,fuorchè vignerons. Penso alla pornostar (letto su SpiritoDivino),penso a Renzo Rosso (Diesel Farm)riusciro’ mai ad assaggiare questo nettare da 100 e passa euro a bottiglia,insomma quello che bisogna fare x sopravvivere nel nuovo millennio………

  4. sono convinto che mescolare vini e vitigni che storicamente e geograficamente nulla hanno a che fare sia l’esatto contrario dell’esaltazione dei caratteri territoriali.

    Di più: questa “filosofia” del vino penso sia uno dei maggiori mali che il vino italiano – per salvarsi – deve combattere.

    e poi permettimi Franco una frecciatina: i clienti (o molti dei clienti) di Cipresso la dicono lunga sui vini che possono uscire fuori…

  5. Tra l’altro l’unica volta che ho assaggiato i due prodotti di WineCircus,distribuiti da PV, sono rimasto molto perplesso…….sara’ stata l’annata calda,sara’ stato un legno che dire invadente era nulla….boh….

  6. Fabrizio per quale oscuro motivo Lyons e Rotary dovrebbero prendersela e, ipoteticamente, querelarmi ? Mica ho detto niente di male nei loro confronti, ho solo ironicamente osservato che in questo ipotetivo CV di Cipresso proposto dall’ufficio stampa della casa editrice mancherebbero solo, come credenziali, l’essere iscritto ad uno di queste due onorate associazioni !
    E dire che penso di scrivere un italiano abbastanza chiaro e di riuscire a fare capire quello che penso !…
    Franco

  7. Carlo, qui ho descritto le impressioni sfavorevoli che ho ricavato leggendo il comunicato stampa e visitando i vari siti del Cipresso. Dopo aver letto il libro, se ci sarà da dire che si tratta di qualcosa d’interessante, onestà intellettuale (che anche i detrattori dicono non mancarmi) m’indurrà a pubblicare un altro post e riconoscere a Cipresso gli eventuali suoi meriti come scrittore…

  8. Caro Franco
    con altrattanta franchezza e onestà, devo dirti che accanto al conformismo imperante, del volemmose tutti bene, sembra farsi strada il conformismo del “criticamo tutto quello che ce sta”.

    Sembra che la critica a tutti i costi serva da strumento per rafforzare il proprio io più che espressione di una sensazione.

    Non per prendere a tutti i costi le difese di Roberto Cipresso, che in questo blog mi sembra quasi crocefisso, bensì per fare una semplice riflessione…

    Non c’è nulla di male a pubblicare un Romanzo se si è Winemaker, in questo caso mi sembra più un processo all’intenzione che un commento sul romanzo, sarebbe più interessante parlarne dopo aver letto la pubblicazione.

    Per quanto riguarda l’argomento porno star, Cipresso è un enologo professionista, a lui si rivolge quel tipo di persone che vogliono fare vino (a torto o a ragione non sta a noi giudicare) e per lui sono clienti, perchè dargli contro …

    Alla fine è sempre il bicchiere o il libro a dare il giudizio finale e a noi la sensibilità di saperlo cogliere.

  9. L’hanno mandato per posta da Casale Monferrato anche a me, all’estero. Poiché non c’era né una dedica né una lettera, ma solo un comunicato stampa, ho scritto all’editore e l’ho ringraziato, ma gli ho chiesto di sapere chi lo ha voluto spedire e perchè. Lo leggerò con attenzione, è giusto che si legga tutto quello che si muove nel campo del vino con attenzione, poi risponderò alla persona che me lo ha spedito. In modo sincero, com’è mia abitudine.

  10. Allora finalmente ho conosciuto Cipresso!E’ come me lo aspettavo: un professionista.Ha spiegato un po’ tutto il percorso,le sue folgorazioni e le sue aspirazioni.Ovvio che tornando nella sua citta’ natia c’era molta curiosita’ oltre che interesse,comunque impressione piu’ che positiva….ora spero di assaggiare qualcosa di piu’ di “suo”.

  11. a tutti i blogger.
    credo che da parte di tutti ci sia la presunzione di prendersi troppo seriamente.
    ho letto il libro, d’un fiato se ciò dovesse servire a togliere qualche dubbio, perché di paranoie pseudotecniche sul vino non se ne può più.
    il vino è esattamente quello che ha raccontato cipresso. una storia vera ma spesso anche verosimile, di terre, talvolta di terroir, di uomini, di attese, di azzardi, di intuinizioni, di sfiga (di cui rimane poca traccia) e di amici.
    il libro è quello che si dichiara: un racconto romanzato di un protagonista degli ultimi 20 anni di vino italiano. esistono ovviamente altre storie, almeno quanti i vigneron del mondo.
    poi se cipresso è stato capace di interpretare i sogni di chi da questo mondo era molto lontano, quali pornostar e produttori di jeans,buon per lui. forse sarà merito anche della sua capacità di andare oltre i luoghi comuni.
    buona lettura a tutti.

  12. Ho letto il Romanzo del Vino e l’ho trovato semplicemente bellissimo, molto ma molto diverso da come viene raccontato dal blog..Poi oggi vedo su Repubblica che per Gianni Mura “scomparsi Veronelli, Brera e Soldati dovessi consigliare un libro sul vino consiglierei questo. A questi livelli sarà difficile ripetersi, perchè è un romanzo d’amore che io cosiglio a due categorie in particolare: a chi non sa nulla di vino e a chi crede di saperne molto, o tutto”. Condivido dalla prima all’ultima parola (soprattutto le ultime), e dubito che voi che di vino sapete molto o tutto, quel libro l’abbiate nemmeno aperto.

  13. Gentile Elisabetta, prendo atto del suo entusiasmo per il libro di Cipresso. Lo rispetto, ma non lo condivido, perchè nonostante abbia piu’ volte cercato di leggere, con animo aperto e sgombro da pregiudizi il romanzo, dopo poche pagine mi cascavano puntualmente le braccia e perdevo interesse a proseguire la lettura. Il titolo é giusto, si tratta proprio di un Romanzo del vino, ma resto dell’idea che il vino sia altra cosa e altro il modo, quello giusto, di raccontarlo… Questo il mio punto di vista, che mi auguro lei rispetti come io rispetto il suo
    cordialità
    Franco Ziliani

  14. Non capisco, egregio signor Ziliani, di quale rispetto parla. Da tutti i suoi interventi emerge quanto segue. Lei recensisce libri prima di averli aperti. Poi se qualcuno da un giudizio diverso, lei ammette di averne sfogliato poche pagine. Fin qui è un atteggiamento saccente, poco importa se travestito da Anticonformismo. Ma il bello viene dopo, quando lei ci spiega che “altro è il modo, quello giusto, di raccontare il vino”. Ah, meno male che ci siete voi Grandi Sacerdoti del Vino a spiegare a noi poverette il “Modo Giusto”….Il guaio è che io di vino capirò molto poco, ma da alcuni anni a parlar di vino nel “modo giusto” trovo sempre voi, gli stessi che se la cantano e se la suonano fra di loro, sempre più annoiati e autoreferenziali. Poi, se arriva un libro divulgativo, che per Mura è “degno di Veronelli e Brera”, nemmeno lo aprite. Vade Retro. E qui l’atteggiamento non è più saccente: è patetico. Legga Zuliani, legga, prima di scrivere. Leggere fa bene sempre.

  15. gentilissima Elisabetta, é lei, credo, che ha bisogno di leggere e di capire quello che legge, perché mi pare non abbia capito quello che ho scritto ed il suo significato.
    Ho scritto il post sul romanzo di Cipresso, volutamente non una recensione, raccontando le reazioni negative che mi ha provocato la sua presentazione e ironizzando sul personaggio Cipresso, e ho detto chiaramente che non avevo ancora lettoil libro. Poi, quando ho provato a leggerlo, perché volevo recensirlo regolarmente, come sono solito fare con i libri che leggo e che mi sono piaciuti e che mi va di suggerire ai lettori, sono stato “respinto” dal libro, non sono riusciti ad entrare in sintonia con quanto l’autore voleva esprimere e con il suo modo di farlo. Tutto qui.
    Io rispetto lei che ha trovato il libro bellissimo, lei veda di rispettare, senza insultare, chi invece, pur rispettando il suo punto di vista e le sue opinioni, non le condivide.
    Questo é un modo civile, credo, di relazionarsi con il prossimo, non dare del “saccente” o del “patetico” alle persone, come lei fa. Critiche, legittime, insulti no.

  16. Premetto che non ho letto il libro , anche se le polemiche pro o contro mi stimolano a farlo .
    Sono arrivato qui perchè sto facendo una ricerca su Cipresso e , essendo in procinto di acquistare una azienda vinicola , stavo pensando di contattarlo per ragioni professionali .
    L’impressione che ricavo dal blog , da Cipresso e dal suo sito ,nonchè dai commenti vari è che Cipresso possa(e magari sia) un ottimo professionista e che sfrutti tutte gli strumenti mediatici a sua disposizione per ingrandire la sua immagine ed il suo ego .
    In sintesi mi sembra una attività di riposizionamento commerciale .
    Ciò mi pare trascenda dai contenuti (romanzo , capacità professionale , etc) ma non per forza esprima un valore negativo ; i risultati si vedranno sul “campo” .

  17. Gentilissimo Ziliani mi chiedevo se ha qualche consiglio da darmi sui libri/romanzi che scrivono di vino nel modo giusto.

    cordialimente
    Luca

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