La pubblicità sul blog invita a discutere più dei temi “alti” ?

Devo ringraziare gli amici che hanno accolto la mia richiesta di esprimere il loro punto di vista sull’ipotesi di ospitare pubblicità su questo blog, espressa ieri con questo post. Riflessioni intelligenti e garbate, autentici contributi per chiarire un discorso che, comunque, va posto e merita attenzione.

Noto però che questo post relativo all’identità e al futuro di Vino al Vino sembra invitare di più alla discussione rispetto a temi, più “alti” e impegnativi che ho sollevato in altri post pubblicati in questi giorni, ad esempio il grido d’allarme sul Chianti Rufina minacciato dallo spettro di un mega-inceneritore, l’appello contro la standardizzazione del vino lanciato in Francia dalla Confédération Paysanne (con l’invito ad aderire alla petizione che in pochi, vedo, hanno sinora accolto), la notizia che in Franciacorta vogliono costruire nuove discariche, oppure la riflessione sui Super Tuscan e sul suo loro attuale essere testimonianza di un recente vissuto enologico – do you remember Super Tuscan ? – di cui, nei prossimi giorni pubblicherò una seconda parte.

Devo concludere, con un pizzico di presunzione, che i vostri interventi sul tema blog e pubblicità denotano un particolare attaccamento a questo blog e alla sua “particolarità”, che ho toccato un tema che v’interessa particolarmente, oppure che gli altri temi, di carattere più generale e “filosofico”, vi toccano e vi riguardano meno, anche se personalmente li considero di un livello e di uno spessore più elevato ? Aiutatemi a capire: questo blog se è interessante e vivo lo è anche grazie ai vostri interventi, alla qualità e alla vivacità del dibattito e dell’intreccio di idee e opinioni che voi esprimete

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