Il progetto di costruzione di nuove discariche minaccia la Franciacorta

La celebre zona vinicola bresciana della Franciacorta, la “petite Champagne italiana”, area in continuo sviluppo dove la produzione di bollicine nobili, pardon, Franciacorta Docg, ha raggiunto quota sei milioni di pezzi, è minacciata dal progetto di costruzione di una serie di nuove discariche, che dovrebbero essere dislocate, minando la sua immagine turistico-paesaggistica, sul suo territorio.

A prendere una chiara posizione contro questi progetti è il Consorzio per la tutela del Franciacorta, nettamente schierato contro simili operazioni fortemente nocive per l’economia a prevalenza agricola della zona, che per voce del suo presidente Ezio Maiolini dichiara: “ “Ci troviamo di fronte ad uno scenario inaccettabile con assurde richieste di realizzare numerose discariche in Franciacorta. La risposta unanime del nostro Consiglio d’amministrazione è un no secco, senza subordinate”.

Il Consorzio Franciacorta s’è fatto carico di comunicare agli amministratori locali, provinciali e regionali, alle forze politiche ed alle istituzioni, la propria posizione. “Invitiamo tutti – continua Maiolini – ad assumersi le rispettive responsabilità. Non è possibile, né accettabile danneggiare il grande e positivo lavoro svolto in questi decenni da cantine e viticoltori. Questa è una terra da difendere e tutelare”. 

Va sottolineato che il Consorzio Franciacorta ha già deciso di stanziare consistenti risorse economiche per eventuali ricorsi legali nei confronti di quanti, realizzando discariche, penalizzerebbero la qualità ambientale e l’immagine dell’area vitivinicola, con ricadute negative in termini occupazionali e di sviluppo di un settore in forte espansione.

“E’ fondamentale bloccare questi assurdi progetti – sostiene dal canto suo anche Adriano Baffelli, direttore del Consorzio – e impedire la realizzazione di cave, che potrebbero tramutarsi in futuro in potenziali discariche. E’ necessaria poi una legge che tuteli davvero la Franciacorta”.

C’è da augurarsi che al Pirellone, in Regione Lombardia, alla Provincia di Brescia, tengano debitamente conto di questa necessità di proteggere una delle zone vinicole fiore all’occhiello della Lombardia e di dislocare altrove, in siti da individuare e che non creino analoghi problemi alle popolazioni locali, le discariche necessarie, che è giusto, anzi indispensabile costruire, ma non certo in una zona che nell’immaginario collettivo, presso un numero crescente di consumatori, è sinonimo di qualità in bottiglia, di vini nati in un ambiente ad alta vocazione turistica

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