Banco d’assaggio di vini da vitigni autoctoni giovedì 19 a Milano

Continua e comincia in maniera preoccupante a mostrare aspetti degni di una moda, l’ondata dei vitigni autoctoni. Iniziative a ripetizione, convegni, degustazioni, seminari, banchi d’assaggio in misura tale che mi verrebbe voglia (io che fautore degli autoctoni contrapposti ai vitigni internazionali lo sono, e posso documentarlo, ante litteram, anzi, ante marcia), di chiedere “posso avere un Cabernet ?”.

Vada come vada, tra le mille iniziative voglio segnalarne una in programma dalle 18.30 alle 22 (orario ideale per degustare…) giovedì 19 a Milano presso il Westin Palace di Piazza della Repubblica, ad opera dell’Associazione Go Wine di Alba.

Con il titolo di “Buono, non lo conoscevo !” viene proposto un itinerario di “scoperta di vitigni autoctoni italiani”, ovvero, ne cito solo alcuni, Cagnulari, Canaiolo, Durello, Groppello, Lagrein, Marzemino, Nosiola, Timorasso, Schioppettino, Vernaccia nera, Erbaluce, Pignolo, Sangiovese, mediante l’assaggio, non sappiamo quanto meditato, a quest’ora della giornata, di vini di una trentina di aziende italiane.

L’iniziativa prevede una conferenza di presentazione con la partecipazione dei giornalisti Francesco Falcone (collaboratore stretto di Alessandro Masnaghetti ad Enogea), Ivo Franchi (capo redattore di Vinum Italia) e del noto commentatori di calcio furlan ed eno appassionato Bruno Pizzul, seguita dal vero e proprio banco d’assaggio cui si può accedere versando la quota di partecipazione di 12 euro e confermando la presenza allo 0173 364631 oppure inviando una mail a questo indirizzo.

Alla degustazione saranno presenti, tra gli altri, i vini delle aziende Bossi Fedrigotti, Morgassi Superiore, Giorgio Carnevale, Pojer & Sandri, Feudi della Medusa, Cantina Produttori Bolzano, Cantina d’Isera, Antico Terreno Ottavi, Ornella Molon Traverso, Provenza, Marcato, Gianni Gagliardo, Le Colture, Moschioni Davide, Luca Ferraris, Duca di Salaparuta e altri ancora.

0 pensieri su “Banco d’assaggio di vini da vitigni autoctoni giovedì 19 a Milano

  1. Ho partecipato all”evento”.
    Mi spiace dire che la cosa che più mi ha “emozionato” sia stata la voce e la simpatia di Brunone Pizzul.
    Quanto hai vini mi chiedo:
    – perchè presentare, in una manifestazione dedicata ai vini autoctoni, altri vini che con l’autoctono non hanno nulla a che fare, forse perchè rappresentano il prodotto che l’azienda ritiene più interessante dal punto di vista commerciale?
    – era proprio necessario, per onorare il Timorasso, far conoscere un parente non autoctono come il Timorgasso (sì, proprio Timorgasso, Monferrato e non Colline Tortonesi, dell’az. Morgassi Superiore di Gavi?
    – non si poteva far degustare vini più pronti? Troppi erano troppo giovani per la loro tipologia e la loro acidità eccessiva li rendeva, a mio parere, davvero imbevibili.
    – vista l’ora della degustazione, non sarebbe stato opportuno approntare, per chi ne avesse voluto approfittare (ovviamente anche a pagamento)un servizio di ristoro o , come sempre accade, garantire la presenza di espositori di prodotti culinari? Il piattino servito (dietro presentazione di apposito tagliando blu) era davvero poca cosa (intendo come quantità).
    Ho l’impressione che l’aspetto commerciale sia prevalso rispetto all’aspetto divulgativo e culturale (se possiamo dire così.
    Luciano

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