Linea verde nuova formula e nuovo conduttore: al peggio non c’è mai limite !

Vi chiedevate che senso logico abbia avuto lo scegliere come nuovo conduttore di Linea verde un ventottenne, tale Massimiliano Ossini, il cui curriculum professionale non presenta alcuna consuetudine con una trasmissione che si occupa di agricoltura e di cultura materiale, ma che testimonia solo esperienze di conduzione e partecipazione a programmi per ragazzi (Disney Club, Scooter, Random) e al celebre (?) show Notti sul ghiaccio ?

Bene, è bastato vederlo all’opera nella prima puntata del programma, accanto all’ineffabile chef Gianfranco Vissani, quest’anno promosso a pivot, a termine di riferimento, a conduttore principale, con i suoi pregi (pochini) ed i suoi molti difetti, per capire che alla direzione di Rai Uno devono essere in confusione totale o avere un’idea delle capacità e delle professionalità necessarie per condurre Linea Verde che a noi comuni mortali decisamente sfuggono.

Tema di questo primo appuntamento con una trasmissione che promette sin d’ora di riservarci chicche strepitose e momenti d’ilarità assoluta (alla faccia degli ingenui che pretenderebbero che una trasmissione d’agricoltura trattasse d’agricoltura con competenza e serietà, magari in maniera simpatica), è stato il Trentino, e precisamente la Vallagarina, la terra del Marzemino, l’ottimo vino celebrato e non per opera di Mozart, come ci verrà erroneamente più volte detto, ma del suo librettista veneto (di Ceneda nella Marca Trevigiana) Lorenzo da Ponte, alias Emanuele Conegliano nel Don Giovanni.

Cosa ci ha riservato il pirotecnico duo del gatto & la volpe, ovvero Vissani ed il suo giovane socio, l’apprendista conduttore Ossini, il quale alla vigilia di questo suo importante impegno professionale aveva dichiarato “cercherò semplicemente di essere me stesso. Sono giovane, quindi adotterò un linguaggio spontaneo e diretto. Cercherò di stimolare l’attenzione di tutti con la maggiore chiarezza possibile. Ho voglia di conoscere ed imparare” ?

Uno spettacolo da rappresentazione parrocchiale, da dilettanti allo sbaraglio, con Vissani mattatore (e figuriamoci cosa può saltare fuori quando il cuoco di Baschi sale al proscenio e non viene opportunamente moderato) e l’Ossini nei panni, petulanti, del conduttore improvvisato, che continua a parlare (spesso a sproposito) per dare l’illusione (e per autoconvincersi) di essere nel vivo della trasmissione e non, invece, assolutamente fuori posto.

L’inizio, tutto sommato, è stato normale, con splendide riprese aeree, scenari affascinanti, castelli (Avio, Castel Noarna, Castel Beseno) e boschi, e l’incontro con un tecnico capace come Fausto Campostrini del tutto a suo agio nel presentare il Marzemino, nello spiegare perché venga definito “gentile”, ovvero fine, elegante, con note fruttate che denotano gentilezza. La cornice è da scenario bucolico, con vignaioli che bevono vino guardando con fare ispirato il bicchiere e nell’apprestarsi a vendemmiare si sentono dire dal giovane conduttore che “c’è una mano in più, la mia “. A seguire un siparietto comico, con Vissani a spiegare all’ex conduttore del Disney Club che per vendemmiare “devi riempire tutto il cesto” e poi, nella veste di novello esperto vinoso, chiedere a Campostrini se il Marzemino ha bisogno di concimi e diserbanti, se l’irrigazione venga fatta continuamente, se viene dato “zolfo e rame” e se questo “non potrebbe intaccare il suolo”…

Si torna finalmente alla normalità, ad un’informazione giornalistica piana e competente, grazie all’intervento, in elicottero, di Maria Concetta Mattei, brava e bella giornalista trentina del TG 2, anche se il clima, con le osservazioni sull’autunno trentino “incantevole”, fanno molto promozione turistica, ed il neo conduttore, confessando una gran “voglia di mangiare ovunque vai”, si occupa subito di riportarci con i piedi per terra, dichiarando serio, a proposito di una iniziativa per avvicinare i giovani alla campagna, “sposo in pieno questa iniziativa, il problema di oggi è che vivendo in città non si ha la possibilità di vivere la terra”.

Ma non è finita, perché Vissani, arrivato in visita ad una famiglia di agricoltori, immancabilmente tutti vestiti da contadini con camicie a quadri e cappelli tipici, per la raccolta delle patate di montagna e del cavolo cappuccio, dà subito la sua misura di intervistatore di vaglia, chiedendo: “la ghiacciata influisce sul prodotto finale ?” e ancora “come riusciamo a capire quando la patata è matura ?”, e tentando di mordere, ridendo come tarantolato, un sedano rapa appena raccolto. L’idillio campestre però continua, con l’apprendista conduttore, impegnato ad interrompere una lezione di fattoria didattica per informarci, ed è la seconda volta, che “sposo in pieno questa iniziativa” e mostrando la propria tempra di anchorman chiedendo ad una ragazzina che stringe un coniglio, “ma non hai paura ? Come si chiama questo coniglio ?”, oppure come si chiama il cane alle prese con una dimostrazione di agilità e ancora provando a chiedere “posso essere protagonista ?” oppure “sei emozionata Elisa ?”.

Ma il “divertimento” continua, con Vissani esclamare rivolgendosi alla presidente di una cooperativa agricola che si occupa della raccolta e della trasformazione in crauti del cavolo cappuccio, “ma è come un mille foglie, come una lasagna !” e gratificandola di complimenti tipo “é stata un’esperienza mitica perché tu sei una persona squisita”…

Il clima di autoreferenzialità, di autocelebrazione, dove ognuno si affanna a definirsi protagonista e a presentarsi come tale, però continua, con l’aspirante conduttore impegnato ad Arco per una prova di free climbing, disciplina, dice, che “possono fare tutti, quindi la posso fare anch’io”, perché “le scarpe le ho messe, l’imbracatura l’ho, allora siamo pronti per la mia prima arrampicata”…

Potrei continuare, citando “fior da fiore”, pezzi involontariamente comici di dialogo, brani lunari di trasmissione, con Vissani impegnato da Ruggero De Tarczal ad Isera per la vendemmia del Marzemino, il giovane Ossini entusiasta nel dire alla Mattei, che lo porta in visita ad un geniale musicista, suonatore di glass harmonica, “che regalo che mi stai facendo: Sono contentissimo !” oppure rivolgendosi al Presidente della strada dei vini e dei sapori della Vallagarina chiedere, ingenuo ed entusiasta, “ma in Trentino il tempo è sempre così bello ? “ e ancora Vissani, rivolto alle figlie di De Tarczal, che stanno torchiando all’antica con i piedi le uve di Marzemino “ma non ti fanno male i piedi ? Quanto tempo puoi durare così ?”.

Il finale, deo gratias, è la consueta tavolata finale (ma senza l’usuale presentazione dei piatti) annunciata da Vissani al grido di “abbiamo una squadra fantastica”, e con un siparietto, in chiusura, tra lo chef anchorman e l’aspirante conduttore, dove i due ci dicono che “dobbiamo brindare alla nostra prima puntata di Linea Verde” e protestano perché i presenti, a loro volta imbarazzati, non si scaldano: “siete scarsi come applausi ragazzi, forza, altrimenti cambiano canale !”

Com’è andata la prima puntata si chiedono ancora, sostenendo, modesti, che “possiamo scoprire l’Italia in un percorso di vita, cultura e speranza per un mondo migliore” ? E’ andata com’è andata, in maniera mediocre e se le cose non cambieranno, se autori, programmisti, responsabili di rete, non si daranno una mossa, e insegneranno all’aspirante conduttore cosa voglia dire condurre una trasmissione del genere, temo che l’augurio “cerchiamo di avvicinare tutti a Linea Verde” espresso dal giovine Ossini resterà solo una pia illusione…

Ma questa è la Rai, signori miei, ovvero di tutto, di più

0 pensieri su “Linea verde nuova formula e nuovo conduttore: al peggio non c’è mai limite !

  1. Caro Franco,
    Se vuoi riprenderti dallo shock, piazzati davanti al televisore e sintonizzati su Rai Tre.
    Se avrai pazienza, verso l’una di notte e senza alcun preavviso, potrai vedere(o rivedere, dipende dall’età 😉 ) le repliche del programma di Mario Soldati “Viaggio lungo la valle del Po alla ricerca dei cibi genuini” del 1957!
    Che meraviglia!
    Un esperto come lo era lui di enologia e gastronomia che usa l’artificio di fingersi ignorante per farsi spiegare tutte le tecniche di enologia e gastronomia dagli intervistati.
    E che depressione se fai un paragone con l’oggi!

    P.s.: il “commento musicale” era affidato a Nino Rota!

    Antonio “di notte”

  2. Caro Antonio,

    il suggerimento che dai sul tenere gli occhi puntati, seppur assonnati, su RAI TRE è prezioso… sai dare qualche indicazione in più? quante puntate hanno già mandato? con che cadenza? come fare per avere la serie completa registrata?

    Concordo con il post di Franco, siamo ormai alla frutta per quanto concerne la capacità richiesta a chi và in video a parlare di enogastronomia… siamo prossimi forse allo scoppio della bolla?

    Prosit!

  3. Io ne ho viste sei in una sola notte (durano circa mezz’ora) ma è una programmazione casuale.
    Ho anche provato sul sito della Rai nella sezione Teche ma non c’è nulla purtroppo tranne una scarna biografia di Soldati.
    Sto comunque cercando in rete: se trovo qualcosa te lo comunico.

  4. Grazie Antonio.

    Ci conto, se avvisti qualcosa…

    Se le tue ricerche risultassero vane potremmo coalizzarci e chiedere a gran voce alla Fondazione Soldati e/o alla RAI di mettere a disposizione questo prezioso materiale in forma unitaria e su un supporto tecnologico adeguato.

    Prosit!

  5. la serie di Soldati interesserebbe tantissimo anche a me……
    Per quanto riguarda Linea Verde mi chiedo perche’ vi stupite….pensate a Fazzuoli….la televisione non puo’ fare audience con programmi seri, ma di nicchia…come dovrebbe essere di nicchia il Vissanone nazionale, evidentemente riempie le tasche meglio con la Rai che con il suo ristorante.
    piccola provocazione del troglo

  6. Adriano, non é una provocazione né una maldicenza osservare che per Vissani la collaborazione con Linea Verde e con la Rai, in qualsiasi (discutibile) modo avvenga é di fondamentale importanza. Sia dal punto di vista del bilancio che dell’immagine (anche se la sua immagine trasmessa dalla partecipazione a trasmissioni come Linea Verde é di un’efficacia tutta da verificare…)
    Roba da matti !

  7. quello che mi stupisce e’ la dicotomia di immagine.
    AI BASCHI e’ quanto di meno di popolare si possa pensare…cos’e’ un mezzo per avvicinare il popolino medio italiota alla grande cucina d’autore?…queste demagogie sono un arma a doppio taglio.
    lode al cuoco, ma che sia nella sua cucina, non a fare la figurina panini in tivvu’!…..

  8. E vai… siamo già in tre, e con Franco saremmo addirittura in quattro ad essere interessati al viaggio documentario di Soldati… siamo già un “piccolo” gruppo di pressione, una lobby!

    Dai che ce la facciamo a far uscire le bobine originali dalle polverose stanze della Rai e a riversarle su un più comodo DVD!

    Prosit!

  9. Caro Antonio, anche Antonio La Trippa, come te, era senz’altro piu’ simpatico dei due flic e floc di oggi. Ricordi anche le comiche scimmiottature dei viaggi di Soldati fatte da Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello? Quella si che era TV, ragazzi!!!

  10. Vianello imitava Soldati e Tognazzi il falegname scemo che da un tronco d’albero ricavava UN SOLO stuzzicadenti!
    Che flash ragazzi!!!!!

  11. E quando Tognazzi imitava la massaia intervistata dal giornalista? Veri momenti di sana comicita’ che hanno addirittura portato bene proprio alle trasmissioni serie di Mario Soldati che venivano scimmiottate. Una satira positiva. Secondo me, chi viene prescelto per dirigere Linea Verde dovrebbe prima vedere questi materiali di Soldati nell’archivio RAI e poi sostenere un esamino per esser certi che abbia imparato come si fa a promuovere al grande pubblico la nostra agricoltura. Pippo Baudo ha detto che copiamo troppi programmi dall’estero invece di inventarcene di nostri. Aggiungo che copiamo purtroppo anche i comportamenti dei presentatori esteri, invece di formarcene seriamente in casa. Siamo sempre li quando facciamo vini fotocopia dei bordolesi invece di reinterpretare in chiave moderna quelli dei nostri padri e dei nostri nonni. Manchiamo di autenticita’ e diamo premi spesso anche a chi manca di autenticita’, pero’ e’ una potenza del marketing.

  12. ciao a tutti!
    io volevo spezzare una lancia in favore di Massimiliano…
    sto guardando or ora linea verde…premetto che ho inziato ad appassionarmi a questa tipologia di trasmissioni solo da quando c’è Massimiliano..in quanto ha portato una ventata di freschezza e offre la possibilita anche a ragazze molto giovani come me di vedere linea verde senze annoiarsi.
    io apprezzo molto Massimiliano!!
    se qualcuno è in contatto con lui diteglielo…
    sei un GRANDEEEEEEE!!

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