Il Volto ed i suoi primi 25 anni: una osteria, una storia

Non si può dire di conoscere la ristorazione di quell’angolo del Nord Italia e della Lombardia che é la Franciacorta (oggi celebre soprattutto per le sue bollicine metodo classico proposte da nomi come Cavalleri, Cà del Bosco, Uberti, Bellavista, Il Mosnel, Gatti) se non si stati, almeno una volta, a Iseo, in via Mirolte 3, all’Osteria Il Volto.

Lì, dal 1981, alcuni amici, Vittorio Fusari, Mario Archetti e Giorgio Sgarbi, hanno inaugurato non un modo nuovo di fare cucina, ma un modo tutto loro, basato sull’ospitalità e l’umanità, la fedeltà alle tradizioni di un territorio diviso tra lago e collina, di fare ristorazione, preparando le cose che piacciono e facendolo con gusto e soprattutto divertendosi e facendo stare bene la gente.

In questa piccola osteria che nel tempo si é leggermente allargata passando dall’unico locale con cucina a vista e punto mescita per i calicisti (che sono e sempre saranno una delle anime del locale), e che per un periodo, troppo breve, ahimè, ha dato vita ad una filiazione, un ristorante raffinatissimo ma sfortunato come le Maschere (dove abbiamo sognato e goduto, gastronomicamente parlando, come in pochi altri posti al mondo), ci siamo passati in tanti. E tutti abbiamo gustato, oltre alla simpatia e all’amicizia di Vittorio, chef sopraffino, e Mario, oste nato, e dei loro collaboratori (uno in particolare il francese… è oggi lo chef del Miramonti l’altro) piatti veri, schietti, gustosi, che é davvero difficile dimenticare e fanno parte del nostro patrimonio gastronomico.
I filetti dorati di pesce persico, la crema di lenticchie e cotechino, la crema di castagne, acciughe e olio d’alloro, i tagliolini al sugo di pesce di lago, la sfogliatina di patate e caviale, il manzo all’olio, il filetto di vitello in crudo di vitello, la tinca ripiena (ma anche la crema di piselli con l’astice, i canederli di foie gras, i tagliolini con crema di cannellini e cornetti croccanti, continua continua…), sono come certe canzoni che ci ricordano momenti speciali, dei classici che ci regalano l’illusione che il tempo non sia passato e che possiamo ancora essere i giovani speranzosi di un tempo. Quelli che una volta scoperto il Volto lo avevano subito adottato e considerato un angolo di casa, dove mangiare, assaggiare, degustare, discutere, confrontare idee e visioni del mondo.

Per celebrare i primi 25 anni di storia di questo autentico paradiso dei golosi e degli eno appassionati (Vittorio é barolista raffinato, con radicate antiche predilezioni per i Barolo di Aldo Conterno, Gran Bussia e Vigna Cicala in primis, da sempre e nella cantina del locale le buone e ottime bottiglie, proposte a prezzi ragionevoli, non mancano), é stato deciso – a chi ha avuto l’idea un applauso – un omaggio molto particolare, un bel volumetto, Il Volto. Una osteria, una storia (La Quadra editrice via Carlo Cattaneo 70 25121 Brescia, 8 euro), in forma di 25 lettere (una per ogni anno trascorso) immaginariamente inviate da un gruppo di 25 amici, Maurizio Zanella, Gianni Mura, Aldo Conterno, Aldo Pagnoni, Enzo Vizzari, Licia Granello, Vittorio Moretti, Carlo Petrini, Roberto Gozzini, già compagno d’avventura alle Maschere, Aurelio Ghisalberti, Gianfranco Bertoli, Mauro Piscini, Tino Bino e molti altri ancora.

Lettere in forma di ricordo, ricche di aneddoti legati alla storia del Volto, di emozioni, suggestioni, annotazioni a margine, testimonianze calde, sentite, mai banali e corredata ognuna da una ricetta che ripercorre l’evoluzione gastronomica del locale, i suoi estri e le sue predilezioni, e testimonia, come ben annota Francesco Arrigoni, una “rivoluzione che ha inciso profondamente nel modo di fare convivialità made in provincia in Lombardia”.

Devo confessare che anche senza un motivo valido, ma solo per i bizzarri casi della vita, che ultimamente anche se abito a mezz’ora di strada da Iseo, mi hanno portato lontano, fisicamente e spiritualmente dalla Franciacorta (che non è più la Franciacorta bella, terra privilegiata dei miei itinerari vinosi d’antan o che io non riconosco più come tale), manco da tempo dai tavoli del Volto, ma leggendo questo omaggio bellissimo (al quale mi sarebbe piaciuto tanto prendere parte) avverto cocente il rimpianto per questa lunga lontananza e spero di trovare prestissimo l’occasione (in fondo basta volerlo) per tornare al Volto.

So già che mi sentirò a mio agio come se ci fossi stato due giorni prima e ritroverò i vecchi amici che anche se i capelli e le barbe si sono ingrigite, sono rimasti i sognatori di sempre. 
Osteria Il Volto via Mirolte 33 Iseo BS tel. 030 981462 mail

0 pensieri su “Il Volto ed i suoi primi 25 anni: una osteria, una storia

  1. Sono stato una volta al Volto (un paio di anni fa) e ancora ricordo bene l’atmosfera accogliente, la cucina allo stesso tempo creativa ma basata sulla tradizione, i sapori decisi dei tagliolini al sugo di pesce di lago…
    E poi, che bella quell’atmosfera a metà tra il ristorante raffinato e l’osteria di paese in cui entrare anche per bene un mezzo calice di (buon) vino!

  2. Sono stata diverse volte Al Volto almeno 20 anni fa. Ricordo che non pensavo di uscire a pranzo o a cena senza desiderare di tornare al Volto. Era bellissimo mangiare e bere divinamente in un’ambiente famigliare con gli avventori che giocavano a carte all’entrata e dove potevi fare anche due chiacchiere. Questa situazione mi ricorda anche il Ristorante al Sole di Maleo prima che venisse ristrutturato (30 anni fa?)era un’atmosfera particolare bellissima. Poi per i diversi corsi della vita, anch’io abito poco lontano da Iseo (Bergamo)ora è da molto tempo che non vado al Volto. Mi dispiace e penso che a breve ci tornerò, magari per farlo conoscere a nuovi amici.
    Buon appetito a tutti. Amneris

  3. il mio moroso ha lavorato come aiuto cuoco x diversi mesi lì al volto… si mangia veramente bene… sn rimasta estasiata quando mi ha portata a vederlo e la gente ke ci lavora è davvero così gentile!
    DIVINI sn i grissini…. ne mangerei a cariolate!

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