Ascoltar con gusto: o dell’estasi del maiale

Accidenti, bisognava salire sino in Casentino, a Pratovecchio, per assistere ad una e vera e propria Ode al maiale, ad una estasi maialesca, ad una celebrazione, ovviamente con tanto di assaggi, perché accidenti ‘un si può mica parlare di maiale senza gustarlo, del Divin Porcello !

Ma poiché a Sapori del Casentino non ci si lascia mancare nulla e nulla viene lasciato intentato per ricordare che questa é terra di sopraffina arte norcina e qui con i maiali quasi… ci si parla, ecco che, a scaglioni, nella suggestiva Sala del Podestà, un gruppo di appassionati, ovviamente golosi e curiosi, convinti che occuparsi di maiale sia fenomeno di vera e propria cultura, seppure materiale, ha potuto assistere, che dico, partecipare, ad Ascoltare con gusto.

Una specie di rappresentazione teatrale, con il porcello al centro dell’attenzione e protagonista, e grazie alle letture, meglio ancora, all’ispirata recitazione di una bravissima attrice fiorentina, Miriam Bardini, dell’Associazione AD AR TE, e all’accompagnamento musicale di Laura Manescalchi dell’Associazione Musicaria, abbiamo potuto assistere ad una affascinante, divertente antologia di storie e suggestioni sonore con degustazione di prodotti tipici casentinesi. Spettatori, certo, ma compartecipi, perché seduti ad un ideale desco, con la cornice di oggetti provenienti dalle collezioni appartenenti alla rete dell’Ecomuseo del Casentino, guidati dalla suggestiva vox recitante della Bardini siamo stati introdotti alla leggenda, tutta carne, sangue, grasso, cartilagini, setole (perché del maiale, si sa, non si butta via niente), del porcello, riscattato dalla sua immagine deteriore di simbolo della volgarità, della sporcizia e della lussuria, e mostrato, qual’é, come una creatura deliziosa.

Tratte dal bellissimo volume A Tavola in Casentino di Mario Agostini, alias Mario da Monte (Edizioni Fruska Stia 2005), ricette antiche, succulente, sanguinolente, libidinose (ebbene sì, perché quella del prosciutto del Casentino può addirittura essere un’esperienza erotica…), ci hanno guidato, mentre gustavamo finocchiona, sambudello e ovviamente prosciutto, bagnati da vino rosso casentinese,  nella magia del maiale, in seminario cucinario in forma narrativa, in una rappresentazione profana di rara suggestione.

E voi provateci ancora, se ci riuscite, a parlare male del maiale, oppure a dare del… maiale a qualcuno: invece di offendersi, potrebbe esserne lusingato…

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