Straordinari exploit del vino in Nuova Zelanda

Nuovi straordinari record raggiunti a chiusura dell’esercizio 2005-2006 dall’industria vinicola in Nuova Zelanda. Il comunicato emesso dalla New Zealand Winegrowers Association informa che a fine giugno 2006 l’export di vino è cresciuto del 18 per cento rispetto ai risultati raggiunti a fine giugno 2005, con una crescita record del Pinot noir del 55%, che diventa così il secondo vino neozelandese più esportato all’estero dopo il Sauvignon blanc, superando di gran lunga lo Chardonnay.

Il valore dell’export ha superato per la prima volta in valore i 500 milioni di dollari, superando la quota di 435 milioni di dollari raggiunta un anno fa. La vendemmia record 2006 ha raggiunto le 185.000 tonnellate, superando dell’11% la quota di 165 mila tonnellate del 2005.

Questo risultato è stato reso possibile da un sensibile incremento della superficie vitata, che ha raggiunto i 22 mila ettari e che si prevede possa toccare i 30 mila ettari entro il 2010. Grazie a questa vendemmia record l’industria vinicola neozelandese disporrà di volumi tali da consentirle di consolidare la propria presenza nei tre mercati esteri principali, Stati Uniti, Regno Unito e Australia, di curare la crescita in mercati emergenti quali Giappone, Olanda e Irlanda, nonché di perseguire l’ambizioso obiettivo di superare la quota dei 100 milioni di litri di vino venduti, tra mercato interno e mercati esteri, raggiunti nel 2005 (erano 96 milioni a giugno 2005) e di superare, alla voce export, i sessanta milioni di litri nel 2006 ed i 70 milioni nel 2007.

Quanto agli obiettivi futuri, l’industria del vino in Nuova Zelanda prevede di toccare entro il 2010 la quota di un bilione di dollari per l’export, e lavorando duro, mediante un’ambiziosa strategia di crescita, continuare a produrre sia premium quality wines sia vini destinati alla fascia media. Va ricordato che giusto un anno fa l’industria del vino in Nuova Zelanda aveva festeggiato come un grande successo la quota di 51 milioni di litri destinati all’export (un incremento del 64% rispetto al 2004), la quota di vino destinato all’export superiore a quella consumata sul mercato interno ed il numero di 500 aziende vinicole in attività, con un ritmo di crescita, rispetto al 1995, di una nuova azienda aperta ogni due settimane.

Il New Zealand Winegrovers Annual Report 2006 non é ancora stato pubblicato, ma per avere un’idea della meticolosità con cui viene redatto, basta dare una scorsa al dettagliatissimo Annual Report 2005, disponibile in file pdf scaricabile, sul sito Internet

0 pensieri su “Straordinari exploit del vino in Nuova Zelanda

  1. Franco, l’hai detto, la NZ produce vini di premium quality e di alta qualita’, situazione molto diversa e migliore di quella australiana. Questi vini Kiwi hanno un buon rapporto q/p, benche’ non siano sempre molto distintivi.

    Il Winegrowers Report annuale e’ sempre ammirevole per la sua trasparenza e coerenza, un modello per altri paesi nonche’ l’Italia.

    Grazie e ciao da NYC.

  2. Di recente mi è capitato quasi per caso un sauvignon blanc della zona di marlborough, con tappo a vite. Non mi aspettavo nulla, e invece ho scoperto un vino più che buono, di quelli che restano stampati nella memoria per la loro caratterizzazione. E con un prezzo molto molto competitivo rispetto a dei sauvignon blanc più blasonati made in france.

    Certo, magari sono due cose da non paragonare in maniera così spicciola, ma l’enorme differenza di prezzo che non si rispecchia in un’altrettanto enorme differenza qualitativa, fa riflettere.

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