Antichi frutti del Casentino

Il Casentino é terra ricca di boschi e foreste e oltre al rimboschimento e al miglioramento ambientale che viene svolto con grande attenzioni per preservare questo grande polmone verde della Toscana, due attività hanno raggiunto una notevole importanza: la produzione di alberi di Natale provenienti da vivai e non sottratti al bosco e la frutticoltura.

Particolarmente interessante, anche se la produzione di alberi di Natale ha oggi un peso notevole nell’economia agricola ed é fonte di reddito per molte famiglie, è il recupero, in tema ortofrutticolo, di una serie incredibile di antiche varietà, che potremmo definire, con Proust, "à la recherche de la pomme perdue", alla ricerca delle mele d’un tempo.

Hanno rischiato la scomparsa, ma oggi mele dai nomi singolari come Mela Nesta, Mela Biancuccia, Mela Mora, Mela Ruggina, Mela Sonina, Mela Panaia, Mela Calvé (nessuna parentela con la maionese), Mela di Catenaia, e numerose altre ancora, sono ritornate alla realtà produttiva e a quella parte di mercato attenta ed esigente attenta alla bio-diversità, grazie all’azione della Comunità Montana del Casentino, settore agricoltura e foreste, che nello splendore del vivaio forestale di Cerreta, ubicato nella foresta di Camaldoli, ha creato una sezione ortofrutticola dove in un microclima particolare vengono prodotte, a 850 metri di altezza, con metodo biologico, mele di montagna. E anche pere, come la Briaca o Cocomera, la Lardona, la Rossellina, la Giovanazza, o ciliegie come la Capellina o Gabellina.

Un lavoro paziente e certosino, avviato nei primi anni di questo secolo, dal 2002, con la collaborazione operativa dell’Arpac di Firenze, che ha certificato quste varietà e reso possibile, dopo un’opera di "individuazione e schedatura delle piante madri, la raccolta di marze ed il successivo innesto sui portainnesti opportuni" ha consentito la creazione di due frutteti collezione, con piati certificate ai sensi della Legge Regionale 57/2000.

Cos’hanno di caratteristico queste mele, piccole, dall’aspetto sano e naturale, genuine, ricche di sapore ? Una vivacità e freschezza notevole, una bella acidità, una grande conservabilità. La raccolta avviene proprio in questo periodo, fine settembre – metà ottobre e venendo in zona, contattanto preventivamente la Comunità montana del Casentino sita a Ponte di Poppi (0575 5071 – 0575 507283) mail  si potranno avere notizie su questo lavoro meritorio di riscoperta, visitare il Vivaio forestale di Cerreta (contattando anche lo 0575 556134) e sapere come recuperare, dove acquistare, queste deliziose mele.

 A proposito di mele, vale la pena segnalare anche l’attività, avviata cinque anni, fa, dell’azienda agricola della giovane Elena Bertini a Castel S. Niccolò (tel. e fax 0575 572820). Accanto alla produzione di alberi di Natale Elena, ha avviato quella di produttrice di mele, rigorosamente biologiche, da varietà particolari selezionate in un vivaio ferrarese e introdotte, con ottimi risultati, nel Casentino.

Tre le cultivar particolarmente seguite: Ecolette, Entrerprice, Florina, caratterizzate da buona acidità, croccantezza, sapidità, (sono mele molto gradite dai bambini), e da una capacità di essere conservate a lungo. Mele da provare, per ritrovare il piacere (messo in crisi dalle mele industriali dai sapori standard) di mangiare una mela al giorno, quella che, come dice il proverbio, toglie il medico di torno…

 

 

 

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